“Campioni in Europa”: lo Zenit San Pietroburgo

“Campioni in Europa” è la nuova rubrica di Soccermagazine: settimana dopo settimana andremo a scoprire in giro per l’Europa le squadre che hanno vinto il proprio campionato. Talenti, successi e segreti dei club protagonisti di questa annata per avere un panorama completo della stagione che sta per concludersi”.

Fonte: Conscious - wikipedia.org
Fonte: Conscious – wikipedia.org

Si è concluso il campionato russo dominato dallo Zenit San Pietroburgo che abbraccia il 4° titolo della Russian Premier League. La competizione è molto recente e ha inizio nel 1992 dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica. Il torneo prevede 16 squadre che si affrontano per un totale di 30 gare. A retrocedere saranno le ultime due classificate con la terz’ultima e la quart’ultima che si giocheranno la permanenza con la terza e la quarta qualificata della seconda divisione.

Lo Zenit conclude in prima posizione qualificandosi ai gironi di Champions League e beneficiando delle nuove norme che la renderanno testa di serie; 67 i punti totalizzati in 30 incontri chiudendo con 7 lunghezze di vantaggio su CSKA Mosca e Krasnodar fermi a 60. Non è servita la lunga serie di vittorie della formazione della capitale per insidiare lo strapotere degli uomini di Villas Boas. La stagione non ha avuto nessun problema, dopo un inizio un po’ incerto: 20 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte. Tra le mura Stadio Petrovskij il bottino maggiore di punti: ben 38 dei 67 totali, con 12 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta. CSKA Mosca e Krasnodar, vera sorpresa di questa edizione, non hanno potuto tenere il passo. Anche la Dinamo Mosca e il Rubin Kazan hanno dovuto fare da spettatori all’armata condotta da Hulk e Rondon. La seconda classificata può solo recriminare di aver perso entrambi gli scontri diretti.

Non esaltante il percorso in Champions League. Il club russo ha concluso il campionato 2013-2014 al secondo posto ed è stato costretto a disputare i preliminari. Il primo sorteggio è una passeggiata sulla carta, ma crea dei problemi in campo: i ciprioti dell’AEL Limassol vincono 1-0 in casa, ma subiscono un pesante 3-0 al ritorno. L’ultimo ostacolo per approdare ai gironi è lo St. Liegi: 1-0 e 3-0 che non lasciano speranza ai belgi che scalano immediatamente in Europa League. Il sorteggio è benevolo: Monaco, Leverkusen e Benfica. Il gruppo è molto equilibrato e lo Zenit può ambire a passare tranquillamente il turno. Purtroppo le previsioni sono del tutto sbagliate: il Monaco domina chiudendo a 11 punti, arrivando fino ai quarti di finale (sarà la Juventus ad eliminare i francesi). Villas Boas non riesce a dare la carica e gioco al gruppo che perde andata e ritorno contro il Leverkusen, regalando il secondo posto ai tedeschi. Importante l’1-0 contro il Benfica che garantisce, con 7 punti, di approdare in Europa League. Nella minor competizione Europea, i russi entrano da favoriti. Il Psv, ai sedicesimi di finale, viene liquidato con un 1-0 e un 3-0 e anche il Torino agli ottavi subirà un 2-0 allo stadio Petrovskij e un inutile vittoria per 1-0 all’Olimpico. I sogni di gloria vengono infranti dal Siviglia, campione in carica e vincitore della coppa 2014-2015. Sul campo spagnolo, Bacca e Suarez capovolgono lo 0-1 di Ryazantsev. Inutile il 2-2 nella gara di ritorno con un gran goal da 30 metri di Hulk che illude solamente compagni e tifosi. Addio alla competizione ai quarti di finale.

Anche il cammino nella coppa nazionale è privo di gloria. Ai sedicesimi, facile sfida contro l’Anzhi superato senza ostacoli per 2-1; Rondon e Shatov rispondono al vantaggio di Boli. Agli ottavi la sorpresa: la formazione di Villas Boas viene eliminata clamorosamente per 2-3, dopo i tempi supplementari, dall’Arsenal Tula, squadra che ha chiuso all’ultimo posto la Russian Premier League. La gara ha dell’incredibile: fino all’80’ lo Zenit conduce con tutta calma per 2-0, poi il black out difensivo che permette agli avversari di pareggiare in soli 10 minuti. Nel primo tempo supplementare arriva la rete della batosta. Eliminazione e prime critiche sul tecnico portoghese, messe a tacere solamente con la vittoria del titolo.

Gli uomini che hanno permesso allo Zenit la grande cavalcata in campionato sono proprio i 2 attaccanti Hulk e Rondon. Il brasiliano ha chiuso la classifica cannonieri al primo posto con 15 reti in 30 gare. La punta, pagata 55 milioni, continua a confermare di non avere rivali sia per prestanza fisica che per fiuto del goal. Al secondo posto troviamo subito Rondon che ha dato una mano con ben 13 realizzazioni. Entrambi hanno trascinato la squadra in Europa League con 3 marcature a testa, meno spettacolari in Champions con un solo goal ciascuno (2 dei 4 totali dello Zenit nella massima competizione europea). Importante anche l’apporto di Criscito, che, spingendosi in attacco, ha fornito diversi assist ben sfruttati dal reparto offensivo. Bene anche Witsel a centrocampo, una sicurezza davanti all’area e ottimi piedi per far ripartire l’azione. Grazie all’ottima coppia di centrali composta da Garay e Lombaerts, anche il portiere Lodygin ha potuto fare bella figura, subendo solamente 16 reti in 28 apparizioni.

Il palmares dei russi, nonostante i pochi anni di vita della Russian Premier League è molto ricco: 4 campionati di Russia (2007, 2010, 2011-2012, 2014-2015), 2 coppe di Russia (1998-1999), 2 supercoppe di Russia (2008, 2011), una coppa Uefa (2007-2008) e una supercoppa europea (2008).

Ora, sfruttando la possibilità di essere “testa di serie” in Champions, lo Zenit proverà ad eccellere nella manifestazione dove sempre ha avuto difficoltà. Serve un salto di qualità per poter competere con le grandi squadre d’Europa. Il campionato sarà sempre in bilico e conteso con CSKA Mosca, Rubin Kazan e Krasnodar, ma con il passo di quest’anno si rischia un facile bis nel prossimo torneo.

Articolo svolto con la collaborazione di Simone Gamberini.

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