Liverpool saluta Steven Gerrard, l’uomo che portò i Reds sul tetto d’Europa

Una vita con la stessa maglia, tutta spesa a centrocampo a lottare e a segnare (ed anche tanto, con 120 goal siglati in 504 gare) nella squadra per cui tifava da bambino e della quale non avrebbe mai immaginato di diventare l’eroe, di trasformarsi da semplice tifoso ad eterna leggenda: Steven Gerrard, lo storico capitano dei Reds, lascerà quella che è stata la sua casa per ben 28 anni per volare negli States, ai Los Angeles Galaxy, squadra che ha già ospitato campioni inglesi del calibro di David Beckham.

Steven Gerrard. Fonte: Flickr. Autore: terceroinf fmiralcamp
Steven Gerrard. Fonte: Flickr. Autore: terceroinf fmiralcamp

L’ultima partita nel suo stadio, lo storico Anfield Road, non si è conclusa con una vittoria, ma di certo resterà impressa nella memoria di tutti i tifosi per il calore con cui è stato salutato il capitano, il trascinatore di questa squadra che proprio con lui ha vissuto gli anni d’oro. Lacrime, cori, bandiere e 90′ di applausi per l’uomo che ha giurato eterna fedeltà al Liverpool, portandolo fra le grandi d’Europa.

Considerato da molti uno dei centrocampisti più forti della storia del calcio inglese, Steven George Gerrard nacque a Whiston, ad appena 13 km da Liverpool, il 30 maggio 1980 da una famiglia da sempre tifosa dei Reds. Mosse i suoi primi passi nel Whiston Junior, ma ad appena 7 anni venne notato da un talent scout ed ingaggiato dal Liverpool: è questo l’inizio del legame magico fra questo giocatore e la sua squadra.

L’esordio in prima squadra avvenne il 29 novembre 1998 contro il Blackburn, subentrando negli ultimi minuti di gara a Vegard Heggem. Di lì a poco la bacheca dei trofei dell’ancora giovane Gerrard cominciò ad arricchirsi: nella stagione 2000/2001 infatti il Liverpool conquistò lo storico treble, con le vittorie in FA Cup, in Coppa di Lega e in Coppa UEFA, oltre che della Charty Shield e della Supercoppa UEFA, vinta contro i campioni d’Europa del Bayern Monaco.

Fu proprio in quell’annata che Gerrard trovò una buona continuità, conquistando anche il titolo di miglior giovane della Premier League. Solo tre anni dopo, nel novembre 2003, Gerrard rilevò la fascia di capitano da Hyypia per volere dell’allenatore Houllier, che aveva notato in Steven buone doti da trascinatore, seppur ancora immature, e aveva previsto per lui un grande futuro.

Le ottime prestazioni di questo giovane centrocampista destarono l’attenzione di molti club, fra cui il Chelsea, che provò ad assicurarsi il giocatore offrendogli un buon contratto. Solo Rafa Benitez, nuovo tecnico del Liverpool, riuscì a convincere il ragazzo a prolungare il contratto: Gerrard non andrà più via da Liverpool, ma diventerà un simbolo di questa squadra e dell’intera città.

Gerrard esulta. Fonte: @LFCUSA Twitter
Gerrard esulta. Fonte: @LFCUSA Twitter

Il momento più alto della carriera di Steven Gerrard è senza dubbio la conquista della Champions League contro il Milan nella stagione 2004/2005: sotto di 3 reti a 0, fu proprio il capitano a siglare il goal di quella che sembrava una rimonta impossibile e a procurarsi il rigore del 3-3 trasformato poi da Xabi Alonso. Ai rigori non c’è storia, il Milan ne sbaglia 3 e lascia al Liverpool il titolo di campioni d’Europa, a distanza di 21 anni dall’ultima Champions conquistata. Dopo questo torneo Gerrard si laureò come miglior giocatore della competizione e arrivò terzo nella classifica del Pallone d’Oro 2005, assegnato quell’anno ad un fenomenale Ronaldinho.

Tantissimi successi fra il Liverpool e la Nazionale Inglese, di cui diventò capitano. Fra i tanti titoli però, nel palmares di Gerrard mancherà la vittoria della Premier League, unico traguardo sfiorato più volte ma mai raggiunto da un giocatore che nella sua carriera ha vinto praticamente tutto quello che c’era da vincere. Steven Gerrard, una delle ultime bandiere rimaste nel nostro calcio, fedele al Liverpool dall’età di 7 anni, lascerà di certo un vuoto nel cuore dei suoi tifosi , che omaggeranno per sempre il loro eterno capitano. E come recita l’inno del Liverpool: ”You’ll never walk alone”, perché un giocatore come lui resterà per sempre nel cuore di tutti i tifosi, Reds e non solo.

Thank you Steve!

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