FA Cup, semifinali: a Wembley il City regola 2-1 il Chelsea e vola in finale

Sarà il Manchester City di Roberto Mancini una delle finaliste della FA Cup l’11 maggio prossimo. Nella come sempre favolosa cornice di Wembley i Citizens hanno infatti battuto con bel 2-1 il Chelsea (detentore del trofeo) di Rafa Benitez, raggiungendo così in finale il Wigan che nella prima semifinale del sabato aveva regolato per 2-0 (Maloney e McManaman) il Millwall, squadra di Championship.

(Fonte: Flickr-autore:καρλο AKA Gilyo)
(Fonte: Flickr-autore:καρλο AKA Gilyo)

Partita bella ed entusiasmante quella tra il City e il Chelsea, con i ragazzi di Mancini ai quali il 2-1 sta davvero strettissimo, avendo infatti ampiamente dominato la scena per più di un’ora di gioco, praticando un calcio bello, spettacolare e sbarazzino. I ragazzi di Benitez sono stati completamente annichiliti (sia tatticamente che per qualità e fluidità di manovra) per settanta minuti buoni di gara, trovando solo nei venti minuti conclusivi una concreta reazione che però non ha fruttato un pareggio, il quale sarebbe apparso alquanto immeritato ed eccessivo.
Mancini, complice anche l’assenza di Silva (infortunatosi nel vittorioso derby di lunedì scorso con lo United) ha scelto di giocarsi la partita con Milner, Tevez e Nasri alle spalle di Aguero, con Yaya Tourè e Barry in mediana, confermando tra i pali il portiere di Coppa Pantilimon al posto di Hart. Dall’altra parte Benitez dietro l’unica punta Demba Ba ha optato per il trio fantasia Hazard, Mata, Oscar, con Ramires e Mikel cerniera centrale e Cech tra i pali, lasciando sorprendetemente in panchina i totem Frank Lampard e John Terry.  Il City fin dalle primissime battute è parso più in palla degli avversari, partendo fortissimo e imprimendo alla gara un ritmo davvero veloce ed incessante. Nei primi venticinque minuti è stato un totale monologo degli sky-blues, costringendo il Chelsea praticamente nella propria metà campo, ma sopratutto creando tre/quattro palle goal con Aguero, Yaya Tourè, Tevez e Milner sulle quali solo un miracoloso Cech ha impedito la capitolazione. Il costante pressing a centrocampo degli uomini di Mancini ha costretto la mediana del Chelsea ad abbassare tantissimo il baricentro, con Mikel e Ramires incapaci di porre rimedio agli incessanti attacchi degli avversari e Ba troppo isolato in avanti sempre anticipato dal duo Kompany-Nastasic. Gli uomini di Benitez dopo l’iniziale sbandamento hanno provato a reagire, ma eccetto un paio di corner fortunosi e un tiro di Hazard (sugli sviluppi di un calcio di punizione apparso dubbio) respinto da Kompany in prossimità della porta, il City non ha praticamente corso mai pericoli con Pantilimon completamente inoperoso nella prima frazione. E così si è arrivati al minuto 35, quando i Citizens hanno trovato il meritatissimo punto del vantaggio: ripetuto scambio in mezzo al campo con Yaya Tourè che presa palla è ripartito ad ampie falcate, scambio al limite dell’area con Aguero, tocco dentro per Nasri che nel ridare palla al Kun vince un rimpallo con Azpilicueta e fredda Cech con un preciso destro ravvicinato. 1-0 più che giusto per la squadra di Mancini che nel finale di tempo ha rischiato anche di bissare le marcature divorandosi due clamorosi contropiedi prima con il duo Milner-Aguero e proprio nel recupero con capitan Kompany che da buona posizione ha calciato solamente a lato.
La ripresa si è aperte con lo stesso identico copione della prima frazione, City a fare gioco, creare calcio e Chelsea tutto chiuso e incapace di reagire allo strapotere degli avversari. Tant’è che dopo nemmeno un minuto i Citizens hanno trovato anche il meritato goal del 2-0: da una punizione battuta corta dal solito Tourè per Tevez, la sfera è arrivata a Milner sulla destra, appoggio all’indietro per Barry che visto il movimento a “mezza luna” di Aguero in area ha pennellato un perfetto cross col mancino sul quale il Kun è salito in cielo mandando la palla di testa a baciare la base interna del palo con Cech pietrificato sulla linea di porta. Goal davvero favoloso quello del numero 16 argentino, bravissimo nel liberarsi della marcatura di Ivanovic e 2-0 per il City. Con il doppio vantaggio la squadra di Mancini ha cominciato ad amministrare le forze, abbassando il ritmo, continuando comunque a creare potenziali occasioni da rete in contropiede con i soliti Aguero, Tevez, Milner e Nasri, troppo imprecisi però al momento della conclusione e dell’ultimo passaggio. Così al 65° Benitez ha deciso di giocarsi il tutto per tutto inserendo Torres per Mikel, spostando Oscar in mezzo al campo, ma soprattutto dando un aiuto davanti all’isolato Ba. E proprio un minuto dopo i Blues hanno trovato la rete che ha riaperto il match: lancio dalle retrovie di David Luiz, intervento a vuoto di testa di Kompany che ha manda fuori tempo anche Nastasic, Ba è il più lesto a gettarsi sul pallone vagante e con una fantastica girata di destro batte Pantilimon per il 2-1. Goal bellissimo per il gesto tecnico (non tanto per la costruzione dell’azione) che dunque riapre completamente una gara fin lì completamente chiusa. Il City, complice anche la stanchezza per lo sforzo della prima ora, accusa così il colpo, abbassando troppo il baricentro della propria squadra. Il Chelsea a questo punto ci ha creduto, portando due pericoli alla porta avversaria nello spazio di una decina di minuti: sul primo Pantilimon è stato bravo in uscita bassa su Mata a non commettere fallo togliendo il pallone dai piedi dello spagnolo, mentre sul secondo il portiere rumeno si è superato su una conclusione ravvicinata di Ba (viziata in partenza da un netto fallo di Hazard su Clichy non sanzionato però dall’arbitro) respingendo d’istinto il destro dell’attaccante ex Newcastle. Mancini così è corso ai ripari togliendo un impreciso e stanco Tevez per rinforzare la mediana con i muscoli e i centimetri di Javi Garcia, liberando Tourè in posizione più avanzata. La mossa ha in parte dato i suoi frutti perchè proprio l’ivoriano ad una decina di minuti dalla fine ha avuto la grande chance di chiudere i giochi, ma il suo destro dopo una tambureggiante percussione centrale è terminato di poco a lato. Negli ultimi minuti di partita (data l’alta posta in palio) gli animi si sono ulteriormente surriscaldati con David Luiz e Aguero autori di reciproci colpi proibiti (entrambi meritavano il rosso), ma la squadra di Benitez non ha creato particolari patemi a Pantilimon e soci, anzi al 90° ancora una volta in contropiede con Tourè e il Kun è stato il City ad avere la palla del tris, ma Cech in uscita ha detto di no.
Al triplice fischio dell’arbitro sulle note del “Blue Moon” festa grande in campo e sugli spalti per i Citizens che torneranno dunque a Wembley l’11 maggio per sfidare il Wigan nella loro seconda finale di FA Cup nelle ultime tre stagioni. Successo quello odierno del City davvero meritato, arrivato per mano del gioco, del lavoro e dello spirito di gruppo, con gli uomini di Mancini che per oltre un’ora abbondante di gara hanno letteralmente dominato in lungo e in largo la scena, peccando solo di poco cinismo sotto porta, permettendo al Chelsea di rientrare in partita sulla prima vera palla-goal creata dall’inizio del match. Mancini ha messo in campo una formazione tatticamente perfetta, bloccando i rifornimenti per i fantasisti del Chelsea grazie ad un pressing asfissiante portato su per larghi tratti di gara da un maestoso Yaya Tourè (nominato man of the match al termine della contesa), come successo circa un mese fa anche nel match di campionato vinto all’Etihad per 2-0. Benitez, al contrario, è stato incapace di porre rimedio al continuo movimento degli uomini in maglia celeste, con i suoi completamente in balia della manovra dei Citizens, ma soprattutto ha impostato la partita affidandosi troppo alla giocata individuale dei suoi uomini di maggior tasso tecnico (che hanno tradito le attese) e poco al gioco collettivo.

Francesco Tusi

Francesco Tusi

Amante del calcio, metafora più vera della vita in tutte le sue innumerevoli sfaccettature. Amante del mare, della sua vastità e della sua sconfinata bellezza.

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