Il personaggio della settimana, Champions League: Hulk

Hulk: quel “fantasista mostruoso” che trascina lo Zenit San Pietroburgo…

Wikipedia - http://soccer.ru/gallery/54354 Голубович Дмитрий
Wikipedia – http://soccer.ru/gallery/54354 Голубович Дмитрий

Un concentrato di esplosione mostruosa di nome e di fatto, un concentrato di forza, potenza e carattere che arriva dal Brasile. Parliamo di Givanildo Vieira de Souza, meglio noto come Hulk, attaccante classe ’86 dello Zenit San Pietroburgo. Il giocatore, conosciuto a tutti proprio col nome del celebre fumetto della Marvel per la potenza del suo gioco, fa del suo tiro sinistro l’arma più distruttiva per l’avversario. Fisicamente molto forte, abile nello smarcarsi, sta diventando il perno del reparto avanzato dello Zenit e non manca di dimostrarlo attualmente anche nella più importante competizione internazionale europea, la Champions League.

Ma facciamo un passo indietro nella sua carriera: tutto inizia nel Vilanovense, dove cresce calcisticamente, passando al calcio professionistico nel Vitoria di Salvador, per poi trasferirsi in Giappone. L’esperienza nipponica lo porta a giocare nel Kawasaki Frontale, successivamente nel Consadole Sapporo e nel Tokyo Verdy. Nel 2008 il rientro in Europa, al Porto: acquistato al 50% per 5.5 milioni di euro, esordisce con i lusitani il 16 agosto di quell’anno, nella partita di campionato persa in casa per 2-0 con lo Sporting Lisbona. Nell’ottobre del 2009 giunge finalmente la tanto attesa convocazione in nazionale, ma solo il 14 novembre esordisce nel match che vede imporsi la formazione verdeoro sull’Inghilterra, per 1-0. L’esperienza in prima squadra non si rivela subito un grande successo per il giovane Hulk: prestazioni tutto sommato poco convincenti ma soprattutto il digiuno da gol, faranno sì che all’attaccante non sia offerta alcuna convocazione né per i mondiali del 2010 né per l’ambita Coppa America dell’anno seguente.

Sarà il 2011 l’anno della svolta: vince la Primeira Liga 2010-2011 con cinque giornate d’anticipo, da capocannoniere della competizione con 23 gol in 25 partite. A coronare tutte le prodezze compiute al Porto, di cui il giovane Hulk diventa sempre più la bandiera, c’è poi la vittoria dell’Europa League nella stagione 2010-2011. Insignito del premio di calciatore dell’anno della Primeira Liga nel 2011, diventa l’assist-man per eccellenza della stagione effettuando 24 assist e realizzando in tutto 36 gol e con il compagno di reparto Radamel Falcao forma una coppia da 74 gol stagionali. Così il destino gli offre un’altra chance in nazionale, e stavolta il fantasista tira fuori dalla manica le sue carte migliori e appare decisivo proprio nei momenti più cruciali.

L’esperienza in nazionale del 2012 gli arride fin da subito e il 26 maggio, le caratteristiche e i punti di forza del bomber brasiliano escono finalmente allo scoperto e scelgono come palcoscenico l’amichevole disputata contro la Danimarca, alla quale Hulk rifila di gran classe una doppietta. Tra le numerose soddisfazioni ricevute in carriera, il brasiliano può annoverare anche la formativa esperienza alle Olimpiadi di Londra: la Selaçao supera la fase a gironi ma cede in finale sotto i colpi del Messico, nonostante la rete messa a segno da Hulk che serve solo a rendere meno amara la sconfitta del 2-1.

Il 30 giugno 2012 giunge il primo trofeo con la nazionale, che i brasiliani si aggiudicano dopo aver sconfitto la Spagna con un netto 3-0. Dopo le buone prestazioni con le quali Hulk sta incantando il campionato russo, in seguito al suo approdo allo Zenit, l’attaccante viene convocato per la coppa del mondo 2014, che si rivelerà una disfatta senza precedenti per la Seleçao, che non riuscirà neppure ad agganciare il terzo posto, preda dell’Olanda: un vero dramma sportivo che resterà sempre vivo nel cuore di ogni brasiliano, si consuma nella semifinale tra Brasile e Germania, in cui i tedeschi trionfano 7-1 infrangendo le speranze verdeoro in una giornata memorabile per il calcio mondiale.

Se una vera e propria esplosione in nazionale, in cui molto spesso è mancata la continuità, non vi è stata, lo stesso non può certo dirsi in campionato: dopo essersi lasciato alle spalle l’avventura portoghese, Hulk dimostra tutto il suo estro da grande campione in Russia.  Acquistato a titolo definitivo dallo Zenit per 55 milioni di euro, pagati in 3 anni, esordisce con lo Zenit indossando la maglia n 29. A Pietroburgo si apre una strada lastricata di vittorie e successi per l’attaccante, che vince il campionato russo da capocannoniere e insieme ai suoi compagni alza, oltre allo scudetto, anche la storica supercoppa di Russia che mancava sulla bacheca dello Zenit dal 2011.

Diventato il vero e proprio simbolo e trascinatore di questa squadra, Hulk continua ad incantare non solo per le sue giocate e i suoi colpi di genio, ma soprattutto per la sua chirurgica risoluzione nei match che contano: dopo aver condotto per mano uno spaurito Zenit in Champions, il campione, con la precisione di un cecchino, non sbaglia e regala ieri la prima soddisfazione ai tifosi, guidando la squadra alla vittoria contro un Valencia molto combattivo con una storica doppietta al Mestalla. Una vittoria, forse è ancora presto per dirlo, che apre scenari importanti e ridisegna gli obiettivi dello Zenit, mai veramente pericoloso in campo internazionale, ma ancor di più fa esplodere il talento, il carisma, l’orgoglio e il cuore di questo grande campione nelle cui vene scorre sangue verdeoro.

A cura di: Martina Manta e Valeria Cardarano

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