Esclusiva-Boniek: “Ronaldo non si comporta da star. Il gap con la Juve…”

Zbigniew Boniek, ex giocatore di Juventus e Roma e oggi presidente della Federazione polacca, ha discusso con Soccermagazine di alcuni temi del calcio italiano e non solo

Zbigniew Boniek è probabilmente uno dei migliori conoscitori del calcio italiano ed europeo. Dopo 6 stagioni da giocatore divise tra Juventus e Roma negli anni ’80, l’ex centrocampista polacco ha intrapreso la carriera di allenatore proprio in Serie A, per poi passare alle serie minori e alla Nazionale del suo Paese. Volto noto di diverse trasmissioni sportive, sta contribuendo enormemente allo sviluppo e alla diffusione del pallone in Polonia, tanto da essere diventato presidente della Federcalcio. Boniek ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Soccermagazine parlando così sia del calcio italiano sia di quello polacco.

Boniek - Fonte immagine: GrantThorntonPL, Youtube
Boniek – Fonte immagine: GrantThorntonPL, Youtube
Negli ultimi anni in Italia e in Europa sono apparsi diversi giocatori polacchi interessanti. È un caso che la Polonia abbia prodotto molte prime punte di livello o i settori giovanili si stanno dedicando soprattutto agli attaccanti?
No, non credo anche perché penso che creare un attaccante sia una cosa quasi impossibile. Puoi insegnare tante cose nel calcio, ma è più difficile insegnare a uno come si segna e come si fa goal. Questo vuol dire che forse è un momento fortunato per i nostri attaccanti, però è vero che molti giocatori polacchi vanno via perché il nostro calcio non è basato su grossi guadagni e allora tutti lavorano molto perché vogliono avere al più presto la possibilità di andare a giocare altrove.

I nomi più noti sono quelli di Lewandowski, Milik e Piatek, ma ultimamente si parla anche del giovane centrocampista Zurkowski dell’Under 21, vicino alla Fiorentina. A chi potrebbe paragonarlo per descrivercelo?
Mah, non lo so, non penso che si possano paragonare i giocatori. Corre tantissimo, è uno che è pericoloso, si inserisce, è molto forte fisicamente. È un giocatore completo, poi se arriva in Italia vediamo come andrà. Comunque ci sono tanti giocatori bravi, anche Kownacki che gioca nella Sampdoria e purtroppo non ha spazio perché c’è Quagliarella, però anche lui è bravo. Zurkowski è uno interessante, ecco.

Negli ultimi anni molti riferimenti storici del calcio italiano hanno conosciuto addii un po’ indesiderati per diversi motivi, come Del Piero e Totti. Secondo Lei le società devono essere più delicate dal punto di vista umano o comunque devono mettere in primo piano le proprie finalità?
È una domanda molto difficile, anche perché quando uno smette di giocare ha smesso di fare un lavoro che era destinato a fare, che era un dono del Signore che gli ha permesso di fare il calciatore a certi livelli. Poi fare un altro ruolo nel calcio vuol dire quasi imparare dall’inizio. È chiaro, si può sfruttare un po’ l’esperienza, però penso che non sia così semplice come si può pensare. Poi sul perché siano successe certe cose non sono molto convinto fino in fondo, su cos’è stato e sui motivi. Se uno volesse dare più fiducia a degli ex giocatori che finiscono sicuramente questi potrebbero essere all’altezza.

Ricordiamo che durante la Sua militanza alla Juventus fu compagno di squadra di Platini, che arrivò a Torino pochi giorni dopo di Lei. All’epoca come avrebbe accolto invece nello spogliatoio un giocatore come Cristiano Ronaldo, che oggi sembra essere più una superstar commerciale da copertina?
Ma lui è superstar da copertina perché sfrutta le sue doti, la sua immagine e lo fa bene, però non penso che nello spogliatoio lui sia una superstar da copertina. Nello spogliatoio lui sta con gli altri, scherza, ride e fa il suo mestiere come gli altri ed è ben voluto da altri. Poi fuori dallo spogliatoio c’è gente che lavora con lui per far fruttare la sua immagine e lo fa bene, però non credo che lui si comporti con gli altri giocatori come una star.

Secondo Lei negli ultimi anni Napoli e Roma sono cresciute abbastanza da poter interrompere prima o poi il ciclo della Juventus o i bianconeri sono destinati a vincere ancora a lungo?
Sono destinati a vincere ancora a lungo, anche perché con questa novità che quattro squadre italiane vanno in Champions League, arrivare terzi è come vincere. È chiaro che il Napoli ha fatto qualcosa di buono, ma alla fin dei conti la Juventus ha fatto di più: diciamo che se gli altri vanno a 150, la Juventus va a 170. Va sempre più veloce, ecco. C’è il rischio che il gap sarà sempre più grande.

Per concludere: da presidente della Federazione polacca, quali aspetti vorrebbe prendere come esempio dal calcio italiano?
Noi abbiamo la nostra realtà, stiamo bene, sappiamo quali sono le nostre possibilità e le nostre qualità. Ci dedichiamo molto a curare i giovani ed è praticamente tutto fatto per far crescere al meglio i giovani, tutte le iniziative fatte da noi sono fatte per questo. Abbiamo un campionato in cui non girano tanti soldi, per questo le squadre polacche difficilmente si vedono nelle competizioni europee ad alto livello, però abbiamo una Nazionale che fa piacere e ci divertiamo così. Forse una cosa bella sarebbe se qualche proprietario che va in Italia, finisse in Polonia e fondasse qualche squadra con i giocatori migliori, perché anche i nostri tifosi vorrebbero vedere le loro squadre giocare in competizioni europee.

Si ringrazia Zbigniew Boniek per la cortese disponibilità.

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