Inter, Ljajic rassicura: “Il nostro calo è normale”

L’Inter torna ad abbracciare la vittoria dopo un inizio di 2016 veramente da dimenticare: per la formazione di Mancini, dopo un girone d’andata supersonico, era giunti 2 pareggi e 2 sconfitte con grandi lacune nel gioco. Il derby aveva fatto alzare un polverone enorme che è stato spazzato via dalla rete vittoria di Icardi, criticato aspramente dopo il penalty sbagliato nella stracittadina. Il Chievo non è stato all’altezza del match permettendo ad Handanovic di tornare negli spogliatoi con i guanti completamente puliti. Molto più sollecitato l’estremo difensore gialloblu.

Jonathan Biabiany e Adem Ljajic (fonte: www.inter.it)
Jonathan Biabiany e Adem Ljajic (fonte: www.inter.it)

A fine gara ha parlato Ljajic sicuro della netta ripresa della rosa. L’ex Roma si sta rivelando uno dei migliori acquisti del mercato estivo dell’Inter al pari di Miranda e Murillo. Mancini ormai gli ha dato la massima fiducia schierandolo più volte titolare. La mossa è stata ripagata in più di un’occasione dal serbo che non vorrebbe rimanere a Milano a fine prestito. Ecco le parole di entusiasmo dell’attaccante, rilasciate a Inter Channel: “Nel calcio esistono i momenti difficili, noi siamo stati l’unica squadra che nei primi 3-4 mesi non ha avuto un calo. La Juve lo ha avuto all’inizio, un po’ anche il Napoli e ora noi. Ma dobbiamo mettere la testa a posto e allenarci duramente. Spero che con la vittoria di ieri si ricominci a vincere. Domenica giochiamo contro l’ultima in classifica, dobbiamo preparare bene la partita perché sarà molto dura. Il Verona fino alle scorse stagioni faceva benissimo, ora hanno vinto e in casa loro non è mai facile. Il loro ultimo posto non vuol dire nulla, dobbiamo pensare subito al match e andare in campo con la stessa intensità di ieri e vincere. Non c’è altro da fare”.

I punti di vantaggio dalla Roma restano invariati e anche quelli dalla Fiorentina che resta avanti alla lotta per il terzo posto. Sicuramente, i nerazzurri, non potranno più permettersi distrazioni per non gettare alle ortiche un girone d’andata che aveva una marcia da scudetto.

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