Inter, Ljajic vuole restare: “Spero nel riscatto”

L’Inter domina il campionato italiano restando da sola in vetta. Nella prossima sfida di domenica sera, l’avversario sarà il Napoli di Sarri che sta attraversando un ottimo momento. Higuain è in stato di grazia, ma dovrà vedersela con la difesa di Mancini, la migliore della serie A. Non sarà facile per l’offensiva partenopea trovare spazi per mettere in difficoltà Handanovic.

Fonte: Simone Rabuffetti
Fonte: Simone Rabuffettiinter

Intanto, dopo la gara vinta contro il Frosinone, torna a parlare Ljajic. L’attaccante serbo dichiara, senza mezzi termini, di non voler tornare nella capitale preferendo il riscatto da parte dell’Inter. I due anni in giallorosso non sembrano aver gratificato l’esterno offensivo, anzi si definisce scottato dall’esperienza romana. Ecco le sue parole rilasciate al quotidiano Tuttosport: “E’ chiaro che mi piacerebbe che l’Inter mi riscattasse ma, le dico la verità, oggi non lo vedo come un problema o una preoccupazione: voglio solo giocare. A fine campionato, parleremo di tutto. 11 milioni di riscatto? Quando finirà la stagione, prenderemo tutti insieme una decisione. Al momento la mia unica preoccupazione è giocare bene e dare tutto per questa maglia. Poi vedremo che succede“.

Poi il discorso si sposta sulle differenze tra i due club in campionato: “Loro, con in mezzo la Champions, hanno tante partite che portano una grande fatica fisica e mentale oltre agli infortuni. Ogni settimana hai una finale e, se per caso si fanno male due-tre giocatori, diventa tutto veramente difficile: io ci sono passato un anno fa e posso assicurarle che è così. Per noi, avendo soltanto il campionato, è tutto molto più semplice solo per il fatto che, se giochi una partita a settimana, riesci ad allenarti molto meglio“.

Infine un pensiero allo scudetto: “Per indole non mi piace guardare così in là. Anche perché sono rimasto scottato dai due anni passati a Roma: pensavamo fosse sempre la volta buona e poi non siamo mai riusciti a vincere perché abbiamo trovato una Juve che era molto più forte“.

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