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	<title>Calciomercato e news - Soccer Magazine &#187; La Storia del Calcio</title>
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	<description>Notizie di calcio e calciomercato 24 ore su 24</description>
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		<title>Video-Oggi Baggio spegne 46 candeline, ecco i suoi goal più belli</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 13:33:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Zanfardino</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Storia del Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimo uomo]]></category>
		<category><![CDATA[46 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Baggio]]></category>
		<category><![CDATA[compleanno]]></category>
		<category><![CDATA[goal]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Divin Codin compie 46 anni: vi mostriamo tutte le sue magie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Oggi Roberto Baggio compie 46 anni</strong>.</p>
<div id="attachment_115980" class="wp-caption alignleft" style="width: 219px"><a href="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Roberto_Baggio_-_Italia_90.jpg"><img class="size-full wp-image-115980" alt="Roberto Baggio" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Roberto_Baggio_-_Italia_90.jpg" width="209" height="194" title="Video Oggi Baggio spegne 46 candeline, ecco i suoi goal più belli" /></a><p class="wp-caption-text">Roberto Baggio</p></div>
<p><strong>Lo scorso anno</strong> noi di soccermagazine.it, per celebrarlo, <strong>ci limitammo a trascrivere ciò</strong> <strong>che altri</strong> (Fabio Caressa, Lucio Dalla, Carlo Mazzone ed altri) <strong>pensavano, e pensano, di lui</strong> (<a title="clicca qui per leggere" href="http://www.soccermagazine.it/ultime-news/oggi-roberto-baggio-compie-45-anni-auguri-51353/" target="_blank">clicca qui per leggere</a>). <strong>Oggi</strong>, invece, <strong>vi mostriamo i suoi goal</strong> più belli realizzati in tutta la sua straordinaria carriera. Ecco il video, tratto da youmedia.fanpage.it:</p>
<p><iframe src="https://youmedia.fanpage.it/embed/USINP-SwCOdtCVmt?bar=1" height="460" width="505" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<item>
		<title>A Firenze il 13 dicembre la Seconda Edizione della “Hall of Fame del Calcio Italiano&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Dec 2012 08:46:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Berni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosita']]></category>
		<category><![CDATA[La Storia del Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[figc]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Abete]]></category>
		<category><![CDATA[Maldini]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Van Basten]]></category>

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		<description><![CDATA[Saranno premiati "alla carriera" Van Basten, Maldini, Trapattoni, Agnolin, Casarin, Boniperti e Zoff...
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Federazione Italiana Gioco Calci</strong>o ha ufficializzato un evento a carattere nazionale, alla sua seconda edizione, che si terrà a <strong>Firenze, mercoledì 13 dicembre</strong> 2012, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo della Signoria.  Si tratta della <strong><em><span style="text-decoration: underline;">“Hall of Fame del Calcio Italiano”.</span></em></strong></p>
<div id="attachment_111139" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.soccermagazine.it/serie-a/a-firenze-il-13-dicembre-la-seconda-edizione-della-hall-of-fame-del-calcio-italiano-109856/attachment/halloffameitalia-2/" rel="attachment wp-att-111139"><img class="size-medium wp-image-111139" title="A Firenze il 13 dicembre la Seconda Edizione della “Hall of Fame del Calcio Italiano" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/halloffameitalia-300x63.jpg" alt="" width="300" height="63" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Federico Berni</p></div>
<p>La manifestazione viene organizzata in collaborazione con la <strong>Fondazione Museo del Calcio, di Coverciano</strong>. La &#8220;Hall of Fame&#8221; è una iniziativa finalizzata alla celebrazione della cultura e dei valori del calcio, attraverso i personaggi che hanno contribuito a tracciarne la storia. A presiedere il giudizio, grazie al quale vengono indicati i destinatari del premio, c&#8217;è una <strong>Commissione</strong> composta dai <strong>direttori delle maggiori testate giornalistiche sportive italiane</strong> e dal <strong>Presidente dell&#8217;Unione Stampa Sportiva Italiana </strong>(USSI).</p>
<p>Quest&#8217;anno saranno premiati <strong><span>Marco Van Basten, Paolo Maldini, Giovanni Trapattoni, Luigi Agnolin e Paolo Casarin, Giampiero Boniperti e Dino Zoff.</span></strong></p>
<p>Alla presenza del<strong> Presidente della FIGC, Giancarlo Abete</strong>, sarà occasione per parlare degli <strong>Stadi Italiani</strong> e anche per fare il punto sulla &#8220;<strong>Tessera del Tifoso</strong>&#8220;, argomento, questo, peraltro trattato alcuni giorni fa, proprio a Firenze, al Palagio di Parte Guelfa, da avvocati, rappresentanti del tifo organizzato e da altri addetti ai lavori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Storia del Calcio-Il gol di Turone, il gol annullato più famoso del calcio italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 16:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Zuccaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[La Storia del Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[Falcao]]></category>
		<category><![CDATA[gol fantasma]]></category>
		<category><![CDATA[Pruzzo]]></category>

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		<description><![CDATA[1980/81: nella sfida scudetto tra Juventus e Roma, Maurizio Turone è l'autore del gol fantasma che diventerà leggenda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aver giocato nel <strong>Milan</strong> e nella <strong>Roma, </strong>aver vinto quattro volte la Coppa Italia e una Coppa delle Coppe, ma essere ricordato soltanto per un gol che non risulta su nessun almanacco.</p>
<div id="attachment_107457" class="wp-caption alignleft" style="width: 163px"><a href="http://www.soccermagazine.it/roma/la-storia-del-calcio-il-gol-di-turone-107451/attachment/maurizio_turone/" rel="attachment wp-att-107457"><img class="size-full wp-image-107457" title="La Storia del Calcio Il gol di Turone, il gol annullato più famoso del calcio italiano" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Maurizio_Turone.jpg" alt="" width="153" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">Maurizio Turone</p></div>
<p>È il destino di <strong>Maurizio Turone,</strong> detto Ramon, difensore nato a Varazze nel 1948 che esordì da professionista nel <strong>Genoa</strong> nel 1968. Per lui 227 presenze in Serie A con Milan, <strong>Catanzaro</strong> e Roma<strong> </strong>e 4 reti segnate più una, la più famosa e mai dimenticata. Era la stagione 1980/81 e a tre giornate dal termine la <strong>Juventus</strong> e la Roma erano separate da un solo punto in classifica: Juventus 39, Roma 38. Il 10 maggio c&#8217;era lo scontro diretto a Torino, probabilmente l&#8217;ultima occasione di sorpasso per i giallorossi.  Al 75&#8242;, con il risultato ancora fermo sullo 0-0, <strong>Bruno Conti</strong> lanciò il pallone nell&#8217;area avversaria, <strong>Roberto Pruzzo</strong> staccò di testa e colpì verso <strong>Falcao</strong>. Il brasiliano non ci arrivò, era troppo in ritardo, ma da dietro a Falcao spuntò Turone che in tuffo batté <strong>Dino Zoff.</strong> Era il gol dell&#8217;1-0, era il gol del sorpasso, era il gol di Turone. Non sarebbe entrato nella leggenda se <strong>Giuliano Sancini,</strong> guardalinee e fidato collaboratore di <strong>Paolo Bergamo,</strong> arbitro di quella partita, non avesse alzato la bandierina per segnalare il fuorigioco. Bergamo stava per convalidarlo, ma la segnalazione di Sancini lo costrinse a un passo indietro. Non segnò più nessuno e il distacco in classifica restò invariato. Due giornate dopo lo scudetto andò alla Juventus, la Roma dovette aspettare due anni, Turone non lo vinse mai. &#8220;<em>Un campionato perso per una questione di centimetri</em>&#8221; &#8211; commentò il presidente <strong>Dino Viola</strong> e il suo collega juventino <strong>Giampiero Boniperti</strong> si presentò con un metro al raduno degli arbitri della stagione seguente, per scherzarci su. Ci trovarono poco da scherzare i tifosi romanisti che non persero tempo per insultare e minacciare Sancini (si ritirò dal calcio l&#8217;anno successivo) e trovare così il pretesto per l&#8217;inizio della storica rivalità tra Roma e Juventus. Il fuorigioco c&#8217;era o non c&#8217;era? Da un&#8217;analisi alla moviola pare evidente che Turone sia dietro a Pruzzo nel momento in cui il centravanti colpisce il pallone e soprattutto c&#8217;è <strong>Cesare Prandelli</strong> (contrasta Pruzzo nell&#8217;azione) che tiene tutti in gioco, ma Sancini ha continuato a sostenere &#8211; anche dopo anni di distanza e dopo aver visto più volte le immagini televisive &#8211; di aver fatto la scelta giusta.</p>
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		<title>La Storia del Calcio-77 anni e non sentirli: auguri Giacomo Losi, &#8216;Core de Roma&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Sep 2012 10:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Cotumaccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Storia del Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[bari]]></category>
		<category><![CDATA[coppa italia]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Losi]]></category>

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		<description><![CDATA[Vittorie e delusioni dell'ex capitano giallorosso, che hanno fatto di lui - sino ad oggi - uno dei giocatori più amati nell'intera storia della Roma  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Auguri a Giacomo Losi. Natio di Soncino, poi naturalizzato <em>Core de Roma</em>, fu <strong>bandiera e colonna della Roma anni &#8217;60</strong>, vincendo la Coppa delle Fiere nel &#8217;61 e ben due Coppe Italia.</p>
<div id="attachment_98372" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.soccermagazine.it/serie-a/la-storia-del-calcio-77-anni-e-non-sentirli-auguri-giacomo-losi-core-de-roma-98371/attachment/coppafiere/" rel="attachment wp-att-98372"><img class="size-medium wp-image-98372" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/Coppafiere-300x173.jpg" alt="" width="300" height="173" title="La Storia del Calcio 77 anni e non sentirli: auguri Giacomo Losi, Core de Roma" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Wikipedia</p></div>
<p><strong>&#8220;CORE DE ROMA&#8221; -</strong> Modesto e semplice fuori dal campo, quel giovane ceduto alla Roma nel 1955 per otto milioni dopo due stagioni trascorse alla Cremonese, sul campo da gioco si sarebbe dimostrato<strong> osso duro, tenace, ma allo stesso tempo esempio assoluto di correttezza</strong>. Mai espulso ed ammonito una sola volta, quel terzino soprannominato <em>Core de Roma</em> - dopo un goal alla Sampdoria, da infortunato &#8211; <strong>fece ben presto impazzire il tifo capitolino, conquistando la fascia da capitano nel 1961</strong>.</p>
<p><strong>LE VITTORIE -</strong> Oltre alla Coppa Italia vinta nel &#8217;64 in finale col Torino e a quella conquistata nel &#8217;69, <strong>fu la Coppa delle Fiere il primo, vero trofeo dell&#8217;ex numero cinque giallorosso.</strong> La coppa &#8211; giunta a Roma nel &#8217;61, quando Losi aveva appena 26 anni &#8211; portò entusiasmo non solo nella vita del giovane difensore, ma nell&#8217;intero ambiente romano. <strong>Per lui oltre ai trofei anche il record &#8211; ormai vinto da Francesco Totti &#8211; per il maggior numero di presenze con la maglia giallorossa</strong> (386, spalmate in quindici stagioni a Roma).</p>
<p><strong>&#8220;PALLA DI GOMMA&#8221; &#8211; </strong>Soprannominato <em>Palla di Gomma</em><strong> </strong>dal giornalista sportivo Maurizio Barendson, <strong>il romanista &#8211; già pilastro degli azzurri &#8211; fu convocato per i Mondiali del 1962 in Cile</strong>. Dopo l&#8217;esperienza da titolare nel Mondiale Losi chiuse con la Nazionale a soli ventisette anni, fuori dai piani del nuovo ct Edmondo Fabbri. Per lui <strong>quindici presenze totali ed</strong> <strong>una partita da capitano, all&#8217;Heysel di Bruxelles contro il Belgio</strong>.</p>
<p><strong>LA COLLETTA DEL SISTINA</strong> <strong>-</strong> Ma come in ogni carriera che si rispetti, non saranno solo le soddisfazioni a farla da protagonista. <strong>Con la <em>Colletta del Sistina</em> la Roma &#8211; e Losi stesso &#8211; vissero quella che ad oggi è ricordata come la pagina più triste della storia giallorossa</strong>. Nel Natale del 1964 la gestione del conte Marini Dettina stava precipitando verso il fallimento. I mancati stipendi di Novembre spinsero i giocatori ad uno sciopero senza precedenti, bloccato solo dal tempestivo intervento della Lega Calcio. <strong>In mancanza di fondi, la trasferta di Vicenza divenne irrealizzabile per gli uomini di Juan Carlos Lorenzo</strong>, nuovo allenatore di questa Roma in caduta libera.  Il conte, dal canto suo, affezionato com&#8217;era alla sua Roma tentò il tutto per tutto. E proprio da un&#8217;idea del tecnico argentino (incentivata dal tifoso e commediografo Pietro Garinei) <strong>la Roma, con Losi in prima fila, chiese carità al teatro Sistina</strong>. Il capitano compì l&#8217;atto più arduo: afferrò un secchiello da ghiaccio e percorse i corridoi della sala, raccogliendo un milione e mezzo di lire (per la società si parlava di un deficit di qualche miliardo). <strong>Losi avrebbe poi confessato di aver provato il timore di morire di vergogna</strong>.</p>
<p><strong>IL RITIRO - </strong>Tra la disperazione e la speranza dei sedili del Sistina Losi, nel suo momento più tragico, entrò definitivamente nel cuore del tifo romano. <strong>Fu l&#8217;arrivo di Helenio Herrera, però, a complicare i piani de &#8220;<em>il Piccoletto</em>&#8220;</strong>, in pieno conflitto con il tecnico franco-argentino ed improvvisamente relegato ai margini della squadra. <strong>Decisiva fu, tra le altre cose, la morte di Giuliano Taccola,</strong> suo compagno alla Roma di Herrera, <strong>il quale accusò un malore negli spogliatoi e morì, </strong>al termine di una gara con il Cagliari,<strong> per un attacco cardiaco</strong>. A 34 anni Giacomino Losi non solo lasciò la Roma, ma anche il calcio giocato: con 386 presenze di cui 299 da capitano. La carriera da allenatore non gli rese giustizia quanto quella da giocatore; <strong>da evidenziare, però, una promozione in Serie B con il Bari.</strong></p>
<p><strong>Per il popolo della Capitale è e rimarrà sempre il Cuore della Roma</strong>. Quella Roma vincitrice della futura Coppa UEFA ed Europa League, quella Roma che mai aveva sfiorato il tricolore, ma tanto aveva fatto sognare i tifosi. <strong>Quella Roma dai valori che oggi, forse, in troppi non incarnano più.</strong></p>
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		<title>La Storia del Calcio-Byron Moreno, incubo italiano</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 16:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Cristiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Storia del Calcio]]></category>

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		<description><![CDATA[10 anni fa l'italia venia eliminata dai Mondiali in Giappone e Corea, perdendo proprio contro i coreani a causa anche dell'operato dell'arbitro: l'ecuadoregno Byron Moreno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>18 giugno</strong> è il giorno che ricorda <strong>uno dei momenti più neri nella storia della nostra Nazionale</strong>: nel giorno <strong>del compleanno di Fabio Capello</strong> &#8211; a proposito, auguri Mister! -, <strong>l&#8217;Italia viene fatta fuori dai Mondiali in Giappone e Corea del Sud del 2002</strong>, a causa soprattutto dell&#8217;operato dell&#8217;arbitro, l&#8217;ecuadoregno <strong>Byron Moreno</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_81494" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.soccermagazine.it/la-storia-del-calcio/la-storia-del-calcio-byron-moreno-incubo-italiano-81490/attachment/daejeon_worldcup_stadium/" rel="attachment wp-att-81494"><img class="size-medium wp-image-81494" title="La Storia del Calcio Byron Moreno, incubo italiano" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2012/06/Daejeon_Worldcup_Stadium-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il Daejeon Worldcup Stadium, luogo del &quot;misfatto&quot;. Fonte immagine Waka77su wikipedia</p></div>
<p>Ai nostri padri, la direzione di gara di Moreno <strong>avrà fatto venire in mente quella dell&#8217;inglese Aston</strong>, arbitro inglese che <strong>favorì sfacciatamente il Cile padrone di casa contro gli Azzurri durante i Mondiali del 1962</strong>. Anche Moreno, infatti, fece di tutto, nemmeno tanto velatamente, per spingere l&#8217;Italia fuori dal Mondiale a favore della più modesta Corea del Sud.</p>
<p>La <strong>galleria degli orrori</strong> di Moreno durante Corea del Sud-Italia annovera di tutto e di più: gol annullati, fuorigioco inesistenti, falli chiamati a favore dei coreani visti solo da lui &#8211; ovviamente negandone agli Azzurri &#8211; <strong>fino al suo &#8220;capolavoro&#8221;, ossia l&#8217;espulsione di Totti</strong>.</p>
<p>Nonostante le veementi proteste della delegazione italiana,<strong> l&#8217;indagine svolta dalla FIFA non rivelò nessun tentativo d&#8217;illecito</strong>. Fatto sta che l&#8217;Italia è fuori dal Mondiale, e <strong>non solo per le tante palle gol sprecate</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A due mesi dalla fine del Mondiale nippo-coreano, Moreno torna a far passare di sé: <strong>viene sospeso dalla federazione ecuadoregna</strong> in attesa di indagini sul caso, <strong>accusato di aver truccato il match tra LDU Quito e Barcelona Sporting Club</strong>, perdonando gli innumerevoli falli &#8211; spesso cattivi &#8211; della squadra di casa, concedendo un rigore che definire generoso è quasi eufemismo sempre alla squadra di Quito e <strong>concedendo 6 minuti di recupero per farne poi giocare ben 13, che guarda caso servono all&#8217;LDU per ribaltare lo svantaggio di 2-3 in 4-3</strong>. E sempre guarda caso, il &#8220;buon&#8221; Byron Moreno<strong> è candidato all&#8217;elezioni del consiglio comunale della città di Quito</strong>. Moreno <strong>verrà definitivamente espulso</strong> dalla federcalcio ecuadoregna <strong>per eccesso di manie di protagonismo</strong>: durante il periodo di sospensione, infatti, <strong>ha partecipato al programma della RAI &#8211;  che lo ha pagato decine di migliaia di dollari &#8211; &#8220;Stupido Hotel&#8221;</strong>, nel quale è stato possibile vederlo ballare con Carmen Russo ed essere intervistato da José Altafini. Viene poi invitato due volte a Cento, provincia di Ferrrara, prima per presenziare al Carnevale di Cento, poi per arbitrare la finale di un torneo 7 vs 7: <strong>tutte e due le volte viene contestato e fatto vittima di lancio di uova</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il 21 settembre del 2010 giunge una notizia che fa sorridere tutti i tifosi italiani che dal 2002 aspettavano una vendetta</strong> &#8211; e non sono di certo pochi -: <strong>Byron Moreno viene arrestato</strong> all&#8217;aeroporto JFK di New York mentre<strong> cerca di far entrare negli Stati Uniti dall&#8217;Ecuador 6 chili di eroina</strong>. Condannato a 2 anni e 6 mesi, l&#8217;uomo che divenne l&#8217;incubo italiano durante i Mondiali del 2002 è ancora detenuto in carcere negli USA.</p>
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		<title>La Storia del Calcio-La Partita del Secolo, Italia-Germania 4-3</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jun 2012 15:54:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Cristiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Storia del Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali di calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Rivera]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 17 giugno, è il 42° anniversario di Italia-Germania 4-3, la gara passata alla storia come La Partita del Secolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>17 giugno 1970. Mondiale di calcio in Messico. Due squadre, <strong>Italia e Germania Ovest,</strong> stanno per scendere n campo per la semifinale. <strong>Due squadre che stanno per fare la storia</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_81221" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.soccermagazine.it/la-storia-del-calcio/la-storia-del-calcio-la-partita-del-secolo-italia-germania-4-3-81220/attachment/commemorative_plaque_aztec_stadium/" rel="attachment wp-att-81221"><img class="size-medium wp-image-81221" title="La Storia del Calcio La Partita del Secolo, Italia Germania 4 3   " src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2012/06/Commemorative_plaque_Aztec_Stadium-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte immagine: Hellner su wikipedia</p></div>
<p>Sì perché <strong>Italia-Germania diventerà per tutti &#8220;La Partita del Secolo&#8221;</strong>. La più emozionante, la più sconvolgente, la più combattuta. I continui riversamenti di punteggio, la sofferenza delle due tifoserie. E per noi italiani, la voce di Nando Martellini a descrivere le emozioni di <strong>Italia-Germania 4-3</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma andiamo con ordine. Come sono arrivate Italia e Germania Ovest alla semifinale?</p>
<p>L&#8217;Italia non aveva entusiasmato nel girone di qualificazione: <strong>una sola vittoria</strong>, 1-0 sulla Svezia, <strong>e due pareggi, contro Uruguay ed Israele</strong>. E a proposito della partita contro Israele: gli Azzurri avevano segnato due reti regolarissime con Domenghini e Riva, tutt&#8217;e due inspiegabilmente annullate dall&#8217;arbitro etiope, evidentemente ancora &#8220;leggermente&#8221; imbufalito per cose di carattere politico di una trentina d&#8217;anni prima. Quella fu anche l&#8217;ultima partita commentata da Nicolò Carosio, allontanato per presunti commenti di carattere razzista, sempre smentiti, verso il guardialinee del match. Tornando alla Nazionale, la squadra di Valcareggi<strong> si rifà ampiamente nei Quarti, annichilendo il Messico padrone di casa per 4-1</strong>. L&#8217;Italia, in più, è minata dalla polemica data <strong>dal dualismo Mazzola/Rivera, con la staffetta imposta dal ct</strong> che non sa come schierare insieme i due più talentuosi dei nostri giocatori (Rivera era anche <strong>Pallone d&#8217;Oro in carica</strong>).</p>
<p>La Germania arrivava alla semifinale più tranquilla: girone stravinto e Quarti passati in rimonta sull&#8217;Inghilterra, vendicando così la finale di quattro anni prima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Germania scende dunque in campo con i favori del pronostico, ma si trova a fare i conti con un&#8217;Italia solida, che<strong> si porta in vantaggio all&#8217;8&#8242; con Boninsegna</strong>, dopo una combinazione con Gigi Riva. Balziamo in avanti ai minuti di recupero, al minuto 92: gli Azzurri ormai sono ad un passo dalla finale, ma è proprio dal minuto 92 di Italia-Germania Ovest che <strong>il match finisce e comincia la leggenda.</strong> <strong>Il milanista Karl-Heinz Schnellinger decide che quello è il match ideale per segnare il suo primo (ed unico!) gol con la nazionale tedesca: 1-1, tempi supplementari</strong>.</p>
<p>Minuto 94: errore della difesa italiana,<strong> ne approfitta Gerd Muller</strong> per portare in vantaggio i tedeschi. Minuto 98: errore difensivo stavolta della Germania, e ad approfittarne è uno non certo famoso per la sua vena realizzativa, <strong>Tarcisio Burgnich, che sigla il 2-2</strong>. Minuto 104: ad un minuto dal termine del primo tempo supplementare <strong>un contropiede orchestrato e chiuso da Gigi Riva ci riporta in vantaggio</strong>, ma non è di certo finita qui. Minuto 110: mentre <strong>Beckenbauer rimane stoicamente in campo con una spalla lussata</strong>, un colpo di testa di Seeler sembra indirizzato fuori, ma la difesa italiana non ha fatto i conti con uno dei migliori attaccanti della storia, <strong>Gerd Muller, che si avventa sulla palla e segna il 3-3</strong>, con Rivera piazzato sulla linea che si fa beffare. Minuto 111, passa un minuto e l&#8217;Italia regala l&#8217;ultima emozione di questo storico incontro: calcio di rimessa degli azzurri,<strong>11 tocchi senza che i tedeschi vedano palla e tiro vincente proprio di Gianni Rivera, che segna il 4-3 che sarà poi definitivo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nessuno dei protagonisti si sarebbe mai immaginato, scendendo in campo, di essere lì, <strong>allo stadio Azteca di Città del Messico</strong>, per fare la storia. Ed invece a commemorare quello storico match <strong>c&#8217;è per giunta una targa posta in ricordo de La Partita del Secolo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E prima di chiudere, non si può non citare, da wikipedia, <strong>le parole dell&#8217;immenso Gianni Brera</strong>: <em>&#8220;I tedeschi sono battuti. Beckenbauer con braccio al collo fa tenerezza ai sentimenti. Ben sette gol sono stati segnati. Tre soli su azione degna di questo nome: Schnellinger, Riva, Rivera. Tutti gli altri, rimediati. Due autogol italiani (pensa te!). Un autogol tedesco (Burgnich). Una saetta di Bonimba ispirata da un rimpallo fortunato [...]</em></p>
<p><em>Come dico, la gente si è tanto commossa e divertita. Noi abbiamo rischiato l’infarto, non per ischerzo, non per posa. Il calcio giocato è stato quasi tutto confuso e scadente, se dobbiamo giudicarlo sotto l’aspetto tecnico-tattico. Sotto l’aspetto agonistico, quindi anche sentimentale, una vera squisitezza, tanto è vero che i messicani non la finiscono di laudare (in quanto di calcio poco ne san masticare, pori nan).</em><br />
<em>I tedeschi meritano l’onore delle armi. Hanno sbagliato meno di noi ma il loro prolungato errore tattico è stato fondamentale. Noi ne abbiamo commesse più di Ravetta, famoso scavezzacollo lombardo. Ci è andata bene. Siamo stati anche bravi a tentare sempre, dopo il grazioso regalo fatto a Burgnich (2-2). L’idea di impiegare i dioscuri Mazzola e Rivera è stata un po’ meno allegra che nell’amichevole con il Messico. Effettivamente Rivera va tolto dalla difesa. Io non ce l’ho affatto con il biondo e gentile Rivera, maledetti: io non posso vedere il calcio a rovescio: sono pagato per fare questo mestiere. Vi siete accorti o no del disastro che Rivera ha propiziato nel secondo tempo?&#8221;</em></p>
<p><em>(Il Giornale, 18 Giugno 1970)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo il tabellino del match:</p>
<p><strong>ITALIA- GERMANIA OVEST 4-3 d.t.s.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Italia:</strong> Albertosi, Burgnich, Facchetti, Bertini, Rosato (91&#8242; Poletti), Cera, Domenghini, Mazzola (46&#8242; Rivera), Boninsegna, De Sisti, Riva. A disp.: Zoff, Juliano, Prati, Ferrante, Niccolai, Puia, Gori, Furino,Vieri. All.: Valcareggi</p>
<p><strong>Germania:</strong> Maier, Vogts, Patzke (65&#8242; Held), Schnellinger, Schulz, Beckenbauer, Grabowski, Overath, Muller, Seeler, Lohr (51&#8242; Libuda). A disp.: Manglitz, Hottges, Weber, Haller, Fichtel, Lorenz,  Sieloff, Dietrich, Wolter. All.: Schon</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Arbitro:</strong> Yamasaki (Per)</p>
<p><strong>Marcatori:</strong> Boninsegna (I) 8&#8242; pt, Schnellinger (G) 47&#8242; st, Muller (G) 4&#8242; pts, Burgnich (I) 8&#8242; pts, Riva (I) 14&#8242; pts, Muller (G) 5&#8242; sts, Rivera (I) 6&#8242; sts.</p>
<p><strong>Ammoniti:</strong> Rosato, Domenghini, Mazzola (I); Overath, Muller (G).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ed infine, <strong>il video del match</strong>: <a title="video" href="http://youtu.be/26OW7815byw">video</a> (l&#8217;incorporamento è stato disattivato su richiesta dell&#8217;utente)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Storia del Calcio-L&#8217;ultima corsa di Renato Curi, il &#8220;cuore matto&#8221; del &#8220;Perugia dei miracoli&#8221;</title>
		<link>http://www.soccermagazine.it/serie-a/la-storia-del-calcio-lultima-corsa-di-renato-curi-il-cuore-matto-del-perugia-dei-miracoli-61297/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 21:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Zuccaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[La Storia del Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 30 ottobre del 1977, Renato Curi, colpito da un arresto cardiaco, si accascia al suolo nello stadio che oggi porta il suo nome.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quel giorno <strong>Renato Curi</strong> avrebbe potuto non scendere in campo. La settimana prima aveva saltato il <strong>Bologna</strong> per infortunio, ma avrebbe fatto di tutto per giocare contro la <strong>Juventus</strong>.</p>
<div id="attachment_65276" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><a href="http://www.soccermagazine.it/juventus/la-storia-del-calcio-lultima-corsa-di-renato-curi-il-cuore-matto-del-perugia-dei-miracoli-61297/attachment/renato_curi/" rel="attachment wp-att-65276"><img class="size-medium wp-image-65276" title="La Storia del Calcio Lultima corsa di Renato Curi, il cuore matto del Perugia dei miracoli" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2012/04/Renato_Curi-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Renato Curi</p></div>
<p>Non lo fermò neanche una botta durante l&#8217;allenamento a Spello, qualche giorno prima della partita: Renato Curi si sentiva pronto e <strong>Ilario Castagner</strong> non poteva fare a meno di uno dei suoi giocatori migliori. Dopo cinque giornate il <strong>Perugia</strong>, il &#8220;Perugia dei miracoli&#8221;, era primo in classifica insieme al <strong>Genoa</strong>, al <strong>Milan</strong> e proprio alla Juventus, l&#8217;avversario del 30 ottobre 1977. Curi era stato fatale ai bianconeri nel maggio del 1976, quando con un gol aveva firmato la sconfitta della Juventus e regalato lo scudetto al <strong>Torino</strong>. La mezzala riccia e baffuta del Perugia era cresciuta nel <strong>Giulianova</strong> ed era stata scoperta dallo stesso Castagner. Dopo una breve parentesi al <strong>Como</strong>, il primo anno in Umbria si era rivelato esaltante: subito la vittoria del campionato di Serie B e la promozione in Serie A. Curi viaggiava veloce in campo, era un giocatore grintoso che aveva nella corsa una delle sue migliori qualità. E anche quel giorno di fine ottobre stava dando il massimo. Nel primo tempo ebbe la peggio in uno scontro di gioco con <strong>Franco Causio</strong>, ma rientrò regolarmente in campo anche nel secondo tempo. Pioveva a Perugia e il terreno dello Stadio Comunale di Pian di Massiano era zuppo d&#8217;acqua e in pessime condizioni. Al quinto minuto della ripresa, sugli sviluppi di una rimessa laterale, Renato Curi scattò per raggiungere il pallone, come aveva fatto migliaia di volte nella sua carriera. Quel giorno però si accasciò a terra, privo di sensi, e non si rialzò più. I giocatori più vicini richiamarono l&#8217;attenzione dell&#8217;arbitro <strong>Gianfranco Menegali</strong>. I soccorsi furono tempestivi e Curi fu portato via esanime, con una barella, sotto una pioggia battente. Fu inutile ogni tentativo di rianimarlo e quando l&#8217;ambulanza arrivò al Policlinico di Perugia, Curi era già morto. Aveva 24 anni. Dall&#8217;autopsia emerse una malattia cardiaca cronica, che avrebbe potuto causare una morte improvvisa. La tragedia poteva essere evitata. Renato Curi lo sapeva, conosceva i rischi a cui andava incontro, ma tendeva a minimizzare, non poteva abbandonare la sua passione. Nel passaggio dal Giulianova al Como le visite mediche avevano evidenziato l&#8217;irregolarità dei suoi battiti, ma né Curi né i medici gli avevano dato troppo peso. In un&#8217;intervista si era definito un &#8220;cuore matto&#8221;, sosteneva che gli bastasse correre e sforzarsi perché i suoi battiti potessero tornare regolari. Il funerale fu celebrato proprio nello stadio in cui trentamila persone lo avevano visto correre per l&#8217;ultima volta. Da quel giorno, il Comunale di Perugia porta il suo nome.</p>
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		<title>Amarcord, Vujadin Boskov: &#8220;Rigore è quando arbitro fischia&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 15:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Mirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Storia del Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Sampdoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime News]]></category>
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		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[rigore]]></category>

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		<description><![CDATA[Amarcord: Vujadin Boskov e la sua storia di allenatore- filosofo nel calcio di venti anni fa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sguardo ed il cipiglio di un maresciallo dell’esercito Jugoslavo, il carattere bonario e allegro di uno zio bontempone, così è possibile definire <strong>Vujadin Boškov</strong> , un personaggio dal carattere forte e al tempo stesso un allenatore dalle grandi capacità.</p>
<p><span id="more-63573"></span></p>
<div id="attachment_63574" class="wp-caption alignleft" style="width: 224px"><a href="http://www.soccermagazine.it/sampdoria/amarcord-vujadin-boskov-rigore-e-quando-arbitro-fischia-63573/attachment/vujadin_boskov/" rel="attachment wp-att-63574"><img class="size-medium wp-image-63574" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2012/04/Vujadin_Boskov-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" title="Amarcord, Vujadin Boskov: Rigore è quando arbitro fischia" /></a><p class="wp-caption-text">fonte: Wikipedia</p></div>
<p><strong>Vujadin Boškov</strong> non amava particolarmente la diplomazia e  le polemiche, che invece sono parte integrante del calcio dei nostri tempi, lui era uno diretto, che esternava con pacatezza il suo punto di vista, senza giri di parole, senza soffiare sul fuoco delle polemiche.</p>
<p>La sua carriera da calciatore la trascorre quasi integralmente al <strong>Voivodina</strong> di Novi Sad (dal 1946 al 1960)  a causa di uno stupido regolamento della federcalcio jugoslava che all’epoca vietava il trasferimento all’estero dei calciatori di età inferiore ai 30 anni. Raggiunta l’età valida per potersi trasferire in Europa <strong>Vujadin Boškov sbarca alla Sampdoria</strong>, dove rimarrà soltanto per una stagione, molto travagliata a causa di problemi fisici. La <strong>Sampdoria</strong> gli resterà nel cuore. Dal <strong>1962</strong> al <strong>1964</strong> passa negli <strong>Young Boys</strong> in <strong>Svizzera</strong>, squadra di cui diventerà successivamente allenatore.</p>
<p>Ha allenato squadre come <strong>Young Boys</strong>,<strong> Den Haag</strong>, la <strong>nazionale Jugoslava</strong>, il <strong>Feyenoord</strong>, <strong>Real Zaragozza</strong>, il <strong>Real Madrid</strong> prima di sbarcare in Italia dove ha allenato <strong>Ascoli</strong>, <strong>Sampdoria</strong>, <strong>Roma</strong>, <strong>Napoli</strong> e <strong>Perugia, </strong>vincendo nel complesso: 1 campionato spagnolo, 2 coppe di Spagna, 2 Coppa italia, 1 Campionato Italiano (con la Samp) , 1 supercoppa Italiana e una Coppa delle Coppe.</p>
<p><strong>I tifosi italiani lo ricorderanno sicuramente per alcuni suoi “aforismi” resi durante le conferenze stampa pre e dopo partita</strong>, come: “<em>Chi non tira in porta non segna</em>” oppure “<em>Pallone entra quando Dio vuole</em>” e  il più famoso “<em>Rigore è quando arbitro fischia</em>”.</p>
<p>Sicuramente personalità del suo calibro mancano attualmente al calcio italiano, e sentir parlare di <strong>Vujadin Boškov</strong> strapperà ancora oggi un sorriso a tutti gli appassionati di calcio dello stivale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tanti auguri Dino Zoff, oggi sono 70</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 11:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Storia del Calcio]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, l'ex portiere della nazionale e della Juventus raggiunge il traguardo dei 70 anni, tutta la redazione di soccermagazine li augura un felice compleanno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dino Zoff</strong>, nato a Mariano del Friuli il 28 Febbraio del 1942, inizia la sua carriera calcistica nelle giovanili dell<strong>&#8216;Udinese</strong>;</p>
<div id="attachment_53073" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.soccermagazine.it/ultime-news/tanti-auguri-dino-zoff-oggi-sono-70-53071/attachment/zoff/" rel="attachment wp-att-53073"><img class="size-medium wp-image-53073" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2012/02/zoff-300x292.jpg" alt="" width="300" height="292" title="Tanti auguri Dino Zoff, oggi sono 70" /></a><p class="wp-caption-text">da flickr.com, foto di: lakeman-aj</p></div>
<p>negli anni successivi si sposta prima a <strong>Mantova</strong> e poi a <strong>Napoli</strong> per poi concludere la sua carriera nella <strong>Juventus</strong> dopo 11 anni in bianconero. Nei 22 anni occupati a difendere la porta, tra club e nazionale, <strong>vince 6 Scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Coppa Uefa, 1 Mondiale e 1 Europeo</strong>. Zoff, non è stato solo giocatore, ma anche <strong>allenatore</strong>; il suo primo incarico fu quello della <strong>Nazionale Olimpica</strong> che si qualificò per <strong>Seoul 1988</strong> concludendo al quarto posto, successivamente ricopre l&#8217;incarico alla <strong>Juventus vincendo una Coppa Uefa e una Coppa Italia</strong>. Tra il 1990 e il 2000 occupa per ben due volte la panchina della <strong>Lazio</strong> e poi accetta l&#8217;incarico di <strong>C.T. della Nazionale maggiore</strong>, che nel 2000, perde in Finale l&#8217;Europeo contro la Francia. Infine, nel Gennaio del 2005 rileva la panchina di Buso e porta alla <strong>salvezza i Viola</strong>. Il portierone lo possiamo definire un <strong>Record-man e collezionista di onoreficenze</strong>, infatti è stato: <strong>l&#8217;unico italiano a vincere sia un Mondiale che un Europeo, ha collezionato ben 330 partite consecutive con la maglia della Juventus, è sceso in campo ben 112 volte con la maglia Azzurra della Nazionale (record che domani verrà battuto da Buffon, 113 volte), ha il record di imbattibilità con la Nazionale (dal 20 Settembre 1972 al 15 giugno 1974), il suo nome è stato inserito da Pelé nella lista dei più grandi calciatori viventi (Fifa 100), è nominato come Uefa Golden Player dalla FIGC ed è inserito nelle Leggende del Calcio della Golden Foot. Inoltre è Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal 1982 e Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal 2000 per iniziativa dei Presidenti della Repubblica.</strong> Infine l&#8217;ultimo riconoscimento ricevuto da Zoff è una <strong>Laurea Honoris Causa in Scienze Motorie</strong> dell&#8217;Università di Cassino</p>
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		<title>Oggi Roberto Baggio compie 45 anni: auguri!</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 00:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Zanfardino</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Storia del Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Baggio]]></category>
		<category><![CDATA[compleanno]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è il compleanno di Roberto Baggio: auguri da parte di soccermagazine.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Oggi, 18 febbraio 2012, Roberto Baggio compie 45 anni</strong>. Inutile ripercorrere la sua carriera: già fatto molte volte. Inutile ripercorrere le sue statistiche: già fatto molte volte. Inutile scrivere cosa fa attualmente: già fatto molte volte.</p>
<div id="attachment_115979" class="wp-caption alignleft" style="width: 187px"><a href="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2012/02/Roberto_Baggio_Italia_90.jpg"><img class="size-full wp-image-115979" alt="Roberto Baggio" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2012/02/Roberto_Baggio_Italia_90.jpg" width="177" height="114" title="Oggi Roberto Baggio compie 45 anni: auguri!" /></a><p class="wp-caption-text">Roberto Baggio</p></div>
<p><strong>Per comprendere cosa rappresenti il Divin Codino per davvero bisogna</strong> <strong>leggere ciò che pensano, affermano, raccontano gli altri: cosa ha lasciato ad appassionati, amanti e tifosi del calcio</strong>. Un esempio per tutti: è stato l<strong>&#8216;unico calciatore ad aver giocato con Fiorentina, Juventus, Milan, Inter e non aver ricevuto un solo fischio da vecchi tifosi</strong>.&#8221;Si chiude qui una delle carriere più belle della storia del calcio italiano. Esce dal campo per l&#8217;ultima volta forse il giocatore più amato della storia del calcio italiano, sicuramente uno dei più forti di tutti i tempi&#8221;:  così Fabio Caressa tributò l&#8217;addio al calcio di Roberto il 16 maggio 2004, giorno della sua ultima gara. &#8220;<strong>Da quando Baggio non gioca più non è più domenica&#8221;, canta invece Cesare Cremonini nella sua canzone Marmellata</strong>. E che dire di Mazzone? Due frasi per tutte: &#8220;È stato uno dei più grandi. Ma è stato più grande come uomo. L’uomo supera il giocatore&#8221;; &#8220;Gestire Roberto Baggio è stata una passeggiata: Era un amico che mi faceva vincere la domenica&#8221;. Lucio Dalla, oltre a dedicargli una canzone (&#8220;Baggio Baggio&#8221;), ha detto: &#8220;<strong>A vedere giocare Baggio ci si sente bambini. Baggio è l&#8217; impossibile che diventa possibile, una nevicata che scende giù da una porta aperta nel cielo</strong>&#8220;. <strong>Il Divin Codino è impegnato anche in iniziative benefiche</strong>: basti solo la più recente. Nel giorno del suo compleanno, ecco il post che appare su <strong>robertobaggio.com</strong>, il suo sito ufficiale: &#8220;<strong>Oggi è il Compleanno di Roberto Baggio. Roby soffierà su 45 candeline in questo 2012. Un anno importante anche per una amica di Roberto, una donna fantastica, Aung San Suu Kiy, premio Nobel per la Pace, che ha lottato in tutti questi anni per la libertà del suo popolo.</strong> Nell&#8217;aprile 2012 si svolgeranno finalmente le elezioni in Myanmar. Il partito di cui Aung San Suu Kyi è il simbolo, la Lega Nazionale per la Democrazia, dopo essere stato costretto alla clandestinità per molti anni è stato finalmente riammesso nel campo politico &#8220;ufficiale&#8221; e di recente è stato autorizzato a presentarsi alle elezioni legislative parziali. Buon Compleanno Roberto, festeggiamo insieme a tutti gli appassionati e agli amici&#8221;. Auguri Roby!</p>
<p>*fonte foto: http://www.storiedicalcio.altervista.org/images/Italia_Cecoslovacchia_Baggio2.jpg</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Storia del Calcio-Auguri, Pelè!</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 22:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nasce il 23 Ottobre del 1940 a Tres Corações, la stella più luminosa del Brasile: Edson Arantes do Nascimento, Pelè. Il Dio del calcio, O&#8217; Rey. Ciascun termina riporta a lui, una superstar del calcio mondiale. E&#8217; il suo l&#8217;ineguagliato record di tre vittorie nella Coppa del Mondo, Pelè fu il genio del calcio. &#8220;Come si scrive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce il 23 Ottobre del 1940 a Tres Corações, la stella più luminosa del Brasile: <strong>Edson Arantes do Nascimento, Pelè. </strong></p>
<div id="attachment_25387" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a rel="attachment wp-att-25387" href="http://www.soccermagazine.it/ultime-news/la-storia-del-calcio-auguri-pele-25375/attachment/225px-pele_e_sivori/"><img class="size-full wp-image-25387" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2011/10/225px-Pelé_e_Sivori.jpg" alt="" width="225" height="170" title="La Storia del Calcio Auguri, Pelè!" /></a><p class="wp-caption-text">Wikipedia</p></div>
<p>Il Dio del calcio, O&#8217; Rey. Ciascun termina riporta a lui, una superstar del calcio mondiale. E&#8217; il suo l&#8217;ineguagliato record di tre vittorie nella Coppa del Mondo, Pelè fu il genio del calcio.</p>
<p><em>&#8220;<strong>Come si scrive Pelè? D-I-O&#8221; </strong></em><strong>(</strong>Titolo del Sunday Times dopo il mondiale 1970)</p>
<p><strong>Gli inizi&#8230;.</strong></p>
<p>Edson Arantes do Nascimento fu scoperto all&#8217;età di 11 anni dall&#8217;ex calciatore Brito. Fu ingaggiato dal Santos all&#8217;età di 15 anni, segnò il suo primo goal ufficiale contro il Corinthias quando ancora doveva compiere 16 anni<strong>. Si capì che era nata una leggenda, una nuova stella del calcio. </strong></p>
<p>A soli 17 anni gioco il suo primo Mondiale, nel 1958. Tutti erano meravigliati da un giocatore così piccolo d&#8217;età ma già un grande in mezzo al campo. La sua bravura aiutò il Brasile a prendere un posto nel terzo incontro contro l&#8217;URSS. Pelè si infortunò, ma al ritorno dall&#8217;infermeria si formo un tridente d&#8217;attacco meraviglioso con Garrincha e Vavà.</p>
<div id="attachment_25380" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-25380" href="http://www.soccermagazine.it/ultime-news/la-storia-del-calcio-auguri-pele-25375/attachment/300px-pele_1960/"><img class="size-full wp-image-25380" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2011/10/300px-Pelé_1960.jpg" alt="" width="300" height="233" title="La Storia del Calcio Auguri, Pelè!" /></a><p class="wp-caption-text">Wikipedia</p></div>
<p>La stella brasiliana andò a segno contro il Galles nei quarti di finale, continuava a rimanere a bocca aperta il pubblico mondiale del calcio. Era inarrestabile, <strong>in semifinale mette a segno la sua prima tripletta della carriera contro la Francia</strong>. Era già un campione infatti segno anche due goal in finale contro la Svezia. Il primo goal fu straordinario: fece un sombrero sul portiere e poi depositò palla dolcemente, mentre il secondo fu bravo di testa e gonfiò la rete. Il difensore che subì il sombrero a fine gara dichiarò: &#8220;Mi veniva voglia di applaudirlo. Il Baby fenomeno non meravigliava solamente gli spettatori ma anche i suoi avversari. <strong>Vince il suo primo mondiale nel 1962 all&#8217;età di 17 anni e fu proprio lui il protagonista.</strong></p>
<p>Pelè negli anni avvenire si dimostrò una macchina da goal: nel 1959 realizzò 127 gol, nel 1961 ne fece 110 e vinse due volte la Coppa Libertadores (1961 e 1962), due volte la Coppa Intercontinentale (1962 e 1963), oltre a nove campionati di Sao Paulo.</p>
<p><strong>Momenti bui&#8230;</strong></p>
<p>Arrivò il Modiale del Cile 1966 e Pelè era carico e voleva fare di nuovo faville. <strong>Ma purtroppo arriva l&#8217;infortunio che non ti aspetti durante il primo incontro del torneo. </strong>Dovette quindi seguire le partite dalla panchina. Il destino del brasiliano sembrava segnato,<strong> subì un altro infortunio durante il match contro la Cecoslovacchia.</strong> A guidare il Brasile verso la vittoria fu Garrincho.</p>
<p><strong>Ed ecco la rinascita&#8230;</strong></p>
<p>La perla nera attendeva con ansia il Mondiale dell&#8217;70 per dimostrare nuovamente al mondo le sue doti eccezionali. <strong>Pelè diede una svolta al calcio</strong>, tra i momenti culminanti ricordiamo l&#8217;incredibile pallonetto da metà campo contro la Cecoslovacchia.<strong> Il centesimo goal del Brasile in un Mondiale fu proprio Pelè durante la finale messicana a realizzarlo<br />
<div id="attachment_25379" class="wp-caption alignright" style="width: 230px"><a rel="attachment wp-att-25379" href="http://www.soccermagazine.it/ultime-news/la-storia-del-calcio-auguri-pele-25375/attachment/220px-pele_jump_1958/"><img class="size-full wp-image-25379" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2011/10/220px-Pelé_jump_1958.jpg" alt="" width="220" height="293" title="La Storia del Calcio Auguri, Pelè!" /></a><p class="wp-caption-text">Wikipedia</p></div>con un colpo di testa che tutti ricordano, perchè rimase in area per lunghe frazioni di secondo.</strong> Pelè dichiarò dopo il match: &#8220;Era una sensazione speciale quella di segnare con un colpo di testa. Mio padre una volta realizzò cinque colpi di testa in una sola partita, un record che non sono mai riuscito a battere&#8221;.</p>
<p>Tarcisio Burgnich, il difensore che doveva marcare Pelè dichiarò: &#8221;<em><strong>Prima della partita mi ripetevo che era di carne ed ossa come chiunque, ma sbagliavo</strong></em>&#8220;. Il Brasile vinse per la terza volta consecutiva il Mondiale, e insieme alla Nazionale anche Pelè.</p>
<p><strong>Che numeri&#8230;</strong></p>
<p>Pelè era una leggenda sembrava un alieno per quanto segnava. Realizzò nel 1969 il suo millesimo goal al Maracanà davanti una folla che lo acclamava come un Dio. <strong>92, le sue triplette</strong>. In sei circostanze ha segnato 5 goal in un solo match. <strong>Nel 1964 contro il Botafogo segno la bellezza di 8 goa</strong>l. Nel complesso segno <strong>1281 goal in 1363 presenze</strong> con 92 presenza in Nazionale. <strong>Una macchina da goal!</strong></p>
<p><strong>Da calciatore ad Ambasciatore&#8230;</strong></p>
<div id="attachment_8372" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-8372" href="http://www.soccermagazine.it/ultime-news/clamoroso-pele-di-nuovo-in-campo-8370/attachment/345568147_56da2650c4/"><img class="size-medium wp-image-8372" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/345568147_56da2650c4-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" title="La Storia del Calcio Auguri, Pelè!" /></a><p class="wp-caption-text">fonte: World Economic Forum, flickr.com</p></div>
<p>Appese le scarpe al chiodo nel 1977. J.B. Pinheiro, ambasciatore dell&#8217; Onu in Brasile proclamò Pelè ambasciatore: <strong><em>&#8220;Pelé giocò a calcio per ventidue anni e durante quel periodo promosse l&#8217;amicizia e la fraternità mondiali più di qualunque ambasciatore&#8221;. </em></strong>Nel 1970, in una Nigeria in guerra, venne dichiarata una tregua perchè Pelè stava disputando un match a Lagos. Il presidente del Brasile lo dichiarò Tesoro Nazionale. A Santos, ogni 19 Novembre sarò per sempre il &#8220;Giorno di Pelè&#8221; per ricordare il 1000° al Maracanà.</p>
<p>Pelè utilizzò il suo status di ambasciatore per promuovere il suo paese: &#8220;<em><strong>Ogni bambino del mondo che gioca a calcio vuole essere come Pelé, il che significa che ho la responsabilità di mostrargli come diventare calciatore, ma anche come diventare un uomo</strong></em>&#8220;. Oltre ad essere stato un grande calciatore, Pelè è stato sempre un grande uomo e lo è ancora.</p>
<p><strong>Auguri, Pelè!</strong></p>
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		<title>La Storia del Calcio-16 Settembre 1984, Diego Armando Maradona debutta con il Napoli</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 13:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[16 Settembre &#8217;84 &#8211; Verona contro Napoli, il match d&#8217;esordio di Diego Armando Maradona. Il Re di Napoli debutta in questo giorno 27 anni fa con la maglia azzurra. Tanti applausi per l&#8217;acquisto dell&#8217;anno, anche se il Napoli viene sconfitto per 3 a 1 dai padroni di casa. Il Napoli di Maradona, partì forte ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>16 Settembre &#8217;84</strong> &#8211; Verona contro Napoli, il match d&#8217;esordio di Diego Armando Maradona. Il Re di Napoli debutta in questo giorno 27 anni fa con la maglia azzurra. Tanti applausi per l&#8217;acquisto dell&#8217;anno, anche se il Napoli viene sconfitto per 3 a 1 dai padroni di casa. Il Napoli di Maradona, partì forte ma il Verona non mollava e non concedeva nessuno spazio. I padroni di casa fecero una partita perfetta e vinsero. Ma Diego Armando Maradona, il più forte al Mondo non poteva perdere se capitava era solo per un banale episodio. Ma per assister al suo primo goal in Italia basta vedere la partita della domenica successiva contro la Sampdoria.</p>
<div id="attachment_178" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-178" href="http://www.soccermagazine.it/curiosita/25-anni-fa-maradona-ed-il-goal-del-secolo-177/attachment/maradona-di-el-grafico-historia-de-los-mundiales/"><img class="size-medium wp-image-178" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/Maradona-di-El-Gráfico-História-de-los-Mundiales-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" title="La Storia del Calcio 16 Settembre 1984, Diego Armando Maradona debutta con il Napoli" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte immagine: El Gráfico - História de los Mundiales</p></div>
<p>Diego Armando Maradona ha fatto sognare i tifosi partenopei, con lui il Napoli ha vinto due scudetti. Napoli non scorderà mai El Pibe De Oro, come lui non scorderà mai Napoli!</p>
<p>&#8220;<em><strong>E&#8217; bello vivere qui. Mi sento protagonista</strong>&#8221; (</em>Maradona al debutto)</p>
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		<title>Su Rai Sport 2 spazio allo sport del passato</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 12:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuovo imperdibile appuntamento per tutti gli appassionati di sport. Ha preso il via lo scorso 2 settembre, su Rai Sport 2, la trasmissione &#8220;Perle di sport&#8221;, un programma di Auro Bulbarelli, vice direttore di Rai Sport. Un vero e proprio amarcord per rivivere le emozioni che in passato tanti atleti hanno saputo regalare ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo imperdibile appuntamento per tutti gli appassionati di sport. Ha preso il via lo scorso 2 settembre, su Rai Sport 2, la trasmissione &#8220;Perle di sport&#8221;, un programma di <strong>Auro Bulbarelli</strong>, vice direttore di Rai Sport.</p>
<div id="attachment_14468" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-14468" href="http://www.soccermagazine.it/curiosita/su-rai-sport-2-spazio-allo-sport-del-passato-14432/attachment/585961363_9f7f5af754/"><img class="size-medium wp-image-14468" title="Su Rai Sport 2 spazio allo sport del passato" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/585961363_9f7f5af754-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Rai Sport - Fonte: screanzatopo, flickr.com</p></div>
<p>Un vero e proprio amarcord per rivivere le emozioni che in passato tanti atleti hanno saputo regalare ai milioni di telespettatori che ne hanno seguito ed apprezzato le gesta. In ogni puntata sarà possibile riassaporare e gustare eventi che hanno fatto la storia dello sport italiano e mondiale con il supporto delle telecronache originali, esaltando la competenza e la maestria di conduttori che hanno fatto davvero la storia della tv sportiva italiana. Molti degli eventi che saranno proposti non sono mai stati più trasmessi dopo il primo passaggio televisivo, in alcuni casi si potranno rivedere, per la prima volta, a colori. Direttamente dagli archivi della Rai, anche grazie alla preziosa opera di <strong>Pino Frisoli</strong>, autore del volume &#8220;Sport in Tv&#8221;, che ha collaborato come documentatore e ricercatore, ecco il palinsesto dei prossimi giorni:</p>
<p>• <strong>Sport vari</strong>, lunedì 5 settembre (15.00-15-25) e domenica 11 settembre (22.35-23.00)<br />
• <strong>Gran Premio del Belgio 1978</strong>, martedì 6 settembre (19.45-19.55)<br />
• <strong>Ciclismo</strong>, mercoledì 7 settembre (18.00-19.00)<br />
• <strong>Europei di atletica 1974</strong>, <em>Mennea vince i 200 metri</em>, mercoledì 7 settembre (19.45-20.00)<br />
• <strong>Eurogol del 29 settembre 1977</strong>, giovedì 8 settembre (18.20-19.00)<br />
• <strong>Giro d’Italia 1978</strong>, <em>tappa di Venezia</em>, venerdì 9 settembre (18.00-19.00) e mercoledì 14 settembre (15.45-16.45)<br />
• <strong>Mondiale ciclismo 2002</strong>, lunedì 12 settembre (13.30-13.55)<br />
• <strong>Sport 7 del 30 maggio 1976</strong>, lunedì 12 settembre (13.55-14-25) e venerdì 16 settembre (18.30-19.00)<br />
• <strong>Giro di Lombardia 2006</strong>, lunedì 12 settembre (16.30-17.00)<br />
• <strong>Speciale coppe Tg2 del 17 marzo 1977</strong>, lunedì 12 settembre (19.00-19.30)<br />
• <strong>Giro di Toscana 1978</strong>, mercoledì 14 settembre (16.45-17.00<br />
• <strong>Tour de France 2000</strong>, <em>Pantani vince sul Mont Ventoux</em>, mercoledì 14 settembre (19.00-20.00)<br />
• <strong>Gran Premio d’Italia 1970</strong>, <em>servizio della Domenica Sportiva</em>, venerdì 16 settembre (15.45-16.15)</p>
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		<title>La Storia del Calcio-Hugo Sanchez, il Re della rovesciata!</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 08:09:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hugo Sanchez Marquez nasce a Città del Messico l&#8217;11 Luglio 1958. Rappresenta l&#8217;acrobazia nel calcio, è famoso per le sue rovesciate e per le sue meravigliose esultanze. &#8220;Chiunque abbia inventato il calcio può essere considerato un Dio&#8221; Cit. Hugo Sanchez La sua carriera&#8230; Inizia nel 1975 con la squadra messicana Los Pumas de la Universidad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hugo Sanchez Marquez nasce a Città del Messico l&#8217;11 Luglio 1958. Rappresenta l&#8217;acrobazia nel calcio, è famoso per le sue rovesciate e per le sue meravigliose esultanze.</p>
<p>&#8220;<em>Chiunque abbia inventato il calcio può essere considerato un Dio</em>&#8221;</p>
<div id="attachment_12659" class="wp-caption alignleft" style="width: 167px"><a rel="attachment wp-att-12659" href="http://www.soccermagazine.it/primo-piano/la-storia-del-calcio-hugo-sanchez-il-re-della-rovesciata-12653/attachment/chilena/"><img class="size-medium wp-image-12659 " src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/chilena-262x300.jpg" alt="" width="157" height="180" title="La Storia del Calcio Hugo Sanchez, il Re della rovesciata!" /></a><p class="wp-caption-text">Fabianlandia13</p></div>
<p><em> Cit. Hugo Sanchez</em></p>
<p><strong>La sua carriera&#8230;</strong></p>
<p><strong>Inizia nel 1975 con la squadra messicana Los Pumas de la Universidad Autonoma de Mexico</strong>, il talento messicano mette subito in mostra le sue doti da goleador così si guadagna anche il posto nella Nazionale Olimpica che partì per Montreal. Nell&#8217;81 arriva in Spagna, veste la maglia dell&#8217;Atletico Madrid. <strong>Qui resterà per 4 anni: vince una coppa di Spagna, ottiene un secondo posto in classifica e diventa il capocannoniere della Liga.</strong> Nell&#8217;85 arriva nella squadra dove poi <strong>diventerà la bandiera, il Real Madrid</strong>. Da tutti oramai è considerato un buon giocatore, al Real arriva la sua coronazione. Resta a Madrid dal 1985 al 1992. <strong>Vince 5 campionati di fila, una coppa di Spagna e due Coppa Uefa</strong>. Con la maglia madrilena è ricordato anche per i suoi &#8220;siparietti&#8221;. <strong>All&#8217;età di 33 anni, con i vari infortuni la stella messicana inizia ad offuscarsi e lascia Madrid</strong>. Tornato in patria gioca con l&#8217;America, ma l&#8217;anno dopo decide di ritornare in Spagna. Giocherà la stagione 1993-94 con il Rayo Vallecano e metterà a segno 16 goal. Dopo la stagione con il Rayo, ritorna ancora in Messico nell&#8217;94 dove giocherà con l&#8217;Atlante de Mexico. L&#8217;anno successivo avrà anche una piccola parentesi in Austria con la maglia del LASK Linz.</p>
<p><strong>Hugo Sanchez, ormai all&#8217;età di 39 anni decide di ritornare in patria e lì chiudere la sua carriera con il Celaya</strong> con i suoi ex compagni di squadra del Real Madrid, Butragueno e Michel.</p>
<p><strong>La Nazionale&#8230;</strong></p>
<p>Non ha nessuna gloria in Nazionale. Segna 29 goal in totale. Ha giocato i mondiali del 1978, 1986 e 1994. <strong>Ha disputato la Coppa America del 1993 arrivando secondo.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_12658" class="wp-caption alignright" style="width: 144px"><a rel="attachment wp-att-12658" href="http://www.soccermagazine.it/primo-piano/la-storia-del-calcio-hugo-sanchez-il-re-della-rovesciata-12653/attachment/250px-huguito/"><img class="size-medium wp-image-12658 " src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/250px-Huguito-224x300.jpg" alt="" width="134" height="180" title="La Storia del Calcio Hugo Sanchez, il Re della rovesciata!" /></a><p class="wp-caption-text">Wikipedia</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Da calciatore ad allenatore&#8230;</strong></p>
<p>Ha allenato la nazionale messicana dal 2006 al 2008 <strong>arrivando terzo alla Coppa America del 2007</strong>. Poi viene sostituito da Erikson, e viene chiamato ad allenare la Nazionale under 23. Ma dal 22 Dicembre 2008 al 2009 va ad allenare l&#8217;Almeria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Storia del Calcio-Franchino Baresi, il libero per eccellenza</title>
		<link>http://www.soccermagazine.it/milan/la-storia-del-calcio-franchino-baresi-il-libero-per-eccellenza-7328/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 20:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Storia del Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Baresi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un libero, una leggenda: Franco Baresi, bandiera rossonera. Ha guidato la difesa del Milan per 20 lunghi anni, dal 1977 al 1997. «Baresi II è dotato di uno stile unico, prepotente, imperioso, talora spietato. Si getta sul pallone come una belva: e se per un caso dannato non lo coglie, salvi il buon Dio chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un libero, una leggenda: <strong>Franco Baresi, </strong>bandiera rossonera. Ha guidato la difesa del Milan per 20 lunghi anni, dal 1977 al 1997.</p>
<div id="attachment_7422" class="wp-caption alignleft" style="width: 141px"><a rel="attachment wp-att-7422" href="http://www.soccermagazine.it/milan/la-storia-del-calcio-franchino-baresi-il-libero-per-eccellenza-7328/attachment/franco_baresi/"><img class="size-medium wp-image-7422 " src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2011/07/Franco_Baresi-218x300.jpg" alt="" width="131" height="180" title="La Storia del Calcio Franchino Baresi, il libero per eccellenza" /></a><p class="wp-caption-text">Wikipedia</p></div>
<p>«<em>Baresi II è dotato di uno stile unico, prepotente, imperioso, talora spietato. Si getta sul pallone come una belva: e se per un caso dannato non lo coglie, salvi il buon Dio chi ne è in possesso! Esce dopo un anticipo atteggiandosi a mosse di virile bellezza gladiatoria. Stacca bene, comanda meglio in regia: avanza in una sequenza di falcate non meno piacenti che energiche: avesse anche la legnata del gol, sarebbe il massimo mai visto sulla terra con il brasiliano Mauro, battitore libero del Santos e della nazionale brasiliana 1962.</em>» Gianni Brera su Baresi.</p>
<p><strong>Una vita al Milan&#8230;</strong></p>
<p>Nasce a Travagliato, paesino della provincia di Brescia, l&#8217;8 Maggio 1960. All&#8217;anagrafe Franchino Baresi, ma conosciuto come Franco. <strong>Il suo primo provino è alla età di 15 anni, ma fu scartato dall&#8217;Inter</strong> perchè l&#8217;esaminatore lo trovava fisicamente inadatto. Ma la svolta avviene quando a visionarlo è il Milan, venne preso in squadra grazie anche alla fiducia del suo amico Guido Settembrino. <strong>Esordisce in Serie A a soli 17 anni, durante la partita Verona &#8211; Milan 1-2</strong>. Già nella stagione successiva Franco Baresi trova spazio tra i titolari. Nils Liedhom puntava forte su di lui, infatti non esitò a sacrificare un libero di esperienza come Turone per un giovane come Baresi. Il giovane di Travagliato diventò titolarissimo e ricopriva con molta autorità e consapevolezza dei propri mezzi il delicato ruolo di libero.<strong> Vinse il suo primo scudetto (1978/1979). </strong>Alla fine della stagione trionfante del Milan, Gianni Rivera lascia il calcio. <strong>Ma la sua avventura al Milan non conobbe solo trionfi ma anche un periodo di appannamento, infatti ha subito anche le due retrocessioni della squadra in B</strong>. Baresi era troppo legato al club rossonero quindi rimase anche per giocare nella serie cadetta. Nel &#8217;82 diventa capitano, giocando per la seconda volta in serie B. Baresi diventava sempre di più il leader della squadra dalla serie B il Milan iniziò una rapida crescita iniziando a vincere tutto. La squadra diventava sempre più forte negli anni che vanno dal 1980 al 1990 con una difesa fortissima formata da <strong>Tassotti, Maldini, Costacurta e Baresi</strong>. Tanti campioni sono</p>
<div id="attachment_7423" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-7423" href="http://www.soccermagazine.it/milan/la-storia-del-calcio-franchino-baresi-il-libero-per-eccellenza-7328/attachment/125793551_7bdedf5cf1/"><img class="size-medium wp-image-7423" src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2011/07/125793551_7bdedf5cf1-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" title="La Storia del Calcio Franchino Baresi, il libero per eccellenza" /></a><p class="wp-caption-text">Milanissimo</p></div>
<p>passati in questi dieci anni, come Donadoni, Ancelotti e Weah, ma Franco Baresi è sempre rimasto l&#8217;unica bandiera di questo Milan. <strong>Baresi ormai diventava famoso in tutto il mondo, il più forte nel suo ruolo.</strong> Aveva una capacità di fare recuperi prodigiosi e impostava anche molto bene l&#8217;azione. <strong>Però curiosamente non ha mai vinto il pallone d&#8217; oro, ceduto per 39 punti al suo compagno Van Basten. </strong>Ha vinto tutto con il suo Milan, in 20 stagioni: <strong>6 scudetti, 3 coppe dei campioni, 2 coppe intercontinentali, 3 supercoppe europee e 4 supercoppe italiane. </strong>Era anche il rigorista della squadra infatti ha segnato 31 gol, dei quali 21 su rigore. L&#8217;unica competizione che non è riuscito ha conquistare è stata la coppa Italia. Si è ritirato nel 1997 all&#8217;età di 37 anni.<strong> Ha lasciato il segno nel Milan</strong>, infatti in suo onore è stata ritirata la maglia numero 6. Il 28 ottobre dello stesso anno venne fatta una festa in suo onore al San Siro chiamata &#8220;6 per sempre&#8221;. I tifosi ancora oggi continuano ad amarlo, infatti in Curva Sud viene esposta la bandiera con il suo nome.</p>
<p><strong>In Nazionale, la finale maledetta Mondiale &#8217;94&#8230;</strong></p>
<p>All&#8217;età di 20 anni viene già convocato  per gli Europei &#8217;80 da Enzo Beazort. <strong>Venne convocato anche per il glorioso Mondiale &#8217;82</strong>, ma non giocò perchè c&#8217;era Scirea. Il suo esordio con la Nazionale risale al 4 Dicembre 1982 in Italia-Romania 0-0. Ebbe un difficile rapporto con Beazort, egli lo riteneva centrocampista infatti non lo convocò per i Mondiali del 1986. Fu riconvocato in Nazionale dopo due anni da Azeglio Vicini, che ne fece un punto fermo della sua formazione. Infatti giocò da titolare gli Europei &#8217;88 e il Mondiale &#8217;90. Con Arrigo Sacchi divenne capitano anche in Nazionale. Nei mondiali del 1994, durante la partita contro la Norvegia si infortunò al menisco ma storicamente recuperò per la finale contro il Brasile.<strong> Franco Baresi fece una partita perfetta, ma sbagliò il primo rigore perchè era preso dai crampi e scoppiò in lacrime.</strong> Baresi decide di lasciare la Nazionale a 34 anni, ha totalizzato 84 presenze e 1 goal.</p>
<p><strong>Al Milan anche fuori dal campo di gioco&#8230;</strong></p>
<div id="attachment_7424" class="wp-caption alignleft" style="width: 118px"><a rel="attachment wp-att-7424" href="http://www.soccermagazine.it/milan/la-storia-del-calcio-franchino-baresi-il-libero-per-eccellenza-7328/attachment/franco-baresi-al-reparto-oncologia-pediatrica-bratislava/"><img class="size-medium wp-image-7424  " src="http://www.soccermagazine.it/wp-content/uploads/2011/07/Franco-Baresi-al-reparto-oncologia-pediatrica-Bratislava-300x180.jpg" alt="" width="108" height="65" title="La Storia del Calcio Franchino Baresi, il libero per eccellenza" /></a><p class="wp-caption-text">VUB</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo il calcio giocato, Baresi è rimasto al Milan anche da dirigente per alcuni anni. Poi ha avuto una breve esperienza come direttore tecnico al Fulham. Nel 2002 si è avviato alla carriera da allenatore. Ha allenato per due anni la primavera del Milan.<strong> Attualmente è direttore marketing della società rossonera.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Franco Baresi</strong> un giocatore, una leggenda. Il libero per eccellenza, il difensore italiano più forte di tutti i tempi. Dotato di un anticipo eccezionale, tanta tecnica e grande visione di gioco. Difficile vedere un altro giocatore come lui. Rimarrà nella storia non solo del Milan, ma del calcio italiano. <strong>Sara il &#8220;6 per sempre&#8221; di tutti gli amanti del calcio.</strong></p>
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