L’Italia si desti!

A cura di Giorgio Catani
Il pareggio contro la Croazia evidenzia i limiti tattici della squadra di Prandelli legati al cambio di modulo. Il centrocampo a cinque non convince. Troppi i giocatori impiegati fuori ruolo.

Se il match contro i campioni d’Europa e del mondo della Spagna aveva impressionato favorevolmente per senso tattico, dinamismo e concretezza, il pareggio rimediato nella sfida di ieri contro la Croazia solleva alcuni dubbi di natura tattica sulla nazionale di Prandelli.

Roberto Vicario

Nel match di Poznan si è vista un’Italia dai due volti. Ad un primo tempo volenteroso e vissuto senza particolari affanni nel controllare le ripartenze biancorosse ha fatto da contraltare una seconda frazione di gioco nella quale gli azzurri hanno faticato eccessivamente a superare la propria metà campo fino a subire la rete di Mandzukic che andava a pareggiare il momentaneo vantaggio italiano siglato da Pirlo su calcio di punizione. Proprio il modo in cui è arrivata la rete degli azzurri lancia un primo campanello di allarme. E’ stato necessario affidarsi ad una magia del regista juventino perché l’attacco, così come già accaduto nel match con le furie rosse, ha avuto difficoltà a pungere, a rendersi pericoloso. Le occasioni da rete nel corso delle due partite sin qui disputate si contano sulle dita di una mano e la responsabilità è da ricercare fondamentalmente nell’evidente mancanza di coralità della manovra azzurra. E la causa di ciò, a sua volta, sembra avere una ragione specifica. Prandelli ha commesso lo stesso errore dei suoi predecessori, eccezion fatta per Lippi. Ha deciso di affrontare questi Europei con un’impostazione tattica completamente differente rispetto a quella proposta nel girone di qualificazione, ossia quel 4-3-3 che aveva fruttato zero sconfitte ed appena due reti al passivo. Aver snaturato impostazione di gioco ha avuto inevitabili riflessi sulla qualità del gioco stesso. Il 3-5-2 adottato in questi due match, infatti, solleva parecchi dubbi. Innanzitutto, le convocazioni di Prandelli sono state chiaramente mirate all’utilizzo del 4-3-3 e non certo all’attuale schieramento. In secondo luogo appare scellerata la decisione di aggregare alla spedizione un giocatore, Barzagli, reduce si da un’ottima stagione con la Juventus ma allo stesso tempo alle prese con un infortunio che, al momento, lo rende inutilizzabile.

 

Ancor più scellerata sembra però la decisione di rinunciare data l’assenza di Barzagli alla difesa a quattro. In primis perché comunque Chiellini e Bonucci sono due centrali di ruolo e di terzini di valore in panchina ce ne sono in abbondanza. Secondo perché il pur ottimo Daniele De Rossi è sicuramente più utile a centrocampo, magari al posto del non convincente Motta, che come centrale di difesa. Ed infine perché il centrocampo a cinque costringe ad un grande sacrificio i due esterni, cosa che in questo momento non è nelle gambe di Maggio e Giaccherini. Proprio l’esterno della Juventus rappresenta uno dei maggiori punti interrogativi di queste prime due partite di Euro 2012 dove si è reso autore di due prestazioni ampiamente sotto la sufficienza che spingono a domandarsi per quale motivo Prandelli non prenda assolutamente in considerazione Balzaretti. Così come una possibilità la meriterebbe Nocerino.

 

Dulcis in fundo, i problemi legati all’attacco. Già una volta diramate le convocazioni appariva evidente l’assenza nella spedizione di una prima punta di peso. Se poi l’unica prima punta a disposizione del mister azzurro, Totò Di Natale, viene costantemente tenuta in panchina per lasciare spazio tra i titolari a due seconde punte, allora le cose si complicano. Non si possono chiedere a Cassano novanta minuti di qualità così come non si può chiedere a Balotelli di accantonare le sue caratteristiche che sono notoriamente legate alle partenze dall’esterno. In definitiva, proprio lo snaturamento di ruoli sembra essere la piaga che sta affliggendo la nazionale. E se il pareggio con le temibili furie rosse aveva fatto passare i problemi in secondo piano, quello rimediato con la Croazia li ha evidenziati appieno. La storia insegna che In competizioni di così breve durata non bisognerebbe affidarsi ad esperimenti e occorrerebbe puntare sugli elementi più freschi della rosa. Ed in tal senso per Prandelli sarebbe forse opportuno leggere alla voce Balzaretti, Di Natale, Nocerino o Giovinco. Il tempo purtroppo stringe. Con l’Irlanda del Trap, terza ed ultima partita del girone, conterà solo la vittoria e sperare nella  serietà della Spagna. In caso contrario, l’Italia tornerebbe a casa. Per l’ennesima volta, con molti rimpianti.



Scritto da il 15 giu 2012. Nella sezione Euro 2012, Nazionali, Ultimo uomo. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0, oppure scrivere un commento alla notizia.

1 Commento per “L’Italia si desti!”

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    …e mangi un bel biscotto :D eheheh

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