Lazio, il Pagellone 2017/2018: Immobile e Leiva i migliori

Per la Lazio si è appena conclusa una stagione che ha presentato facce diverse. Iniziata con la conquista della Supercoppa Italiana, si è sviluppata con prestazioni a volte esaltanti in campionato ed in Europa League, con la posizione condivisa da molti commentatori che la squadra di Inzaghi, peraltro danneggiata in maniera evidente da decisioni arbitrali molto criticabili, giocasse il miglior calcio a livello nazionale.

Immobile alla Lazio - Fonte immagine: sassuolocalcio.it
Immobile alla Lazio – Fonte immagine: sassuolocalcio.it
Nella fase finale della stagione, però, in alcune occasioni decisive i biancazzurri in campo non hanno saputo mantenere la freddezza necessaria subendo rovesci impensabili al termine di partite largamente dominate o comunque sotto controllo; sono venute così l’eliminazione nei quarti di finale della Europa League a Salisburgo e la mancata qualificazione in Champions League a beneficio dell’Inter.

Di seguito una valutazione complessiva della stagione dei giocatori della Lazio con maggior numero di presenze.

Strakosha 6

Da dodicesimo nella Salernitana si ritrova titolare in una squadra da prime posizioni in Serie A e la giovane età e la poca esperienza lo portano a prestazioni altalenanti; in generale bene fra i pali ma molto incerto nelle uscite, ha bisogno di migliorare tecnicamente e di rinforzarsi caratterialmente per guidare la difesa con maggiore autorevolezza.

Luiz Felipe 6,5

Anche lui rientra da Salerno e a 21 anni guadagna progressivamente la stima della società fino a prendersi la maglia da titolare; ha sicuramente buon tocco, buon senso dell’anticipo, visione di gioco in fase di impostazione, ma incorre in qualche disattenzione (Dybala al 93° nella partita persa in casa con la Juve) e diverse ingenuità, segno che il futuro può essere suo ma il percorso di formazione deve continuare al fianco di un giocatore di esperienza.

De Vrij 7

Una colonna che non sarà facile sostituire ed i laziali rimpiangeranno; nonostante le vicende contrattuali ha continuato a giocare con grande professionalità guidando la difesa e partecipando all’impostazione ed andando in gol sei volte; certo il rigore provocato su Icardi nella partita decisiva era da evitare e gli costa almeno mezzo punto.

Radu 7

Forse la sua miglior stagione alla Lazio durante la quale, assistito da una buona condizione fisica, gioca molte partite ad alto livello sbagliandone pochissime; tra l’altro in ogni occasione dichiara e dimostra un grande attaccamento alla maglia.

Bastos 5

Il fisico esplosivo gli consente di fare prestazioni di alto livello, come accade spesso nella prima parte della stagione, ma la difficoltà di concentrazione spesso gli causa disastrosi black-out con punto di minima nel derby di andata; sembra soffrire gli aspetti tattici ed il pressing degli avversari in impostazione; segna quattro reti e non è poco, ma esce progressivamente di scena nel finale di stagione.

Wallace 4,5

Poche volte in campo, senza mai dare sensazioni di tranquillità e sicurezza; forse una sua partenza non lascerebbe rimpianti.

Caceres 6

Arrivato a gennaio, si pensava potesse trovare più spazio ma così non è stato, anche per la crescita di Luiz Felipe; quando è stato chiamato in causa ha comunque fatto la sua parte grazie anche alla sua esperienza; se il fisico regge l’anno prossimo può tornare utile.

Patric 5

Gioca poco e quando gioca lo fa male. La sua stagione si ricorda prevalentemente per la scellerata entrata dello Stadium ad un secondo dal termine che stava per costare una storica vittoria.

Marusic 6

Ha iniziato la stagione con qualche amnesia in fase difensiva, poi ha preso coscienza delle esigenze di copertura della fascia e lo ha fatto con grande applicazione; in fase offensiva non è quasi mai stato determinante, mostrando difficoltà soprattutto quando doveva provare a saltare l’uomo; è auspicabile che questo primo anno in Italia sia servito ad ambientarsi e nella prossima stagione possa migliorarsi.

Basta 5,5

Una stagione grigia, con poche presenze in campo (pochissime da titolare) senza grandi errori ma senza acuti.

Parolo 7

Uno dei giocatori di Serie A che ha percorso più chilometri in stagione nonostante l’età calcisticamente avanzata; si vede poco ma è sempre presente quando e dove serve, aiuta i compagni, è subito pronto ad uscire dai blocchi avversari, tenta sempre l’inserimento per andare a rete; forse, proprio nella stagione del record delle marcature, è mancato un po’ in fase realizzativa.

Leiva 8

Il grande acquisto della scorsa estate ha confermato esperienza, forza fisica, senso della posizione, capacità di autogestione in situazioni critiche (ha giocato diverse partite in diffida, quindi a rischio squalifica), grande autorevolezza e leadership in campo; con queste doti in poche partite ha scalzato definitivamente Biglia dal cuore dei tifosi della Lazio.

Milinkovic Savic 7,5

Il fuoriclasse alla corte di Lotito; fisico da gigante e movenze da ballerino, sa abbinare energia e giocate raffinate, dando peso al centrocampo e dispensando perle calcistiche in assist e conclusioni arrivando a dodici gol segnati; imbattibile di testa, ha ricoperto in stagione più ruoli, cambiando anche posizione a partita in corso; a volte ha esagerato in leziosità ed ha sbagliato qualche partita in cui avrebbe dovuto assumersi la responsabilità della squadra senza riuscirci, ma la giovane età può aver avuto il suo impatto; visto il rango dei pretendenti e l’entità delle offerte sarà difficile possa restare, ma dalla sua cessione può venire la disponibilità per creare una squadra ancora competitiva.

Lulic 7

Anche il capitano è stato protagonista di una grande stagione in cui, nonostante l’età, ha giocato con continuità senza mai risparmiarsi e finendo in debito di energie; è stato impiegato prevalentemente sulla fascia sinistra, ma quando è stato necessario ha ricoperto posizioni più centrali a conferma della ecletticità e dell’importanza che riveste nell’equilibrio tattico della squadra; purtroppo è stato anche protagonista in negativo dell’espulsione scellerata nella partita finale con l’Inter, che un professionista della sua esperienza avrebbe dovuto evitare.

Murgia 6

Ha iniziato la stagione alla grande segnando il gol della vittoria in Supercoppa contro la Juve, ma nel corso del campionato non si è mai ripetuto su quei livelli; nel complesso una stagione sufficiente con molte partite in cui, dopo aver lasciato perplessità in cabina di regia, ha giocato prevalentemente come interno destro; la maturazione attesa però non è arrivata e si spera sia solo rinviata.

Lukaku 5,5

Afflitto da ripetuti guai fisici si vede abbastanza poco in campo, quasi sempre subentrando a Lulic a partita in corso senza riuscire ad essere devastante con le sue discese sulla fascia sinistra come si era visto nella stagione scorsa.

Luis Alberto 7,5

Dopo un anno di ambientamento dedicato a tentativi non riusciti di farlo giocare sulle fasce, Inzaghi lo scopre trequartista con benefici enormi per lui e per la Lazio; con lui in campo ed in forma la squadra cambia volto e diventa irresistibile in avanti; conclude la stagione con il record degli assist, andando in gol undici volte, rivelandosi maestro sui calci piazzati ed avendo messo a punto una intesa con Immobile che sicuramente continuerà a dare frutti anche nella prossima stagione.

Felipe Anderson 7

E’ stato considerato da Inzaghi il dodicesimo titolare della formazione, a conferma della stima per le sue innegabili doti ma anche della difficoltà di trovargli un posto fisso in una squadra che debba conservare il suo equilibrio; è quindi sceso poche volte in campo dall’inizio della partita e molte volte a partita in corso subentrando a Luis Alberto (senza essere un trequartista) o ad Immobile (senza essere un centravanti); la sua stagione è stata comunque positiva, forse la migliore vissuta a Roma per la professionalità con cui si è messo al servizio della causa comune.

Immobile 8

Una stagione strepitosa in cui ha vinto la classifica dei marcatori del campionato e dell’Europa League ed ha battuto il record di marcature in stagione in biancazzurro, superando i cannonieri storici del passato; a parte questi dettagli non da poco, si è confermato il giocatore ideale per gli schemi di Inzaghi, non statico al centro dell’area ma sempre in movimento per partecipare alla manovra e creare spazi, accumulando all’attivo anche un numero ragguardevole di assist; peccato sia sostanzialmente mancato nelle ultime decisive partite a causa di un fastidiosa infortunio muscolare.

Caicedo 5,5

Il ruolo di vice-Immobile è stato certamente molto ingrato, vista la stagione del centravanti titolare; l’ecuadoriano ci ha messo l’impegno necessario ma le caratteristiche dei due sono molto diverse ed il confronto si è rivelato impietoso.

Nani 5

E’ stato preso pensando forse che potesse ripetere le stagioni di Klose in biancoceleste; purtroppo, anche per la concorrenza agguerrita, ha accumulato poche presenze sempre per scampoli di gara in cui non si è mai messo in luce; non sarà riscattato dalla Lazio e partirà sena lasciare rimpianti.