Ranieri ritrova la Roma: “Dzeko e Schick devono giocare insieme”

Claudio Ranieri ha parlato a Trigoria nella sua prima conferenza stampa da rinnovato allenatore della Roma. Il mister è succeduto ad Eusebio Di Francesco e si sta apprestando a preparare la sfida contro l’Empoli. Ecco le parole di Ranieri:

Claudio Ranieri (Fonte: Roberto Vicario, Wikipedia)
Claudio Ranieri (Fonte: Roberto Vicario, Wikipedia)
Quali sono le Aue emozioni rispetto a 10 anni fa?
Sono sempre belle, continuo a fare questo lavoro per questo. Già quando si cambia società c’è un qualcosa in più, a Roma è sempre qualcosa di speciale per noi tifosi romani. L’ambizione è massima. È un momento difficile, ma sono pronto.

Finora ha diretto solo due allenamenti: cosa L’ha colpita?
Di allenamento vero ne ho fatto uno, eravamo dodici e gli altri stavanomrecuperando dalle fatiche di Oporto. Oggi avremo più giocatori. Sono curioso, parlerò con ognuno di loro. La motivazione è la cosa più importante. La Champions è molto vicina, saranno importantissime le prossime nostre due partite. Il pubblico deve capire che i ragazzi sono in difficoltà. Da solo non ce la faccio, con l’aiuto del pubblico mi sento più sicuro. Col pubblico romano tutto può accadere. Chiedo da tifoso l’aiuto a me stesso, daro che sono tifoso.

Come valori tecnici cosa L’ha colpita in questa rosa? 55 goal subiti sottolineano problemi nella fase difensiva?
Abbiamo fatto 49 goal, il goal lo si riesce a fare. Per la fase difensiva bisogna essere propensi a rientrare. Molti goal sono venuti in fase di costruzione, con palla persa da noi. Se tu perdi palla e prendi goal il giocatore che ha subito questo si sente colpevole e si perde fiducia in se stessi e non va bene. È importante non perdere palla, ne parlerò con i ragazzi e studieremo una soluzione.

Con Lei si è sfiorato uno scuderto, poi si è dimesso l’anno dopo. Per crederci a cosa si aggrappa Claudio Ranieri?
Ai tifosi. Alla coglia e alla motivazione dei giocatori per reagire. I giocatori devono sentirsi amati dai tifosi. È brutto giocare in casa e avere paura.

C’è una frase tipica con cui riassumere questo momento?
Sono istintivo, così non mi vengono. Forse sono credibile proprio per questo. Noi vogliamo vedere la squadra arare il campo, gente che sprizza rabbia e determinazione. Accetto l’errore, ma prima voglio vedere che muori sul campo.

Come vede Florenzi e Zaniolo? Dzeko e Schick insieme?
Florenzi è universale, può giocare sia dietro sia avanti, dipende dalla partita. Alessandro deve riprendersi, essendo romano capisco cosa sta passandp. Deve tirare fuori la romanità giusta, petto in fuori. Non c’eè niente di male nel dire di aver sbagliato. Zaniolo deve essere centrale, andare in possesso di palla. Se ho due o tre Zaniolo devo capire chi può giocare più aperto, magari sacrifico il 20% di qualcuno per capire chi deve giocare esterno. Dzeko e Schick per me devono giocare insieme. Schick è entrato ad Oporto con grande rabbia e qualità, è velocissimo e tecnico. Sono convinto che se si sblocca i tifosi si innamoreranno di questo ragazzo.

Lei ha rigenerato parecchi giocatori, che impressione ha avuto da Pastore?
Non l’ho visto quest’annno, l’ho visto più in passato. Ha una classe sublime. Non guardo al nome o all’età, io vedo chi corre, lotta e aiuta. In una squadra tutti aiutano il compagno di squadra. Chi si impegna ha più probabilità di giocare, vale per tutti. Se siamo in questa situazione è perché non hanno dato tutto quello che avevano dentro. Non voglio sapere le ragioni. Paga l’allenatore, ha pagato Eusebio, ma da tifoso voglio vedere quello che sanno fare.

Ha firmato un contratto per 12 partite. Dove si vede dal 1° luglio?
Mi vedo adesso qui con voi e domani sera in panchina, non vado oltre. Un’altra società non l’avrei accettata, ma se la Roma chiama io devo rispondere sì.

Dopo Oporto sono andate via molte persone. Questi cambiamenti hanno avuro un impatto sull’umore della squadra?
Io non conosco il prima e il nuovo, non lo so. A me queste cose non interessano, non sono bambini, sono uomini e devono dare il meglio con me o chicchessia. Il calcio lo conoscono, se sono alla Roma è perché lo meritano. Il resto non mi interessa. Voglio una squadra sorridente e che non si arrwede mai. I problemi restano a casa.

Cosa ha detto a Totti? Ha sentito Di Francesco? Ha accettato il prezzo della società?
Francesco mi ha detto “Che fa mister? Come sta?”. Eusebio non l’ho sentito, capisco l’amarezza, però ho fatto un tifo spaventoso per lui entrambi gli anni. Avrà fatto degli errori? Tutti ne facciamo, non c’è un allenatore esente. Ho perso più quando sono andato via di quanto guadagno adesso. Sono qua per la maglia.

Più complicata questa squadra o quella di tanti anni fa?
Quella di anni fa era importante, ma stava sul viale del tramonto per l’età di certi giocatori. Andai via perché non riuscivo più a motivare alcuni giocatori. Fatemi andare prima in campo e saprò rispondere. Ci vuole l’aiuto di pubblico e giocatori, ai quali chiederò tantissimo. Sono esigente con me stesso.

Lei non ha posto condizioni per venire. Gli allenatori alla Roma escono spesso con le ossa rotte, quindi perché L’ha scelta?
Io la scelgo per un motivo che tutti sapete. Posso immaginare che Roma ti dia emozioni che in altri posti non sono così speciali, qui si parla 25 ore di calcio tra radio, televisioni e giornali. È una squadra che fa notizia, negli ultimi anni sta lottando per le Champions ed è tra le migliori italiane. La proprietà sta investendo un sacco di soldi, è logico che a fine stagione deve far inquadrare il bilancio per essere reiscritta. L’aspetto mentale è la prima cosa, infatti non ho parlato di caratteristiche tecniche. Bisogna volere fortemente un obiettivo, voglio gente ambiziosa. Entrare in Champions non sarà facile, ma non mi arrenderò mai. Se sono negativo alla prima difficoltà mi arrendo, se sono un caparbio alla prima difficoltà invece cerco di capire il perché del problema. Voglio giocatori che non si arrendano.

La Roma ha segnato tanto, ma Dzeko di meno. Domani giocherà Olsen o Mirante?
È normale che i bomber hanno un anno “no”. Noi allenatori vediamo chi fa goal e le loro medie-goal, ma anche Batistuta e Pruzzo hanno avuto il loro momento “no”. Mancano 12 partite. Per il portiere lasciatemi vedere l’allenamento.

Una vicinanza maggiore dei tifosi, magari permettendo anche di assistere agli allenamenti, sarebbe di aiuto? Dall’Infghilterra ha portato la famosa “campanella”?
Qui ci vorrebbe la campana di San Pietro! Non chiedetemi cose alle quali non so rispondere. Dobbiamo trovare rabbia, serenità e determinazione.