Steven Mandis presenta a Trigoria “What happened to Serie A”

A latere della conferenza odierna di Di Francesco, Steven Mandis ha presentato il suo libro “What happened to Serie A” incontrando l’acxoglienza della società giallorossaa Trigoria. Lo scritto vuole spiegare le ragioni che hanno portato l’interesse verso il calcio italiano a scemare nell’ultimo ventennio, prima di conoscere una risalita ancora in corso. Ecco cos’ha detto l’autore:

"What happened to Serie A" di Steven Mandis
“What happened to Serie A” di Steven Mandis
Abbiamo svolto un lavoro esaustivo incontrando tante persone e raccogliendo più prospettive possibili sulla Serie A. Esistono sfide per motivi storici e culturali legate alla Serie A e oggi ci sono segnali del miglioramento del calcio italiano, che aveva conosciuto un declino perché molti presidenti non si erano accorti che stava diventando un business, mentre in altri paesi si stava investendo molto sul marketing a livello globale. L’Italia è stata più miope mantenendo una visione del calcio più locale.

All’inizio degli anni 2000 i presidenti e i proprietari di club potevano ancora pagare salari importanti come negli anni ’80 e ’90, poi non è stato più possibile per i migliori calciatori e le perdite non si potevano coprire. Il calcio stava diventando un grande business, Real Madrid e Barcellona ad esempio hanno dovuto adottare alternative come il marketing rendendo globale il loro marchio. Lo stesso vale per il Bayern Monaco, hanno venduto anche azioni a grandi aziende per aumentare il proprio capitale. In Inghilterra la Premier è stata resa più commerciale, invece in Italia hanno ritenuto il calcio solo un divertimento e non un business, motivo per il quale alla fine non si è più riusciti a far fronte ai salari crescenti portando al declino.

Parlando di segnali positivi abbiamo notato che tre club italiani guidano la crescita del calcio italiano: la Roma, che porta ad esempio l’analisi dei dati, la Juventus con un nuovo stadio e un brand mo!ti forte, il Napoli che attira molti spettatori. In prospettiva sono i club migliori per fare bene. Anche dalla Lega arrivano segnali di cambiamento, soprattutto per quanto riguarda gli orari estivi e la possibilità di far mettere in mostra i giocatori. I miglioramenti sul campo si vedono con la Juventus che ha raggiunto la finale di Champions in questi anni, ma anche con la Roma che ha raggiunto la semifinale l’anno scorso.

Ci sono segnali positivi sia dentro sia fuori dal campo, come il rendimento in Champions League. Fuori dal campo vediamo una maggiore esposizione globale con contratti televisivi e maggiori introiti.

In particolare, sulle differenze con gli altri campionati: La Liga ha investito moltissimo per dei brand globali. Le squadre hanno uffici anche all’estero. Si è lavorato molto per commercializzare il brand anche a livello nazionale, interno. Abbiamo notato che la Juventus ha vinto segnando un’ottantina di goal con una difesa eccellente, mentre Real e Barcellona hanno segnato 100 o più goal. Un tifoso Americano ché può vedere una sola partita preferisce una partita ricca di goal. Le squadre spagnole hanno il vantaggio delle seconde squadre, mentre quelle italiane dovevano dare i giocatori in prestito. Adesso che questa regola è cambiata ci saranno effetti positivi.

Il libro avrà anche un’edizione italiana. La Roma gode di una grande presenza e percezione in America. Sentire la parola “Roma” evoca suggestioni e sensazioni positive perché in molti la visitano e conoscono la sua storia. Per un italiano forse è difficile comprendere la percezione che si ha della Roma all’estero. Roma e la Roma hanno delle peculiarità specifiche come l’idea leggendaria di figure storiche come Totti e De Rossi che sono parte integrante del bar, oltre all’idea di squadra come famiglia. Il presidente che si getta nella fontana richiama attenzione e suggerisce proprio il concetto di famiglia, a differenza di molti altri club europei. Queste peculiarità sono ribadite dai social media come quando ad esempio gira video divertenti per un nuovo calciatore che arriva.