Due giovani autori, tra calcio inglese e giornalismo: ecco il loro primo libro!

La passione e la determinazione possono spingere fino a traguardi importanti e incredibili.

Presentazione libro "Local derbies in the UK" photo: Simone Rabuffetti
Presentazione libro “Local derbies in the UK” photo: Simone Rabuffetti

È quello che ci hanno insegnato Indro Pajaro e Luca Garino, due giovani autori che, uniti dalla stessa passione per il calcio inglese, hanno creato e pubblicato il loro primo libro intitolato “Local derbies in the UK” edito dalla Urbone Publishing. Ieri pomeriggio è andata in scena la presentazione dell’opera presso la Libreria dello Sport di via Carducci a Milano. Presenti parenti, amici e sostenitori vari che hanno accompagnato i due ragazzi in questo grande percorso. Uno classe ’93 e il secondo del ’95: la giovane età rimane solo un semplice dato in questo caso. Luca e Indro erano un po’ emozionati, ma sicuri di quello che stavano per dire e fare davanti a chi era accorso per sentirli parlare. A mediare l’incontro c’era Renato Maisani, caporedattore di Goal.com. Le sue prime domande sono state precise: “Come vi siete conosciuti? Come mai quest’opera? Difficoltà?”, le solite di rito. Prima Indro e poi Luca hanno iniziato a raccontare come sono arrivati a pubblicare questo libro. Alla base? Una passione innata per il calcio inglese e l’idea di poter fare del giornalismo una professione per il futuro. Pronti e via, l’emozione si percepiva dalle prime dichiarazioni. Calcio d’oltremanica? La risposta è si, ma il duo Pajaro-Garino ha voluto occuparsi precisamente di derby della terra di Sua Maestà. Qualcosa di speciale, match che non possono essere considerati come gli altri e il buon Luca Manes lo ricorda nella prefazione. Una realtà completamente diversa da quella italiana per tifo, stadi, sentimenti, club storici. Da noi tutto questo è molto raro e il parallelismo con l’Italia è sempre stato a portata di mano. Indro ha detto sicuro: “Io tifo Juventus e la seguo, ma la mia passione rimane il Manchester United” e guai a sbagliare la squadra, lui ci tiene molto. Stessa cosa per Luca, bianconero, ma con il pallino del Liverpool.

I ragazzi hanno trovato più pregi che difetti nel lavoro di coppia. Renato ha cercato di far emergere qualche difficoltà venuta fuori durante la loro collaborazione, ma niente, a parte il diverso tifo per la squadra inglese. Ma quello non è un problema. I due hanno creato, quindi, una sorta di viaggio immaginario di 20 giorni che racconta dei derby calcistici più sentiti della storia inglese, le loro particolarità, le origini delle discordie e tante altre curiosità. Nulla di banale, dietro il lavoro è tanto e preciso. Documentazione prima di tutto e niente lasciato al caso. Di quello che hanno scritto, qualcosa sono riusciti a viverlo: “Siamo stati in Inghilterra, il pre e il post partita sono pieni di riti. Uno fra tutti? La birra. Un problema? I prezzi dei biglietti, un po’ cari. Sapete una curiosità? Le tv non trasmettono le partite in diretta per cercare di portare i tifosi allo stadio. C’è un vero e proprio culto del tifo”. Questi alcuni dei tanti aneddoti che hanno caratterizzato l’incontro di ieri.

Sfogliando il libro e sentendo le parole dei ragazzi, viene messa in risalto un’espressione importante: “Support your local team”, un aspetto mancante nella nostra società calcistica. Luca lo ribadisce molto bene: “La gente tifa la squadra della propria città, gli stadi sono pieni anche nelle categorie inferiori”. Renato Maisani ha così colto la palla al balzo per soffermarsi su questo aspetto da loro raccontato. Tra una domanda e l’altra la serata è terminata tra gli applausi di chi era presente. I due ragazzi hanno scambiato due parole con chi si è messo in fila per un autografo o una foto ricordo. Chiusi i libri, un saluto e ognuno è ritornato sui suoi passi. In cantiere ci sono molte idee, siamo pronto per futuri lavori. E intanto nella piccola vetrina della Libreria dello Sport, il loro libro era lì in bella mostra. Testimonianza che chi crede in qualcosa, nonostante gli ostacoli, ce la può fare.

 

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