Inter, aria di cambiamento: da Moratti a Thohir e da Mazzarri a Mancini

Ci sono storie d’amore e ci sono bilanci da far quadrare. C’è una squadra fatta di giocatori con la maglia da sudare e gol da dedicare, fatta di tifosi, spalti e cori e c’è una società calcistica fatta di dirigenza. Moratti e Thohir, il tifoso e l’imprenditore.

Moratti, Thohir
Erick Thohir e Massimo Moratti (Fonter: inter.it)

La passione per il proprio club come unico interesse, spendendo cifre smisurate e la capacità di rimediare al buco finanziario. Una scelta intelligente, quella di Thohir: si è rivolto alle banche (Goldman Sachs International e Unicredit), ottenendo un prestito di 200 milioni ed ipotecando la squadra stessa, senza rischiare o rimetterci nulla, senza mettere mano al patrimonio di famiglia. Una scelta intelligente, oltre che per il suo portafogli, anche per la società che dopo anni bui sembra avere finalmente un progetto valido dal punto di vista economico e ridimensionato ma efficace, per quanto riguarda la direzione sportiva. La campagna acquisti, ma in realtà soprattutto il cambio dell’allenatore con l’esonero di Mazzarri e l’arrivo di Mancini avvenuto a Novembre, fa presagire un piano di riedificazione. Shaqiri non è ancora in grado di mettere 90 minuti nelle gambe ma è rapido nelle ripartenze e ha già segnato in Coppa Italia contro il muro della Sampdoria; Podolski, ex Arsenal e campione del mondo con la Germania, è un giocatore d’esperienza adoperabile sia sulla fascia sinistra che al centro. In queste ore si sta chiudendo anche l’accordo con Brozovic, classe ’92, giovane talentuoso e fantasioso che rafforzerebbe il centrocampo. Mancini è tornato all’Inter con una mentalità vincente; con l’intenzione di schierare una rosa più che discreta; con l’obiettivo di finire l’anno al terzo posto ed ambire alla Champions. Infatti, forse, non è il momento di pensare così in grande da costruire uno stadio di proprietà, come la Juve, ma per gli introiti è quanto mai necessario assicurarsi qualche buon risultato in Europa. Voler ipotizzare adesso come si concluderà per l’Inter questo campionato risulta difficile, con dieci squadre in dieci punti, ma con la gestione di Thohir e una buona dose di speranza grazie a Mancini forse ne uscirà anche un po’ di gloria.

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