Juventus, Agnelli duro: “Qualche difficoltà era prevedibile, non questa classifica”

Se i tifosi della Juventus non sono contenti della loro posizione in classifica, ancora peggio è la situazione per Andrea Agnelli.

Andrea Agnelli
Andrea Agnelli

Il presidente dei bianconeri ha parlato in occasione dell’assemblea degli azionisti tenutasi allo Juventus Stadium e l’argomento campionato era inevitabile. Il numero uno juventino è uscito allo scoperto a conclusione di un discorso più ampio, riguardo ai ricavi che hanno i club italiani di oggi: “In termini di competitività dei ricavi l’Italia perde terreno rispetto alle principali leghe estere. Ogni crisi porta una montagna di opportunità se si ha il coraggio di guardare in faccia i problemi. Al calcio servono risposte credibili, proposte credibili, persone credibili. In una parola serve il cambiamento. In tutto questo stiamo vivendo un momento di cambiamento nella nostra società, ma il rinnovamento non giustifica il quattordicesimo posto. Qualche difficoltà era prevedibile, ma non questa classifica“.

Questa conclusione è arrivata da un discorso iniziato parlando del cambiamento che, secondo lui e la dirigenza della Juventus, la Serie A deve intraprendere: “Il cambiamento non deve spaventare. Come diceva Alvin Toffler, ‘è il processo con il quale il futuro invade le nostre vite’. C’è bisogno di un cambiamento che permetta al calcio di riacquistare credibilità. I tifosi sono il vero motore di questo straordinario mondo in cui abbiamo il privilegio di lavorare. Abbiamo la consapevolezza che per proseguire nel nostro processo di sviluppo dobbiamo aumentare significativamente i ricavi“.

 

C’è tempo anche per delle proposte da parte di Agnelli. Proposte che il presidente bianconero snocciola in fila e che appaiono di una certa rilevanza: “Ci sono tecnologie che garantirebbero ai tifosi un ambiente sicuro e un lavoro più efficace alle società e alle forze dell’ordine. Non ho mai nascosto che si possano dare contributi più alti ai campionati minori – confessa il numero uno della Juventus – ma a fronte di un progetto sportivo ben definito. La riduzione del numero delle squadre è fondamentale come l’istituzione delle seconde squadre. La Premiere League ha 175 giocatori in prestito. La Serie A 452. Così si perde il controllo della crescita del giocatore. Vista l’importanza dello sport nel sistema economico italiano, un testo unico dello sport garantirebbe maggiore efficienza“.

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