Juventus, parla Del Piero: “La 10? Non è solo tecnica, ma Pogba ci può arrivare”

Intervista ad uno dei simboli storici della Juventus: Alex Del Piero mette a fuoco il suo punto di vista su Champions, lotta allo scudetto e sull’erede della 10, Paul Pogba.

Fonte: James Adams - wikipedia.org
Fonte: James Adams – wikipedia.org

Simbolo di una squadra, giocatore che con la Juventus ha vinto tutto e ha lasciato il segno nella storia del club e del calcio italiano. È stato il più rappresentativo capitano bianconero e per molti lo è ancora.

Parliamo di Alessandro Del Piero, ex numero 10 bianconero, che in un’intervista alla Gazzetta dello Sport parla di tutto di più a partire di quello che potrà essere del suo immediato futuro: “Prima di andare all’estero avrei detto che fare l’allenatore non mi interessava, poi ho conosciuto altre sfumature dell’ambiente nel quale ho sempre vissuto. Le esperienze che ho fatto mi hanno aperto la mente, mi hanno avvicinato alle tante forme del calcio. Detto questo, per il momento non ho in programma di fare un corso per allenatori. Mi guardo intorno, mi informo e mi diverto”. Questo nelle idee del Pinturicchio, come è conosciuto dai suoi tifosi, che in merito alla Juventus e agli impegni in Champions ci tiene a dire: “Eh, è un po’ presto per dare consigli alla Juvenous. In due mesi possono cambiare tantissime cose. Credo che per la Juventus sia importante avere tutto questo tempo per preparare la partita. In ogni caso, meglio per tanti motivi incontrare una squadra come il Bayern Monaco agli ottavi piuttosto che più avanti nella stagione. La Juventus in casa ha le potenzialità per fare benissimo contro i tedeschi, lo stadio e il pubblico hanno un valore e possono dare una spinta importante alla squadra. C’è il modo per prepararsi anche dal punto di vista psicologico e affrontare questa sfida al meglio”.
Ma intanto l’obiettivo torna ad essere un altro, quello che attiene alla corsa allo scudetto, e che vede rivaleggiare le due antagoniste di sempre, Juventus ed Inter:Si delinea quel duello antico, ma io non dimenticherei le squadre che ancora sono in mezzo- ribadisce Del Piero- La Roma ha nelle corde tutte le potenzialità per lottare fino in fondo, ha sorpreso in positivo a Napoli in un momento complicato, poi c’è stata la scivolata in coppa Italia, ma in campionato è ripartita. Il Napoli gioca il calcio più divertente insieme con la Roma. Dico Napoli e Roma prima della Fiorentina in attesa di conferme di continuità che si potranno avere nei prossimi mesi, ma sul piano della qualità del gioco non c’è dubbio che la Fiorentina sia una bella realtà. Ha perso a Torino contro la Juve e ci sta, perché se spinge al cento per cento la Juve in casa può battere qualsiasi avversario. Non è un passo falso che rovina i progressi di questi mesi. La Fiorentina fin qui ha sorpreso, vediamo che cosa succederà sulla lunga distanza, ma proprio perché ci sono tutte queste squadre che stanno facendo buone cose mi pare presto per ridurre la lotta scudetto a Inter e Juve“. Continuando, un accenno a come si presenta il campionato di Serie A attualmente, a come è cambiato da quando era lo stesso ex numero 10 bianconero a calcare quei campi: “La competitività fra le squadre è forte e di questo bisogna essere orgogliosi. Ormai la serie A è un campionato diverso rispetto a qualche stagione fa: il primo e il secondo giocatore del mondo non giocano e probabilmente non giocheranno mai più da noi, e magari non arriveranno in Italia neppure il terzo e il quarto talento mondiale. Però abbiamo ancora un campionato combattuto e piacevole. Il problema non è tanto che noi ci siamo fermati, piuttosto gli altri sono cresciuti. D’altra parte, restare al top è difficile: chi insegue è più invogliato a studiare e a migliorarsi. E’ quello che è accaduto ai nostri concorrenti in Europa negli ultimi anni, e al di là delle differenze di budget dei club, che sono innegabili e pesano, bisognerà lavorare sodo per recuperare”. Crescere quindi per Del Piero è la parole d’ordine per cercare di stare al passo con il resto d’Europa i cui club migliorano di anno in anno, mentre in Italia la situazione è piatta. “Uomo simbolo? Credo che la Juve lo stia ancora cercando, almeno per il futuro”, continua ” mentre per quanto riguarda il presente è inevitabile nominare la vecchia guardia, fondamentale anche per la personalità: Buffon, Chiellini, Marchisio, e poi Bonucci, e Barzagli. Al momento i trascinatori sono ancora loro”. E per finire le considerazioni sul giocatore che ha ereditato la tanto agognata maglia numero 10, indiscutibilmente però legata ancora al Pinturicchio: “Non lo so, so che Paul è un giocatore di grande talento. Se pensiamo al dieci come l’uomo che deve stupire con le sue giocate durante la partita, Paul è perfetto perché sa come farlo, può riuscirci e lo ha già fatto tante volte. Nelle sue corde ci sono i grandi colpi che un protagonista deve avere. Poi nei club importanti c’è dell’altro, perché il dieci è molto di più di un’espressione tecnica, è una cosa ancora più complicata, strutturata. Ma Pogba ci può arrivare. Bisogna soltanto lasciargli il tempo di provarci”.

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