LE RIFLESSIONI DI SAPAR SULLA RIFORMA DEL GIOCO

Fonte immagine: Kaledj777
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Ovviamente, come detto, questa è una settimana di attesa per la riforma del gioco pubblico e dei casino online e questo può suggerire che sia il tempo di valutare il riordino del settore e suggerire anche alcuni punti sui quali riflettere, anche se allo stato delle cose, ora non è più tempo di riflessioni, ma di prese di coscienza su quello che realmente succederà e non “sull’idea ipotetica di quello che potrebbe essere”. Quindi, tutti coloro che amano il mondo del gioco e che tutelano la filiera, in ogni grado, si soffermano in ogni caso su questa “ipotetica riforma e ristrutturazione” e cercano di vedere il futuro che queste manovre potrebbero portare ai vari segmenti del gioco.
Sapar, sempre in prima linea per i suoi assistiti, nella persona di Raffaele Curcio suo Presidente, esterna a voce alta ed in modo che arrivi ben bene il suo pensiero in merito alla riforma. Il pensiero primario di Sapar è che tutto il comparto ha necessità assoluta di un approccio sicuro, responsabile e maturo alla questione del gioco problematico (o patologico) perché se “siamo arrivati al punto che dobbiamo curare, abbiamo già perso la partita”. Dopo questa esternazione “tra virgolette” Sapar sottopone anche quello che sarebbe “l’ideale” per il settore gioco: tre punti fondamentali, uno la riduzione equilibrata anche delle Vlt oltre che delle Awp e di tutte le offerte di gioco; due l’eliminazione delle slot dagli esercizi come rimozione di qualsiasi tutela per il giocatore e terzo, infine, prevenzione, formazione, informazione e cultura al gioco come obbiettivo primario per il Governo per evitare l’abuso da parte di giocatori problematici, ma non proibizione dell’uso normale del gioco.
L’approccio che in generale si dovrebbe avere, sopratutto con i giovani, è diverso da quello attuale: non bisognerebbe vietare o proibire bisognerebbe come detto puntare sull’informazione, sulla cultura del gioco e sulla formazione degli operatori e degli esercenti, altrimenti si ritornerebbe a dieci anni fa con l’inserimento ancora una volta del gioco illegale che è stato combattuto e contrastato e che si è voluto defenestrare inserendo il gioco pubblico lecito. E poi bisognerà guardare con attenzione al pericolo “invisibile” che potrebbe arrivare ai giovani e giovanissimi attraverso l’online, molto diffuso, frequentato e di difficile monitoraggio e controllo.
Sapar, poi, torna di nuovo a parlare dell’ipotesi di eliminare le Awp da bar, casino online dal vivo e tabaccherie ritenendolo addirittura un clamoroso autogol da parte del Governo perché probabilmente verrebbe a mancare un deterrente naturale a tutela del giocatore. Posto che un conto è giocare in un luogo aperto e visibile a tutti, un altro sarebbe relegare gli apparecchi nelle sole sale dedicate, perché questo significherebbe “legittimare l’oligopolio di pochi concessionari”. Ma non solo questo, si creerebbero dei veri e propri ghetti del gioco, dove si nasconderanno ancora di più i giocatori compulsivi e patologici che saranno celati agli occhi dei più e sempre maggiormente isolati.
Questo percorso, oltre tutto, farebbe indubbiamente sparire l’immagine e la figura del gestore e di centinaia di migliaia di posti di lavoro, mentre il giocatore cosi privo di tutela sarebbe forse in balia di una offerta illecita sempre più prepotente. Insomma, secondo Sapar in questo Paese mancherebbe proprio la cultura del gioco sano ed è questo il principale obbiettivo per il quale bisognerebbe organizzarsi e questo l’obbiettivo da perseguire dal Governo e da tutte le istituzioni.