L’ex Brescia Juan Antonio si ritira a 27 anni

La carriera di un calciatore è spesso legata alla fortuna, un concetto astratto e privo di riscontri reali ma che tutti in diversa misura ritengono reale. La fortuna è per il calciatore quella che ti regala due piedi buoni capaci di toccare con magia un pallone, ma è anche quella che, quando viene meno, fa si che tu non possa più esprimere quella tua magia. E’ il caso di Juan Antonio, forse non un campione, ma un buon giocatore che nella carriera ha spesso promesso, tanto da essere accostato anche all’Inter, ma poi, per causa di tanti, troppo problemi fisici, non ha dato.

Db Brescia 13/08/2011 - coppa Italia / Brescia-L'Aquila / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Antonio Juan Ignacio
Antonio Juan Ignacio  Fonte: Wikipedia

Nell giornata di ieri, per le pagine del Giornale di Brescia, il centrocampista argentino, ormai ex, ha annunciato il suo ritiro dal calcio all’età di 27 anni. Se la decisione sia irrevocabile, non è dato saperlo, ma il giocatore ha affermato che nessuno l’ha più cercato negli ultimi mesi. Dopo aver sfiorato la Serie A con il Brescia e con la Sampdoria, con cui ha debuttato, il giocatore ha calcato maggiormente i campi della Serie B con le stesse Brescia e Samp, ma anche con Ascoli e Varese, senza trovare mai grande continuità. In quattro stagioni in Serie B ha collezionato 75 presenze (più 2 in Serie A) e 7 gol. L’ultima parentesi l’anno scorso in C con il Feralpi: 6 presenze, un gol e un altro infortunio. Poi, tra la tribù di svincolati del fallimentare Parma,  più niente. Allora ecco che al giocatore viene una vecchia nuova idea: darsi alla musica.

Dopo essere tornato a casa, mi hanno chiesto di fermarmi a giocare ma io ho detto no. Con il calcio ho chiuso, ora in testa ho soltanto la musica. Prima suonavo in una rock band, La Vieja Mimosa, facevamo sia pezzi nostri che cover e io ho sempre suonato la chitarra, che adesso ho ripreso in mano. Difficilmente dimenticherò l’Italia, un’esperienza che mi ha formato e dato tanto. A Salò avevo trovato una seconda casa e stavo bene, infortuni a parte. Ma a fine stagione, dopo l’ultimo stop, nessuno si è più fatto sentire e io ho deciso di dire basta. Voglio divertirmi con la musica, lontano dal calcio, perché anche due accordi e un microfono bastano per essere felici”. Per il calcio, il talento c’è stato, mentre la fortuna ha dato e tolto; chissà se ce ne sarà anche per la musica, dove le due componenti non guastano.

 

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