Manchester Derby, la sfida che divide una città

L’eterno contrasto tra blu e rosso riflesso in uno specchio rotto: la città di Manchester è ad un bivio, pronta a scegliere quale dei due colori è destinato a riportare in alto il glorioso nome di chi ha scritto la storia dello sport inglese dopo un anno di preoccupante decadentismo.

Manchester Derby. Fonte Sean Murray (Flickr.com)
Manchester Derby. Fonte Sean Murray (Flickr.com)

Una partita attesa con ansia dai tifosi ogni anno, sempre con la voglia di vedere i propri eroi primeggiare sugli avversari e di tingere l’intera città con i propri colori, una città forse troppo piccola per contenere al suo interno due passioni così grandi. Una sfida storica, che ha sempre regalato forti emozioni e ricordi indimenticabili, ma che forse questa volta potrebbe segnare indelebilmente il cammino delle due squadre: il City, al vertice della classifica, atteso nello storico ”teatro dei sogni”, l’Old Trafford, da uno United solamente secondo ma per nulla intenzionato a lasciare la vetta ai suoi acerrimi nemici.

Due squadre dunque con lo stesso obiettivo ma con un passato alle spalle davvero agli antipodi. I Red Devils sono da sempre stati la squadra più vincente, quella più tifata anche al di fuori delle mura cittadine, quella in cui hanno militato campioni del calibro di Cantona e Best. E proprio mentre loro erano sul tetto d’Europa vincendo la Champions del 1999, l’altra squadra, il City, tentava una faticosa risalita verso la massima serie. Infatti i Citizens hanno militato a lungo nelle serie minori e sono stati etichettati come “perdenti”, ma da qualche anno a questa parte la squadra ha fame di vittorie e i suoi tifosi hanno tanta voglia di mostrare al mondo che sono loro i veri re della città.

Due trascorsi davvero diversi per i due club mancunians, che però danno vita ad un derby atipico, non generato da antiche lotte di classe o da confessioni religiose diverse. Si combatte solamente per avere il predominio sulla città e per provare a restituirle quella gloria che solitamente l’ha sempre elevata al di sopra di tutte le altre, regalandole addirittura il titolo di ”città dello sport”.

Un altro fatto che rende sui generis questo derby sono i numerosi atti di solidarietà fra le due squadre. Uno dei tanti risale al primo dopoguerra: a quell’epoca la cultura delle trasferte non era ancora radicata nel calcio, complici anche le scarse risorse economiche, così tutta la città tifava per la squadra che giocava in casa, quasi come a voler mettere in mostra quel forte senso di appartenenza verso Manchester che andava addirittura oltre i colori. Un altro gesto di solidarietà si ebbe intorno al 1941 quando, dopo che dei bombardamenti nazisti distrussero quasi completamente l’Old Trafford, il City concesse ai rivali (ovviamente sotto pagamento) di giocare nel loro stadio, che all’epoca era il Maine Road.

Insomma, esempi di un calcio che non c’è più, un gioco portato avanti in tempi moderni dall’infinita passione dei tifosi nonostante le tante sterline sprecate dalle due società. Quel che è rimasto del passato  è l’accesa rivalità, la sfida da non perdere che in questo caso potrebbe addirittura risultare decisiva, vista anche la pressione del terzo incomodo Arsenal attualmente a pari punti con lo United e che attende soltanto un passo falso da parte di entrambe le squadre. Una partita storica, accesissima e importante oggi più che mai: God save the Manchester Derby!

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