Napoli, la diga Koulibaly: da cedibile a imprescindibile

Nel calcio si sa tutto può cambiare da un momento all’altro. A volte basta una partita, altre volte un goal, oppure che non arrivi un calciatore e si decide di una possibilità a chi è in rosa.

Fonte: Clément Bucco-Lechat (Wikipedia)
Fonte: Clément Bucco-Lechat (Wikipedia)
Quest’ultimo caso è quello che ha vissuto Kalidou Koulibaly. In estate il Napoli lo aveva messo praticamente nella lista dei cedibili, a patto che si riuscisse a chiudere per Maksimovic del Torino. In realtà le offerte arrivate da Germania e Inghilterra potevano permettere una plusvalenza niente male al Napoli, ma il ds Giuntoli si è imposto con De Laurentiis: non lo cediamo, ha potenzialità.

Ad inizio stagione Koulibaly guarda le prime gare del Napoli dalla panchina, Sarri non lo ritiene pronto tatticamente e gli preferisce Chiriches. Un po’ come Benitez, che a Koulibaly preferiva spesso e volentieri Britos.

La svolta nella stagione dell’ex Genk arriva il 17 settembre, nella sfida di Europa League contro il Bruges. Da quel momento in poi Sarri non si priverà più di lui, tranne nella gara contro il Palermo per una scelta prettamente di turnover.
Non solo nel lavoro difensivo, l’ex Genk diventa importantissimo anche in fase di impostazione. Resta nella mente di tutti la sua verticalizzazione millimetrica di 60 metri per Callejon contro il Midtjylland. La crescita del difensore è sicuramente dovuta anche al lavoro di Sarri, il tecnico oltre ad eloggiarlo gli ha sempre detto di limare alcuni difetti.
Koulibaly sta letteralmente giganteggiando contro tutti gli avversari: che sia Bacca, Paloschi o Kalinic non fa differenza. Cosa che non è sfuggita agli addetti ai lavori, che affermano che sia diventato uno dei miglior centrali del nostro campionato.

Come detto all’inizio, nel calcio cambia tutto: Koulibaly da possibile partente ormai è diventato imprescindibile per questo Napoli.

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