Palermo, l’intervista a Zamparini: “Spero non gonfino Dybala come Del Piero”

Iachini? Con Dybala, Vazquez e Barreto potevo allenare anche io quel Palermo“, l’intervista al presidente rosanero Zamparini.

Maurizio Zamparini (Fonte: Giovanni Mazzola)
Maurizio Zamparini (Fonte: Giovanni Mazzola)

Nel posticipo serale di domenica la Juventus è ospite a Palermo e per l’occasione il presidente rosanero, Maurizio Zamparini rilascia la sua intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

In particolare il primo riferimento va a chi è stato il pupillo del club siciliano per tre stagioni: “Non gonfiate il mio Dybala come Del Piero. E con Vazquez va a nozze… In campo gli avversari non si festeggiano mai, ma a Paulo per il suo ritorno a Palermo farò il regalo che gli ho promesso: il quadro che lo ritrae, ora a casa mia al fianco di quelli di Cavani e Pastore, gli altri miei fuoriclasse. 40 milioni di euro? Il tempo sta dimostrando che Marotta e Paratici sono stati bravi ad anticipare tutti, conquistando subito il sì del ragazzo. Inoltre Berlusconi mi invitò ad Arcore per pareggiare l’offerta e Thohir venne addirittura a Vergiate per indurmi in tentazione. Ma non basta: il Psg avrebbe investito su di lui se Ibra fosse andato al Milan…”. Poi le cose andarono diversamente: “E la Juve ha in casa un talento che presto varrà 100 milioni e passa. E confermo quello che dico spesso: secondo me resta uno che dà il meglio al centro dell’attacco”. Come di recente si è saputo la forma fisica della Joya sta cambiando e la massa muscolare del giovane talento sta aumentando: “Ho visto. Adesso spero si fermino. Paulo ha talento ed è agile: non va snaturato. Ricordo ancora quando gonfiarono i muscoli di Del Piero”. 
Non può mancare poi il riferimento al suo rapporto con la Juventus e alle cene con Giraudo e Moggi: “Per ruolo sono contro il potere. Eppure fu proprio Giampiero Boniperti ad introdurmi nel calcio quando avevo il Venezia in C2: da allora abbiamo conservato un ottimo rapporto. Con Giraudo e Moggi? Ci trovavamo a tavola per le questioni di Lega: eravamo avversari. Insistevo per il modello inglese e la divisione degli introiti sulla base dei risultati. Annacquarono tutto con la media delle vittorie negli ultimi 50 anni: con loro in testa, ovvio. Ho sempre rispettato Giraudo, ma ci differenziava il fatto che io ho sempre anteposto l’etica al denaro. Purtroppo la situazione nel frattempo è addirittura peggiorata. Il calcio ha mutuato i difetti di un Paese che ormai non rispetta più certi valori. Risguardo a Moggi gli avevano insegnato che per vincere occorresse avere il favore degli arbitri e lui ci riuscì. Faceva parte di quel sistema, non era l’unico colpevole. Eppure una volta in tv negava il suo coinvolgimento. Allora gli dissi: ‘Luciano, vedi, sei sporco di farina e non te ne sei neanche accorto'”.

Cambiando argomento, quale club ha conquistato la simpatia di Zamparini? “Sono friulano e ho sempre seguito l’Udinese, ma da ragazzo mi innamorai del Milan del Gre-No-Li: diciamo che i rossoneri hanno sempre interpretato il bello del calcio italiano”.

Con la Juventus c’è sempre stato una fitta trama di rapporti in tema calcio mercato, si ricordi in passato la trattativa per la cessione di Amauri e dopo Dybala i recenti rumors che vedrebbero sul mercato anche Vazquez: “Il brasiliano era potente, era diverso da Dybala. Sulla carta me lo pagarono 25 milioni, in realtà ne presi 13 più Lanzafame e Nocerino. Invece Barzagli lo dovetti vendere al Wolfsburg: a quei tempi non fu preso in considerazione in Italia. Marotta? Lo conobbi ai tempi del Varese attraverso Colantuoni. Ha lavorato con me a Venezia e siamo rimasti in ottimi rapporti. È bravissimo, il suo modo di fare si sposa benissimo con l’ambiente-Juve. Eppure l’ultima volta che è venuto da me mia moglie ha commentato: ‘Sembra che Beppe cammini staccato dal suolo’. E io ho aggiunto: ‘Come gli Agnelli’. E poi riguardo a Vazquez l’ho detto a tutti: si muove solo in estate. Lo vogliono due inglesi e due italiane. Con Dybala va a nozze. Il 31 agosto Marotta me l’ha chiesto, prima di tuffarsi su Hernanes, ma io l’ho pregato di non rovinare un’amicizia. Piace anche a Inter e Milan, ma ora dobbiamo pensare a salvarci”. 
E cosa ha da dire sulla nuova gestione della panchina del Palermo, affidata a Ballardini? Iachini è già un ricordo? 
”La prova dell’Olimpico è stata incoraggiante, ma è presto per dare giudizi. Di sicuro noto uno spirito nuovo nella squadra e sono convinto che faremo una bella partita contro i bianconeri. Perché proprio Ballardini? È stato uno dei pochissimi a chiedermi di andar via perché aveva la chiamata della Lazio. Diciamo che avevamo ancora qualcosa da darci. In merito a Iachini? Con Dybala, Vazquez e Barreto potevo allenarlo anche io quel Palermo (ride). Però devo ammettere che è stato bravo a dare alla squadra un’identità. Però, negli ultimi tempi aveva perso entusiasmo e il gruppo ne aveva risentito. Contro il Chievo, pur vincendo, avevamo toccato il fondo: non potevo non intervenire”. 

Infine la domanda di rito: chi vincerà il campionato? “Mi farebbe piacere se lo vincesse una tra Napoli e Fiorentina, ma credo che la Juve abbia tutti i numeri per tornare presto in alto: ovviamente dopo la gara del Barbera… Allegri ha un ottimo potenziale e mi auguro che dia spazio in attacco al talento dei suoi goleador. Mancini ci sta mettendo molto del suo in questa bella rincorsa dell’Inter, va preso sul serio. In ogni caso Sarri sta davvero facendo giocare bene gli azzurri: l’importante è che tenga a freno l’esuberante animo toscano”. 

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