Renato Maisani e i suoi goal: quando una rete può essere considerata “speciale”

Un goal non è solo tirare la palla oltre la linea della rete, è qualcosa in più.  20151201_182920A raccontarcelo è Renato Maisani, giornalista e Caporedattore dell’edizione italiana di Goal.com. Quest’anno ha realizzato il suo primo libro intitolato “Il valore speciale di un goal”, edito da Urbone Publishing. La rete, se analizzata bene, può avere tante storie da raccontare alle sue spalle. Emozioni, sensazioni, episodi drammatici o felici che possono far cambiare anche le sorti di una Nazione intera. L’intento di Renato è stato proprio questo: scrivere il lato bello del calcio. Perchè questo sport non può essere considerato solo violenza e soldi, ci sono anche persone umane che ne fanno parte ed è giusto che abbiano il loro spazio. Ecco questo libro, ecco queste storie. 15, tra i tantissimi gol, selezionati per essere raccontati in modo diverso.  “Filtrare così pochi episodi non è stato facile. Ce ne sono tanti, belli, ma ho preferito trasmettere meno emozioni, ma più intense” è quello che Renato ha voluto precisare. Oltre il valore tecnico e tattico, al di là delle solite parole che si sentono e ne fanno da contorno. Il goal può essere visto come qualcosa di speciale e ancora Renato ce lo ha confermato: “L’idea è partita da molto lontano, ma sicuramente dalla voglia di rivivere e provare a far rivivere anche a chi ha letto o leggerà il libro, alcune delle belle emozioni che il calcio sa regalare. Perchè, come dico sempre, dietro ogni goal c’è una storia che va ben oltre il calcio”. Lui è innamorato di questo sport, ma soprattutto di queste storie che possono dire qualcosa in più, che vanno ad approfondire delle realtà all’apparenza inimmaginabili. Non sarà stato facile filtrare solo quindici reti, con tutte quelle che il calcio ci propone quotidinamente. La passione per questa tematica ha spinto Renato alla scelta di quelle più profonde ed emozionanti che non per forza sono sinonimo di più famose. Leggendo il libro ci si può accorgere che certe storie non si possono non conoscere, soprattutto se di questo sport sappiamo qualcosa parlandone tra amici e colleghi. Sono dei racconti che fanno parte del calcio e che hanno lasciato un segno indelebile che non può essere dimenticato. Nel 1950 fu un goal di Alcides Ghiggia ad azzittire il Maracanà. Un Uruguay che ha smentito tutto e tutti scrivendo un pezzo di storia a dieci minuti dalla fine. Questo con un goal. Nel 1992 il racconto si può fare ancora più emozionante. Una Danimarca che in 11 giorni diventa campione d’Europa, inserita nella competizione all’ultimo per l’esclusione della Jugoslavia. Anche qui, un goal di Kim Vilfort, tra vicende personali e pubbliche, riesce a cambiare il destino. Ci sono anche altri tipi di emozioni. Il goal-destino di Pippo Inzaghi nell’ultima partita della sua carriera, quel Battistuta che nel 2000 ha dimostrato che anche un Re Leone può arrivare a piangerere per una rete segnata. Tante emozioni, tanti ricordi differenti tra loro. Come dimenticare l’incredibile vicenda di Antonio Puerta che lascia tutti senza parole. Nonostante questo, la partita in suo ricordo cade proprio in corrispondenza della finale di Supercoppa Europa che ha messo in risalto l’umanità del calcio. Un Milan vittorioso che lascia da parte i festeggiamenti, perchè per ogni goal segnato, saranno tre, ci sarà un ricordo per quel ragazzo scomparso sul campo di gioco. Per chi ama il calcio, per chi lo vuole vedere da un’altra prospettiva questo libro può risultare un supporto utile. Renato Maisani ha fortemente voluto rappresentare i calciatori come uomini, un dettaglio che molto spesso viene dimenticato. Scambiando due parole con lui, si è visto come il messaggio del suo valore speciale può risultare difficile da comprendere in una realtá di “sordi”: “Ritengo che il compito di uno scrittore sia quello di raccontare ciò che ritiene valido: sta agli altri scegliere se mostrarsi “sordi” o, in alternativa aprire un po’ i propri orizzonti. Fortunatamente, nel mio caso, in molti hanno in parte rivalutato la figura del calciatore in generale e, nello specifico, quella di alcuni dei protagonisti del libro. Missione compiuta, quindi”. Un libro che non si può fermare qui e lo ammette anche Renato. I goal ci sono e ci saranno e qualche nuova rete poteva essere raccontata se il libro fosse stato ancora in fase di stesura. Sono storie sempre attuali,  nonostante il periodo che vede il calcio sempre più schiavo del dio denaro e della superficialità. Storie che come le ha raccontate Renato possono solo fare del bene al nostro amato sport.

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