UNA “GRANDE DISATTENZIONE” DELLO STATO NEI CONFRONTI DEL GIOCO: VOLUTA O NO?

Fonte: Alessandra Lo Monaco
Fonte: Alessandra Lo Monaco
Non si finirà mai di ripetere, sino allo sfinimento, che lo Stato ha creato il gioco, è una sua creatura ed una sua riserva personale: ma poi ha trattato questo argomento con assoluta “grande disattenzione” ed ancora oggi ci si domanda se voluta oppure “non potuta affrontare” in modo diverso. A giudizio di tanti, ci sono zone in Italia, e particolarmente nelle grandi città, dove il gioco ed i casino online con bonus sono presenti in modo massiccio: la causa di questa eccessiva presenza è una mancata coordinazione tra Governo e Comuni per poter limitare le varie aperture delle sale, ovunque, senza alcuna discrezione. Solo negli anni, e questo ad opera dei vari Comuni e dei vari interventi con ordinanze di ogni tipo e colore, si è addivenuti al “famigerato distanziometro” che ha concesso le aperture ludiche solo a debita distanza dai “luoghi sensibili” che, oggi, sono sempre più cresciuti in modo esponenziale tanto da limitare le aperture quasi solo in periferia.
Ma anche qui lo Stato cosa ha fatto? Si sta ancora discutendo se le ordinanze dei vari Comuni siano lecite o meno ed oggi si sta anche concretizzando l’idea che, a volte, queste ristrettezze operative per il gioco siano ingiuste. Ma questo viene deciso dai vari TAR sparsi lungo la Penisola, ma interventi dell’Esecutivo sul gioco, ancora non se ne vedono. Sul territorio, obbiettivamente, esiste troppa presenza di apparecchiature da intrattenimento e, finalmente, ben venga una regolarizzazione e ridistribuzione del prodotto che dovrebbe “uscire” dalla famosa Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali laddove lo Stato “sta tirando fuori la testa dalla sabbia” e vuole cominciare a prendere in mano la situazione e vuole legiferare a livello nazionale.
Senza questa determinazione che oggi sembra essere “in prima linea”, e messa in atto dal Governo, il gioco ha preso troppo spazio sul territorio, spazio che gli è stato concesso, senza che qualcuno “che potesse avere il potere per impedirlo” sia intervenuto. Anzi, si può dire, come si è già detto tante volte, che lo Stato abbia “approfittato” di questo settore, abbeverandosi al suo pozzo (senza fondo), non curandosi di tutto ciò che gravita attorno al comparto. Ivi comprese le conseguenze negative a livello sanitario dei propri cittadini che sono caduti nella “rete dell’abuso del gioco”.
Ci sono voluti anni prima di riuscire ad inserire il gioco problematico ed i siti legali di casino nei LEA assistenziali e questa è stata soltanto una piccola vittoria “dei cittadini coinvolti” per potere avere un sostegno qualora fossero caduti nella dipendenza da gioco.
Lo Stato fino ad ora aveva fatto “orecchie da mercante”, oppure è stato un “grande disattento”: ma proprio per disattenzione o per interesse? Questa domanda non può che nascere spontanea visto che quando si attinge da un settore che dà così tanti introiti, difficilmente si può legiferare contro… anche se moralmente, inutile dirlo, un intervento del Governo per riformare la situazione del settore del gioco ce lo si attendeva da un ben po’ di tempo! Sicuramente, vi è stata questa “grande disattenzione” nei confronti di questo settore e vedremo se ora, finalmente, dalla Conferenza uscirà “qualcosa di concreto” che possa regolamentare una volta per tutte il mondo del gioco pubblico: creatura figlia dello Stato, ma abbandonata al proprio destino sempre per “distrazione”….