Verona, arriva Delneri: “Anima e cuore: prometto che farò di tutto per la salvezza”

“L’esonero non era nella testa del club. Abbiamo cercato di sostenere Mandorlini fino all’ultimo. Lo ringrazieremo sempre per quel che ha fatto, ma dovevamo portare qualcosa di nuovo e un entusiasmo che s’era perso. Torneremo sul mercato, rinforzeremo la rosa. Aspettiamo Natale però prima di capire che tipo di giocatori ci servono“.

Delneri. Fonte immagine: Roberto Vicario
Delneri. Fonte immagine: Roberto Vicario

Ha esordito così il ds del Verona Riccardo Bigon, alla presentazione del nuovo tecnico Luigi Delneri. Il neo allenatore ha firmato solo fino a giugno 2016, ma il friulano non ha battuto ciglio e si reputa più che felice di essere alla guida dei gialloblù: “Questa squadra ha dimostrato dei valori e non è cambiata molto rispetto all’anno scorso. Se c’erano prima, ci sono anche adesso. Dovrò lavorare soprattutto a livello psicologico, dovremo entrare nell’ottica di prenderci dei rischi e provare soprattutto a vincere le partite. Non lasceremo nulla di intentato per salvarci. Mandorlini ha fatto un grande lavoro, ma il calcio è fatto anche di questo. Dobbiamo dimostrare che quel che di buono ha fatto lui possiamo farlo anche noi. Il suo è stato un lavoro fantastico, Verona gli deve molto“. Non ha ancora le idee chiare sul modulo da adottare, ma Delneri è certo che farà sentire la sua voce e affiderà il suo attacco a Toni e Pazzini: “Non so come giocheremo. Può essere col 4-4-2 ma anche ancora col 4-3-3, questo gruppo ha convinzioni radicate ed io non voglio togliergliele subito. La fase difensiva la farò io. Il livello di intensità deve salire, soprattutto con allenamenti più brevi ma più intensi. Parlerò con Toni, parlerò con Pazzini. Li ho avuti tutti e due, visivamente sembra che non possano giocare insieme e invece per me per certi piccoli aspetti sono un po’ diversi. E loro due insieme possono essere un fattore importante per questa squadra. A questa squadra serve soprattutto serenità, le vittorie e le prestazioni arrivano se sei tranquillo. Senza contare il materiale umano. A parte Toni e Pazzini c’è anche tanta altra gente di qualità. Penso a Viviani, a Sala, ad Hallfredsson. Ci sono giocatori esperti, dei nazionali, profili molto interessanti. Volevo rientrare nel calcio, il campo mi manca anche se in questi anni ho continuato ad aggiornarmi. E Verona è sempre stata la mia seconda città“. Insomma per un allenatore dalla carriera trentennale e con la sua esperienza, l’imperativo categorico è vincere, o almeno provarci: “Non abbiamo molto tempo, ma Maturana diceva che basta parlare dieci minuti al giorno ad un giocatore per fargli capire le cose giuste e incidere. Una parte importante la reciteranno i tifosi. Avere ventimila persone allo stadio può fare la differenza. Già domenica con l’Empoli. Io ci metterò un impegno feroce, anche con doppi turni di allenamento se necessario. Anima e cuore per il Verona. Promesso”. Anima e cuore: le basi ci sono, la squadra da oggi avrà qualcosa da cui ripartire e su cui costruire il sogno salvezza.

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