Esclusiva-Moratti: “Berlusconi troppo diverso dagli altri. Totti all’Inter non fu un colpo mancato”
Indimenticato ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti ha parlato ai microfoni di Soccermagazine dei nerazzurri e non solo.
Massimo Moratti è uno di quei presidenti che probabilmente ogni tifoso avrebbe voluto per la sua squadra. Un uomo di altri tempi, una figura davvero attaccata ai valori dello sport, ma nel contempo anche un dirigente tutto d’un pezzo, che comunque ha sempre lasciato aperto uno spiraglio per il romanticismo nel gioco del calcio. Moratti ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Soccermagazine parlando a tutto tondo non solo dell’attualità della Serie A, ma anche della sua carriera.

Negli ultimi tempi le competizioni internazionali dei club sembrano più livellate: che spiegazione si è dato al fatto che l’Inter non è riuscita a vincere la Champions in questi anni?
Beh, è sempre stato difficile vincerla e quindi non è che sia un fatto strano non vincerla. Soprattutto, l’Inter ha avuto sfortuna nelle ultime due finali. Della seconda non ne parliamo, ma la prima è stata sfortunata. Quella che è venuta meno comunque è anche la partecipazione di altre squadre alla Champions, che sono state eliminate abbastanza presto.
Ormai a spopolare in Serie A sono le proprietà straniere, mentre Lei ha avuto come principale rivale Silvio Berlusconi. Oggi tra i principali presidenti italiani come De Laurentiis e Lotito riesce a individuare un erede spirituale di Berlusconi?
No. È diverso come modo di fare. Quello di Berlusconi era assolutamente diverso, ma rispetto a tutti gli altri, insomma. Perché lui si era mosso su diversi campi: industriale, politico, sportivo, quindi aveva un modo di agire totalmente diverso dai presidenti attuali.
Dando uno sguardo al resto del calcio italiano, La sorprende vedere la Juventus arrancare dopo un decennio costellato di successi o è un dazio che si deve sempre pagare nel calcio?
Ma non è obbligatorio pagarlo, eh! Bisogna vedere se capita… ma non è obbligatorio! (ride, ndr) Può anche capitare di andare avanti dignitosamente per qualche anno, invece è capitato alla Juventus di andare molto male. Beh, deve tirarsi su le maniche e cominciare a pensare come le altre società che non è facile vincere, insomma.
Qualche tempo fa Lei ha ricordato di quando in passato Francesco Totti fu accostato seriamente alla Sua Inter. Col senno di poi, lo definirebbe il più grande colpo mancato della Sua storia nerazzurra?
No, perché non è mancato, in quanto l’ho chiesto e Sensi molto coraggiosamente alla fine se lo tenne. Quindi devo dire che non si può parlare di un colpo mancato, ma di una possibilità che però non c’era, in realtà poi non c’era. Perché la Roma non lo vendeva e quindi no, non posso considerarlo come un colpo mancato.
Tra i protagonisti del Triplete del 2010 c’era anche una promessa del calcio italiano, Mario Balotelli. Lei si era già speso tanto per Adriano, che però aveva una storia diversa. Rimane un Suo rammarico non averlo visto sbocciare?
Beh, rimane il rammarico da parte di tutta l’Italia per il fatto che Balotelli non sia esploso, perché ha una classe notevole. Però, qualsiasi sia la ragione, non riesce ad esprimersi completamente e non è stato fortunato nel corso della sua carriera, insomma. È un rammarico e un dispiacere perché era un giocatore completo, assolutamente completo.
Negli ultimi anni il calcio italiano è cambiato su più fronti. Anche a livello internazionale sono state modificate diverse regole storiche, sono nate addirittura nuove competizioni e soprattutto mancano le vere e proprie bandiere come Zanetti, Maldini, Totti o Del Piero. Vedendolo da più lontano, è un calcio nel quale si riconosce di meno?
Un pochino, certamente. C’è sempre un cambiamento negli anni e poi ne sono passati parecchi da quando c’ero io, quindi è chiaro che ci siano delle mutazioni o un’evoluzione, ma non è un’involuzione. È un’evoluzione a seconda di come va il mondo, insomma. Il mondo in questo momento va in una certa direzione: i soldi arrivano da parte dei fondi, i fondi creano meno spirito di squadra e quindi automaticamente si vede di meno l’uomo-bandiera.
Si ringrazia Massimo Moratti per la cortese disponibilità.
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