Andrea Tedesco, un allenatore italiano che vince all’estero: “Colpito da Ribéry a Coverciano”

In uno dei periodi storici più grigi del calcio italiano appare anche qualche spiraglio di luce, seppur presso latitudini molto lontane. È il caso del giovane allenatore Andrea Tedesco, ex tecnico della Primavera del Napoli e attualmente sulla panchina del Forte Virtus, negli Emirati Arabi Uniti.

Andrea Tedesco
Andrea Tedesco

L’ex azzurro ha appena vinto il campionato di seconda divisione e si è raccontato ai microfoni di Areanapoli.it, descrivendo la realtà del calcio locale. “È stata una stagione intensa e ricca di emozioni, iniziata con il primo colloquio con il presidente Setti e culminata con una doppia promozione, ottenuta sia con la prima che con la seconda squadra. Un percorso costruito giorno dopo giorno, attraverso il lavoro, la condivisione degli obiettivi e la crescita costante del gruppo. È stato un traguardo importante per tutto il club e ora siamo pronti a ripartire dalla Prima Divisione degli Emirati Arabi con grande entusiasmo e ambizione”.

Tra i giocatori in rosa c’è anche una vecchia conoscenza della Serie A e del Napoli stesso, vale a dire Mario Rui. “Mario arrivava da un periodo di inattività e non aveva svolto la preparazione precampionato con noi. Fin dal primo giorno, insieme allo staff tecnico, abbiamo lavorato per inserirlo gradualmente nel gruppo, valorizzando la sua esperienza e le sue qualità tecniche. Un calciatore con il suo percorso porta inevitabilmente leadership, entusiasmo e credibilità all’interno dello spogliatoio, ha spiegato il mister al portale partenopeo. “Ha dato un contributo importante al raggiungimento dei nostri obiettivi, trovando allo stesso tempo un campionato più competitivo ed esigente di quanto potesse immaginare inizialmente. Pur conoscendo bene le sue caratteristiche, abbiamo cercato di impiegarlo anche in ruoli e situazioni differenti, e lui ha dimostrato grande intelligenza calcistica e disponibilità nell’adattarsi alle esigenze della squadra”.

Un piccolo aneddoto anche su un altro nome noto, ossia Franck Ribéry. Tedesco l’ha incontrato di recente al corso UEFA Pro a Coverciano. “Tra le persone che ho avuto il piacere di conoscere mi ha colpito per la sua disponibilità, empatia e semplicità. Credo che, al di là delle competenze tecniche, la capacità di relazionarsi con gli altri sia ciò che rende davvero speciali le persone e permette di lasciare un segno”. Infine, una speranza per il futuro. “Naturalmente tornare in Italia è sempre un piacere e negli anni non sono mancate opportunità interessanti. Tuttavia ho sempre cercato di fare la scelta che ritenevo più giusta per il mio percorso, mettendomi costantemente alla prova. Mi sono sempre piaciute le sfide e il confronto con realtà nuove. Poi il futuro è tutto da scrivere: chissà che un giorno non possa esserci un ritorno più vicino a casa, ha dichiarato l’allenatore.

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