Milan-Sassuolo 3-2, le pagelle rossonere: tre gol e tre punti importanti

Il Milan batte 3 a 2 il Torino a San Siro e si riprende il secondo posto in classifica. Vittoria di fondamentale importanza per i rossoneri per passare una sosta serena e per rinforzare la candidatura per un posto nella prossima Champions League. Prezioso il ritorno di Rabiot e ancora a segno Pavlovic, mentre delude Fullkrug schierato dal primo minuto. Di seguito le pagelle degli uomini di Allegri:

La Curva del Milan
(Curva Sud Milan – foto: Salvatore Suriano)

Maignan 6,5: due paratone con i piedi in stile Garella, prima su Zapata e poi Simeone. Nel mezzo aveva messo le manone anche sul tiro di Vlasic, ma la carambola con il palo non lo favorisce. Non può nulla sul rigore chirurgico del croato.

Tomori 5: prende un giallo dopo pochi minuti che lo condiziona, ma dà sempre la sensazione di essere in difficoltà sia con la velocità di Obradovic, sia con la fisicità di Zapata. Allegri lo lascia negli spogliatoi a fine primo tempo per non rischiare (dal 46′ Athekame 6,5: esattamente come domenica scorsa, entra lui, si passa al 433 e cambia l’inerzia dei suoi. Oggi mette anche lo zampino concretamente con l’assist a Fofana. Sembra essere un giocatore in costante crescita e che può aprire nuovi scenari tattici).

De Winter 5,5: un passo indietro rispetto alle ultime uscite. Simeone e Zapata sono due volponi che gli creano diversi grattacapi con le loro qualità, soprattutto nel primo tempo. Cresce alla distanza e nel finale sbroglia un paio di situazioni pericolose in area.

Pavlovic 7: senza dubbio il giocatore più migliorato di quest’anno. Sblocca il match con una prodezza balistica tanto bella quanto inaspettata da lui, ma è l’atteggiamento mostrato per tutti i 90 minuti che conta più di tutto. Mezzo punto in meno per quella manata evitabile che provoca il rigore, dubbio, che riapre il match nel finale.

Saelemaekers 6: non è sicuramente al top della forma come a inizio stagione, ma è sempre un giocatore prezioso per gli equilibri tattici della squadra e per poter cambiare spartito nell’arco della partita (dal 91′ Odogu: S.V.).

Fofana 6,5: primo tempo non bene, fatica a trovare la posizione e a toccare palloni. Poi, però, trova un gol importante a livello personale, ma anche per incanalare il match sui binari rossoneri (dal 70′ Ricci 6: impatta bene sul match per l’ennesima volta. Allegri lo apprezza per la sua capacità di entrare a gara in corsa e anche oggi dimostra perché).

Modric 6,5: anche lui fatica un po’ nella prima parte di gara, ma cresce notevolmente nei secondi 45 minuti. Sua l’imbucata geniale che apre il campo a Pulisic in occasione del gol di Rabiot.

Rabiot 7: anche lui sembra farsi coinvolgere dal piattume generale dei compagni nel primo tempo e da una sua palla persa, forse con fallo, nasce il pari del Toro. Nel secondo tempo sale in cattedra ed è lui a siglare il nuovo vantaggio con il suo primo gol a San Siro in maglia rossonera. E così la media punti con lui in campo rimane sempre altissima.

Bartesaghi 6,5: contiene bene la velocità di Pedersen e non si tira indietro quando c’è da proporsi in avanti sia da quinto prima che da terzino poi. Fa capire una volta di più perché il titolare su quella fascia è lui e non più Estupinan.

Fullkrug 5: nel primo tempo non ne becca mezza dando la sensazione di un giocatore completamente fuori forma. Con il passaggio al 433 trova nuova linfa e qualcosina di buono lo fa vedere. Di sicuro, però, deve fare molto di più se vuole ottenere il riscatto a fine stagione (dal 70′ Nkunku 5,5: altro ingresso incolore per il francese che dopo qualche buon segnale a inizio 2026 ora sembra essere tornato nel suo torpore iniziale).

Pulisic 6: cambia il partner, ma non sembra cambiare il suo rendimento da seconda punta che rimane lontanissimo dagli standard a cui ha abituato. Anche lui con il cambio di modulo ritrova movimenti e posizioni a lui più consoni e riabilita la sua prova con l’assist a Rabiot (dal 77′ Gimenez: S.V.).

Allegri 6,5: altro primo tempo inspiegabile e inaccettabile. Questa volta, però, complice anche l’ammonizione a Tomori, non esita a cambiare modulo al rientro dagli spogliatoi e così cambia anche la partita. Chissà che da qui in avanti non si possa pensare di partire con la difesa a 4 anche dall’inizio.

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