7 motivi per cui Ibrahimovic non è umano e tornerà dall’infortunio

Nel ritorno dei quarti di finale di Europa League tra Manchester United e Anderlecht il ginocchio destro di Zlatan Ibrahimovic lo ha tradito e si è rotto. L’infortunio lo terrà lontano dal campo per parecchi mesi ed essendo svincolato a fine stagione, c’è il rischio che la sua carriera sia terminata così. E’ però difficile immaginare Ibra smettere col calcio giocato lasciandoci come ultima immagine lui dolorante che esce dall’Old Trafford, probabilmente vorrà tornare per dimostrare l’ennesima volta di non essere umano. La carriera di Zlatan è costellata di episodi (in campo e fuori) che hanno accresciuto la sua leggenda, fino a farlo diventare il protagonista di battute stile Chuck Norris:

(Colloquio tra un giornalista in conferenza stampa e Ibrahimovic)
Giornalista: “Chi vincerà gli spareggi per i mondiali?”
Ibra: “Solo Dio sa”
Giornalista: “Però è un po’ difficile chiedere a lui”
Ibra: “Perché? Lo hai davanti a te, adesso”
L’attaccante svedese ha più volte fatto sorgere dei dubbi sulla sua umanità, perché uno di quasi 2 metri per 100 kg circa non dovrebbe poter fare le giocate che invece ha fatto. Dunque interrogarsi sulla presunta provenienza aliena non è del tutto insensato e ci sono (almeno) 7 motivi per cui è lecito pensare che non sia a tutti gli effetti umano.

1) “Gol è, quando Zlatan vuole”

Una delle incredibili capacità di Ibrahimovic è quella di saper realizzare un goal esattamente quando vuole. In una partita di calcio ci sono dei momenti in cui il gol è “nell’aria”, che di per se non vuol dire nulla, ma la sensazione spesso è quella. Ecco altre volte non è del tutto preventivabile una rete ed è proprio in quei momenti che Zlatan segna.
Fischio d’inizio del secondo tempo di Palermo-Inter, dopo appena 15 secondi Cruz fa una sponda, raccolta da Ibra che in pochissimo tempo si rende conto che gli avversari in quella porzione di campo sono 7+il portiere e i suoi compagni sono solo 2, non fa salire la squadra o passa all’indietro il pallone per attaccare l’area dopo, ma sposta la palla e scaglia un missile in porta. “Gol è, quando Zlatan vuole”.

2) Febbre a 85

Ibrahimovic in Parma-Inter 0-2 del 2008 - inter.it
Ibrahimovic in Parma-Inter 0-2 del 2008 – inter.it

Il 18 Maggio 2008 va in scena l’ultima giornata di Serie A 2008-09, l’Inter è la capolista con 82 punti, la Roma insegue a 81. Entrambe affrontano squadra in lotta per la retrocessione, la prima il Parma e la seconda il Catania. Dalla lista dei convocati inizialmente era escluso lo svedese, rientrante da un infortunio e febbricitante, ma lui volle parlare con Roberto Mancini per convincerlo a farsi portare in panchina, il tecnico italiano lo inserì giusto in tempo nella lista.

I milanesi non riescono a sbloccare la partita e allora al 55′ è il suo momento. Con 2 marcature stende i ducali e sotto una pioggia torrenziale regala lo scudetto all’Inter forte degli 85 punti in campionato.

3) Record

L’attuale centravanti del Manchester United è un cosiddetto ‘record-breaker’ e sono davvero numerosissimi i suoi primati, qui riportati 10 record tra i più significativi da lui infranti.
  • Primo calciatore, ed unico straniero, ad aver vinto la classifica dei marcatori della Serie A con due diverse squadre: Inter (2008-2009) e Milan (2011-2012).
  • Unico calciatore ad aver segnato in Champions League con sei squadre diverse (in ordine cronologico: Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan e Paris Saint-Germain).
  • Calciatore ad aver realizzato più gol con la Nazionale svedese (62).
  • Calciatore ad aver segnato più gol con la maglia del Paris Saint-Germain (156).
  • Maggior numero di gol con la maglia del Paris Saint-Germain in Ligue 1 (113).
  • Tripletta più veloce in Ligue 1 (9 minuti).
  • Calciatore ad aver vinto il maggior numero di volte la classifica marcatori della Ligue 1 (3, nel 2012-2013, 2013-2014 e 2015-2016).
  • Unico calciatore ad aver giocato, vinto e realizzato almeno un gol nelle Supercoppe di Italia, Spagna, Francia e Inghilterra.
  • Uno dei tre calciatori ed unico in attività, insieme a Mutu e Carew, ad aver segnato con sette squadre diverse in competizioni UEFA per club (Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan, Paris Saint-Germain e Manchester United).
  • Uno dei tre calciatori, insieme a Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, ad aver superato per undici stagioni consecutive i dieci gol in uno dei cinque maggiori campionati europei.
  • Calciatore più anziano ad aver realizzato 15 gol in una stagione di Premier League (35 anni e 125 giorni).

4) Ibra against the world

Uno dei gol più celebri della carriera del classe ’81 di Malmo è stato realizzato con la maglia dei lancieri in un match contro il Nac Breda. Quel suo assolo incredibile, dove smarca avversari come birilli e sembra un gigante tra i bambini, ha fatto il giro del mondo tramite bluetooth e infrarossi di cellulari con scarse capacità grafiche. Nonostante i tempi non fossero come quelli attuali, dove tra instagram, twitter e facebook può girare qualsiasi gol in un attimo, quel video lo abbiamo visto tutti.
 

5) Arance

Quello che Carew fa con un pallone, io posso farlo con un’arancia.

John Carew aveva irrispettosamente insinuato che Ibrahimovic facesse solo numeri inutili in campo e allora ci ha tenuto a specificare la differenza tra i due. Effettivamente è lampante la distanza tra Ibrahimovic e Carew, ma più in generale tra Ibrahimovic e il resto del pianeta. Le svariate giocate di scorpione, tacco, rovesciate e acrobazie varie ne fanno un combinato di fisico e tecnica senza eguali, perché nessun umano con quel corpo è in grado di farle con quella semplicità e precisione, infatti non sono pochi i gol segnati in modo acrobatico.

6) Veni, vidi, vici

Se per i record era stato difficile fare una selezione, per la bacheca di Zlatan ci vorrebbe ancor più tempo.
11 campionati nazionali vinti, più uno revocato con la Juventus, in 20 anni di carriera da professionista; 7 coppe nazionali, 10 supercoppe nazionali e una supercoppa uefa, un mondiale per club e una miriade di premi individuali tra cui il Puskas Award nel 2013.
E’ un vincente nato ovunque è andato ha alzato trofei,  anche se la coppa dalle grandi orecchie resta un prezioso tassello mancante alla sua collezione privata di coppe. Nel periodo più complicato della sua carriera, quello a Barcellona, ha comunque segnato 22 gol e fornito 9 assist in 46 presenze, c’è di peggio come peggior annata. Veni, vidi, vici è una locuzione che gli addice perfettamente e per questo non si è voluto smentire a Manchester dove ha già vinto 2 trofei e le speranze di Europa League sono ancora vive.

7) “I’m so fu**in’ sick and tired of the Photoshop”

Nella canzone di Kendrick Lamar “Humble”, il cantante statunitense dice di essere stanco di vedere i profili social pieni di foto finte, ritoccate e “photoshoppate”, ecco il gol in rovesciata all’Inghilterra è una di quelle immagini. Non è possibile sia accaduto realmente e l’unica spiegazione plausibile per quella giocata è che il video sia stato manipolato. Davvero credete che: un trentunenne di quasi due metri ha colpito in rovesciata un pallone a più di due metri d’altezza, creando una traiettoria che raggiunge i 7 metri e mezzo di picco massimo e da 25 metri dalla porta si scaglia dirtta in rete? L’unica cosa da dire a commento è: “I’m so fu**in’ sick and tired of the Photoshop”.
Se dopo questi 7 punti non siete ancora convinti del rientro di Ibrahimovic, ci pensa direttamente lui tramite il suo profilo instagram a dire a tutti che “abbandonare non è un opzione”, non c’è il minimo dubbio sulla sua volontà e neanche sulle sue capacità che poco hanno a che fare con la razza umana.
See you soon Ibra!
Vedendo le sue gambe post infortunio, la frase di Kendrick Lamar su photoshop torna buona.