Champions League: il modulo condanna la Juve, City a valanga

Si sono giocati i primi due Ottavi di finale di Champions League. 

Fonte immagine: ACF Fiorentina
Fonte immagine: ACF Fiorentina

Questa sera la Juventus ha pareggiato in casa contro il Tottenham per 2-2, mentre il Manchester City ha vinto agevolmente in casa del Basilea. I bianconeri sono stati condannati da un modulo, il 4-2-3-1, che ha messo in risalto il bene e il male della squadra allenata da Massimiliano Allegri.

I padroni di casa sono partiti a mille. Pressing alto e tanta intensità: pronti e via, assist al bacio di Pjanic per Higuain che ha sfruttato al meglio siglando la rete del vantaggio. Dopo 2′ minuti i bianconeri hanno continuato a costruire e a far paura agli inglesi. Al 9′ Bernardeschi è stato atterrato in area e per l’arbitro non ci sono stati dubbi nel fischiare il calcio di rigore, poi traformato ancora dal Pipita. 2-0 con una Juve convincente e stimolata da un modulo molto offensivo, quello della svolta dell’annata scorsa. Lo stesso 4-2-3-1, però, ha messo in croce gli uomini di Max Allegri che hanno iniziato a subire la superiorità del centrocampo degli Spurs. Non solo per le qualità di Eriksen, Dier e Dembele, ma anche per le difficoltà di un Khedira praticamente assente e un Pjanic in calo di minuto in minuto. Dopo diversi tentativi di Kean che ha avuto due grandi risposte di Buffon, l’attaccante ha accorciato le distanze al 35′.

Nonostante questo, la Juventus ha avuto la possibilità di scacciare il momento negativo con il secondo rigore assegnato ai padroni di casa, dopo che Aurier ha atterrato in area Douglas Costa. Sfortunato, in questo frangente, Higuain che ha fallito il tentativo del possibile 3-1. La ripresa ha visto un buon avvio della Juve che ha avuto due grandi occasioni per ritornare al gol: sia su Bernardeschi che su Mandzukic è stato bravo Lloris a non farsi sorprendere.

Gli inglesi non hanno mollato la possibilità del recupero, fino all’occasione ghiotta del 71′ su punizione: bravo Eriksen a sfruttare il movimento errato della barriera, insaccando di rasoterra con Buffon sorpreso dal colpo. La Juve non ha avuto la forza di riagguantare il risultato e i sostituti non hanno garantito il cambio di marcia che i bianconeri hanno cercato invano dal 10′ del primo tempo.

Il modulo ha condannato la Juve. Massimiliano Allegri è stato coraggioso nel cambiare in occasione della sfida più importante della stagione, almeno fino a questo momento. I limiti non sono mancati, anche per le diverse assenze già previste prima del fischio d’inizio. L’allenatore livornese ha cercato di cambiare qualche carta durante la partita, ma le entrate di Bentancur, Sturaro e Asamoah (a tempo ormai scaduto) non hanno risolto i problemi. Resta l’incognita Claudio Marchisio che non è stato preso in considerazione da Allegri e da un centrocampo che si è sgretolato alla prima vera difficoltà. Khedira assente ingiustificato, Pjanic sottotono per il resto della gara. Discorso qualificazione rinviato a Londra.

Nell’altra gara degli Ottavi di Champions League, il Manchester City ha vinto tranquillamente in terra svizzera. 0-4 il risultato finale grazie alla doppietta di Gondogan e alle reti di Bernardo Silva e Aguero.