Champions League, il Real fa 12. Juve travolta 4-1

Ad alzare al cielo la Champions League nella notte di Cardiff è il Real Madrid di Zinedine Zidane. Per le Merengues si tratta della dodicesima affermazione nella competizione, la seconda consecutiva, la terza negli ultimi quattro anni. Ancora una sconfitta invece in finale per una Juventus irriconoscibile che si sgretola sotto i colpi di Ronaldo e compagni.

Cristiano Ronaldo. Fonte: Dudek1337 (wikipedia.org)
Cristiano Ronaldo. Fonte: Dudek1337 (wikipedia.org)

Quella che alla vigilia sembrava poter essere una sfida equilibrata si rivela invece una sorta di passerella per il Real Madrid che sceglie la sfida del Millennium Stadium per dare l’ennesima dimostrazione di forza annichilendo, specie nel secondo tempo, una Juventus che è rimasta a galla fino al 60′ dell’incontro per altro con enorme fatica. Nella serata più importante sono venuti a mancare alcuni giocatori chiave per i bianconeri come Dybala, non pervenuto e che ha lasciato al suo destino Higuain, o come Pjanic e Khedira che nel secondo tempo sono stati letteralmente sopraffatti dalla mediana del Real. È stata anche la serata che ha evidenziato le crepe della BBC comunque già abbondantemente intraviste durante tutto il corso di questa stagione e che questa sera si è dovuta inchinare alla classe, alla rabbia agonistica ed alla fame di vittoria dell’immenso Cristiano Ronaldo. Il portoghese nei novanta minuti si è praticamente limitato a toccare in tutto due palloni realizzando però una doppietta che gli ha consentito per altro di portare a 10 le marcature complessive realizzate dai quarti di finale in poi. Il Pallone d’oro anche quest’anno sarà probabilmente cosa sua e non di Buffon che si era forse illuso che le cose potessero prendere una piega diversa quando la grande giocata di Mandzukic al 27′ aveva rimesso in parità le sorti di una partita che proprio l’asso portoghese aveva sbloccato dieci minuti prima dopo una discreta partenza della Juventus. Il resto della prima frazione di gioco era filato via senza far presagire la disfatta della ripresa. Perché la squadra di Allegri è probabilmente rimasta negli spogliatoi se è vero che nella seconda frazione di gioco non è mai stata in grado di superare la metà campo avversaria se non quando il tabellone segnava già quello che sarebbe stato poi il 4-1 finale. La pressione costante del Real e gli affanni del centrocampo e dell’attacco bianconero sono stati segnali che Allegri non ha saputo cogliere o quanto meno non ha saputo correggere per tempo. L’uno-due Casemiro-Ronaldo (di Asensio il gol che mette il sigillo finale all’incontro poco dopo l’ingenua espulsione per doppia ammonizione del subentrato Cuadrado) ha definitivamente svegliato la Juventus dai suoi sogni di gloria riportandola alla cruda realtà di sette finali di Champions perse su nove giocate.

Chi non sbaglia un colpo è invece il Real ed a quanto pare anche Zinedine Zidane che con la mossa di Isco, probabilmente il migliore in campo, fa saltate il banco già in partenza. Per la squadra di Madrid si tratta del trofeo numero 84 della sua storia. Numeri che fanno impressione e raccontano da soli la grandezza di questo club.