Esclusiva-Antonini: “Non parlerei di sudditanza per la Juventus. Mi piacerebbe tornare al Milan”

Luca Antonini ha parlato in esclusiva ai microfoni di Soccermagazine.

Luca Antonini - Fonte immagine: genoacfc.it
Luca Antonini – Fonte immagine: genoacfc.it

L’ex giocatore di Milan e Genoa, attualmente impegnato nel coordinamento delle giovanili del Prato con Vincenzo Esposito, ha parlato della sua esperienza in rossonero, a Genova e del suo futuro tra i diversi argomenti. Ecco cosa ci ha raccontato dunque Antonini:

La sfida di stasera vedrà contro due delle squadre di cui ha vestito la maglia. Possiamo chiederti per chi tifi, se hai una preferenza?

Sono in difficoltà perché il Milan mi ha cresciuto da ragazzo e mi ha dato la possibilità di arrivare al grande calcio, al calcio più importante al mondo. Quindi sono legato profondamente ai rossoneri e il mio cuore direbbe Milan, però dall’altra parte c’è una tifoseria, una maglia che mi ha dato tanto nell’ultima parte della mia carriera e mi ha fatto sentire davvero molto importante. Questa sera faccio fatica a fare il tifo per una squadra in particolare. Tifo per tutte e due, mettiamola così, anche se il Milan fa parte del mio cuore.

Al tempo dello scudetto del Milan avevi Allegri come allenatore. È un rimpianto vederlo oggi sulla panchina di una grande avversaria?

Un rimpianto no. Sono cambiate tante cose da quell’anno e sicuramente il futuro di Allegri è dipeso tanto dall’anno dello Scudetto che il Milan ha perso, che abbiamo perso noi. Secondo me, se il Milan avesse vinto quell’anno si starebbe parlando di un’altra storia ora.

In quegli anni sei stato compagno di squadra di Balotelli, col quale hai condiviso anche la prima chiamata in Nazionale: conoscendolo come descriveresti il suo rapporto con l’azzurro?

Mario lo conosco bene, ci ho giocato al Milan per un anno e mezzo insieme e posso parlarne solo che bene. Mi spiace solo che in questi anni ha perso tempo, non tanto per il suo carattere in campo, ma per le cose che succedevano fuori dal campo. Secondo me è un ragazzo che ha bisogno di fiducia, di tanta serenità intorno a sè e credo che ambisca a tornare in Nazionale, perché per lui quella azzurra è una maglia importante.

L’ultima sfida tra Juve e Milan ha lasciato gli ennesimi strascichi: secondo te c’è davvero sudditanza psicologica verso i bianconeri?

Io non parlerei di sudditanza. Però sembra che tutte le cose succedano quando c’è di mezzo la Juventus, ma non penso assolutamente a sudditanza da parte di arbitri o altri. Di sicuro c’è da parte di tutti, anche dei media, sudditanza nei confronti delle grandi squadre, che è diverso.

Tu giocasti la celeberrima partita del goal di Muntari: come ci si comporta in campo tra compagni dopo aver subito un pesante torto arbitrale?

Accettare una cosa del genere è difficile. Durante la partita, dopo che riparte l’azione hai già dimenticato. Poi quando finisce la partita ci ritorni sopra, ma durante la gara non ripensi a quello che è successo: cerchi di andare avanti per portare a casa i tre punti, anche se quella sera purtroppo non è successo.

E invece come si comportano gli avversari con i quali si cerca il dialogo?

Quando è a loro favore gli avversari cercano di tirare un po’ l’acqua al loro mulino, cercano di deviare quello che è successo, come succede in tutti gli sport.

C’è qualche terzino finora poco considerato che ti piacerebbe vedere in Nazionale?

A me fa impazzire tanto Spinazzola, convocato oggi. Spinazzola è uno di quei giocatori che ha un gran futuro davanti a sé, lo sta dimostrando all’Atalanta, sta facendo un grandissimo campionato, è di proprietà della Juve e spero vivamente che possa continuare così perché è un ragazzo con grandi qualità fisiche e tecniche, è bravo anche in fase difensiva e negli ultimi anni i terzini sono bravi ad attaccare e poco a difendere, quindi credo sia una caratteristica importante anche perché soprattutto il ruolo del terzino sinistro manca in Italia. Ha ricevuto la convocazione di Ventura e se lo merita.

Qual è il futuro di Luca Antonini?

A giugno devo decidere cosa fare e il mio sogno sarebbe quello di ritornare ad allenare nel Milan, nelle giovanili rossonere per iniziare la mia carriera.

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