Esclusiva-Bargiggia: “Mancini ama stupire. Bonucci colpo impressionante”

Paolo Bargiggia, giornalista, conduttore storico di Sport Mediaset e tra i maggiori esperti di calciomercato, ha parlato ai microfoni di Soccermagazine affrontando diversi argomenti relativi alla Serie A

Paolo Bargiggia è giornalista, conduttore storico di Sport Mediaset e noto conoscitore delle dinamiche di calciomercato.

Paolo Bargiggia - Fonte immagine: @paolobargiggiareal, Instagram
Paolo Bargiggia – Fonte immagine: @paolobargiggiareal, Instagram
Dopo un’esperienza presso la redazione milanese de Il Corriere dello Sport – Stadio, nel 1992 Bargiggia divenne professionista e due anni più tardi iniziò la propria scalata sulle reti del Biscione. Nell’attuale epoca dei social è tra gli operatori dell’informazione calcistica maggiormente presenti sul web, non mancando di dedicarsi anche ai colleghi e ai telespettatori più giovani che lo seguono, benché non prediliga questo canale di comunicazione. Bargiggia ha così rilasciato un’intervista in esclusiva a Soccermagazine parlando del calciomercato da poco terminato e della situazione attuale del nostro calcio.

Lei è uno dei giornalisti sportivi più attivi sui social network. Che valore ha il suo rapporto con i tifosi oltre la telecamera?
Più che un rapporto con i tifosi, mi interessa avere un dialogo con gli appassionati e gli sportivi. Il tifoso, per natura, è persona faziosa, che ha una visione parziale e limitata degli eventi. Per questo non è mai obbiettivo e pensa sempre che io scriva per simpatie o per tifo. Invece si fatica a capire che il vero giornalista scrive e racconta cose per informare senza guardare in faccia a nessuno. Almeno, cosi dovrebbe essere e certamente è nel mio caso. Comunque mi interessa dare fiducia e informare gli appassionati dietro la telecamera; meno o per nulla sui social dove sono certamente attivo ma non voglio interagire troppo perché la comunicazione è drogata dagli haters e da uno strumento che la maggior parte della gente, quella che io chiamo “gli ignoranti funzionali”, non sa utilizzare.

Roberto Mancini ha convocato Zaniolo della Roma escludendo diversi giovani con più esperienza in Serie A. Lei la considera una mossa azzardata? Quali giocatori italiani potrebbero fare la differenza in prospettiva?
Roberto Mancini è un personaggio particolare che ama stupire e a volte andare controcorrente. Senza una Federazione efficiente e un progetto funzionale alle spalle, sicuramente tende a sbandare nelle scelte, come quando ha convocato e utilizzato un Balotelli impresentabile nel primo match di Nations League con la Polonia. Zaniolo è stata certamente una forzatura, quasi una provocazione. In questo momento considero Barella del Cagliari il giovane con maggior personalità e impatto certo sul futuro della Nazionale.

Il Napoli è stato piuttosto immobile sul mercato, le voci riguardanti Di Maria e Cavani erano vere o non hanno mai avuto un riscontro reale?
Dalle informazioni che raccoglievo io, non c’è mai stato un momento in cui ho ritenuto credibili e rilanciato le voci sugli acquisti dei big da parte di De Laurentiis. La sua politica societaria è molto chiara da tempo.

Dopo la vittoria contro l’Empoli, l’allenatore del Genoa Ballardini ha assicurato che Piątek diventerà presto un top player. In base alla Sua esperienza di mercato, un elemento di questo tipo potrà presto approdare in un grande club?
Se continua su questi ritmi, Piątek approda sicuro in un club più importante del Genoa. Anche perché non ha clausola rescissoria e Preziosi è certo un venditore per indole.

Quando avete capito che la notizia di Cristiano Ronaldo alla Juventus non era una “sparata” ma una notizia reale? Come avete accolto questa news?
Il merito dell’esclusiva in Italia per l’arrivo di CR7 va ai colleghi di Tuttosport. Quando Marotta ha cominciato a rispondere che le voci erano “una bella suggestione”, allora si è capito che la Juve ci stava lavorando davvero. È stato comunque sorprendente per tutti gli addetti ai lavori. Si pensava in effetti che la Juve potesse investire quei soldi inizialmente per Milinkovic-Savic.

Al di là di CR7, qual è il colpo di mercato che L’ha impressionata di più in questa sessione estiva?
Il ritorno di Bonucci alla Juve.

Il livello della Serie A si sta veramente alzando oppure in tanti si stanno solamente facendo illudere da questa convinzione?
Il livello della serie A non credo si stia alzando particolarmente. Lo farà quando tornerà ad essere un campionato più equilibrato e non dominato dalla Juve. Allora, crescerà anche il livello degli altri nostri club nelle competizioni europee in maniera costante e diffusa.

Giampaolo parlò della differenza tra giovani italiani e giovani stranieri, quanto è veritiero secondo Lei il fatto che questi ultimi diano più disponibilità all’allenatore?
Per quanto sono pronti mentalmente e sul campo sicuramente sì. Ma non certo perché in Italia non ci sono giovani italiani bravi. Anzi, basta vedere i risultati con le nazionali di categoria. Il problema è che da noi sono bravi a livello giovanile ma restando troppo a fare campionati di categoria inferiore o ai margini delle prime squadre, tendono a smarrirsi e a non essere pronti nel calcio dei grandi. In altri Paesi come la Francia per esempio, se a 17-18 anni sei bravo vai subito a giocare in prima squadra.

Sergej Milinkovic-Savic è stato più vicino alla Juventus, al Milan o al Real Madrid?
Teoricamente alla Juve quando negli ultimi giorni di mercato, il ds Paratici chiese l’ultima valutazione del giocatore a Lotito.

C’è mai stato un giocatore che aveva previsto sarebbe diventato un crack? Cosa prova un esperto di calciomercato quando le proprie aspettative su un giovane si realizzano?
In Italia la tendenza degli ultimi anni è sempre stata quella di prendere giocatori, meglio se stranieri, piuttosto a fine carriera o mediocri. Difficile trovar un crack esploso da noi. Mi conforta invece vedere la crescita costante di giocatori come Federico Chiesa e Federico Bernardeschi.

Si ringrazia il sig. Bargiggia per la cortese disponibilità.

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Alessandro Davani

Alessandro Davani

Giovane giornalista alle prime armi. Amo cucinare, ascoltare musica ed il calcio. Seguo anche il Motomondiale, la F1, i Lakers (e l'NBA in generale) ed il rugby.