Esclusiva-Chiesa: “Gabbiadini ha fatto una scelta estrema. La Roma può giocarsi lo scudetto”

Negli anni ’90 è stato tra i più grandi bomber di razza, nei club come in Nazionale. Pur avendo appeso gli scarpini al chiodo da qualche tempo Enrico Chiesa non ha mai smesso di occuparsi di calcio, iniziando la carriera da allenatore prima e potendo godersi poi il privilegio di seguire in Serie A il figlio Federico, che sta ricalcando le sue orme nella Fiorentina.

Enrico Chiesa - Fonte immagine: Football Aid, Youtube
Enrico Chiesa – Fonte immagine: Football Aid, Youtube
Chiesa ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Soccermagazine parlando di alcune delle sue ex squadre e degli attaccanti di oggi.
 
Dopo il clamoroso fallimento il Parma sta stupendo tutti in Lega Pro: Lei crede in un ritorno in Serie A già nella prossima stagione?
Dipende, intanto deve vincere la Lega Pro che è un campionato non facile anche perché è in un girone con Venezia e altre squadre importanti. Dipende da quest’anno, è un campionato interessante dove se la giocherà con il Venezia, anche perché in Lega Pro ci sono i play-off ed è sempre complicato.
 
La sua prima grande squadra è stata la Sampdoria, che ha appena rescisso con Cassano: secondo Lei è stato giusto farlo tornare a Genova?
Con i “se” e con i “ma” sarebbe troppo facile, saremmo tutti bravi. Io credo che nella vita bisogni cercare di capire le scelte: la Sampdoria aveva puntato su Cassano e adesso invece ha fatto la rescissione. Se hanno trovato un accordo per la rescissione è perché c’erano buoni motivi, ecco. Non credo che bisogni sempre tornare indietro per vedere se era sbagliato prima, anzi. Prima era stata fatta una scelta con Cassano perché era una strada giusta, poi dopo, col tempo, cambiano tante cose. Adesso credo che se adesso è stata fatta la rescissione sia perché si è arrivati ad una situazione che non si poteva più continuare.
 
Simone Inzaghi ha reso nuovamente la Lazio pericolosa: secondo Lei è stato un bene il mancato approdo di Bielsa?
Il calcio è bello perché poi quando devi mettere in difficoltà qualcuno o una squadra dici: “Tu dovevi far così…”. Io credo che Simone Inzaghi stia facendo un buon lavoro in una piazza importante come Roma, soprattutto alla Lazio, perciò è una squadra che sta lottando per giocarsi un posto in Europa League.
 
Immobile sta facendo molto bene nella Lazio: secondo Lei perché invece ha faticato all’estero tra Germania e Spagna?
Sì, questa è una cosa curiosa. Io credo che per Immobile la Lazio possa essere una piazza importante dove consacrarsi. Ci sono giocatori che magari hanno bisogno di tempo e di un percorso diverso per cercare di consacrarsi ed arrivare ad alti livelli e credo che Immobile stia facendo molto bene.
 
Il Napoli ha appena ceduto un attaccante dal potenziale ancora inespresso come Gabbiadini: secondo Lei è una sconfitta per il calcio italiano?
Non è facile entrare in certe situazioni. Se è stata fatta una scelta così è soprattutto perché Gabbiadini voleva giocare, a Napoli si sentiva chiuso. Ha fatto questa scelta molto estrema, nel senso che è andato a giocare in un campionato completamente diverso da quello italiano. Quelle son scelte dei giocatori, è difficile entrare dentro ad una situazione del genere, bisogna capire il perché. Credo che Gabbiadini rimanga sempre un giocatore importante e mi auguro che possa far bene anche al Southampton e che possa essere così importante anche per la Nazionale.
 
L’anno scorso Dzeko ha piuttosto deluso alla Roma, mentre in questa stagione si sta ritrovando: da grande attaccante quale Lei è stato, come spiega questa evoluzione tanto improvvisa?
Dobbiamo pensare che l’anno scorso il percorso della Roma è stato molto travagliato perché ha cambiato anche allenatore, perciò non è mai facile. Credo che Spalletti sia un allenatore bravissimo che è riuscito a dare un’impronta alla squadra e credo che si possa giocare fino alla fine le sue chance. Adesso dire se possa vincere lo scudetto non lo so, però è una squadra ben quadrata, è una squadra che va molto al sodo, che punta molto al risultato perché sa che anche attraverso i risultati può crescere anche la squadra.
 
Balotelli ha trovato una buona continuità a Nizza: Lei gli darebbe la tanto agognata seconda chance in Nazionale?
Quello dipende solo ed esclusivamente da lui e dall’allenatore. Tutti gli anni si dice che possa essere la volta buona di Balotelli. Io penso che sia un giocatore che ha delle capacità tecniche straordinarie, dipende solo da lui.
 
Il Suo modo di giocare è stato precursore dei tempi che stiamo vivendo. È presente in Serie A un giocatore che Le assomigli, oggi?
No, non lo so. Mi auguro che ci possa essere. Sarebbe un bene soprattutto perché ci si ricorda di qualcuno (ride).
 
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