Esclusiva-Mascara: “Mi rivedo in Politano. Disgustoso non rinviare tutta la Serie A!”

Giuseppe Mascara, indimenticato capitano del Catania ed ex di Genoa, Palermo, Napoli e Novara, ha parlato a Soccermagazine della Serie A e della sua carriera

Nella memoria collettiva viene ricordato come uno degli attaccanti più estrosi del Sud, ma soprattutto come un grande simbolo del Catania. Peppe Mascara, oggi allenatore della Sancataldese in Serie D, ha realizzato più di un goal mirabolante all’ombra dell’Etna, togliendosi anche la soddisfazione di battere da protagonista l’Inter di Mourinho. Mascara ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Soccermagazine parlando di diversi temi d’attualità legati alla Serie A e del suo vissuto da giocatore.

Giuseppe Mascara - Fonte immagine: Agrigentosport.com
Giuseppe Mascara – Fonte immagine: Agrigentosport.com
Alcuni giornali nazionali vedono il Napoli come quarta o quinta forza del campionato dopo il mercato delle altre squadre. Chi collochi tu invece tra i primi posti?
Penso che la Juve sia quella un po’ più avanti rispetto agli altri, ma negli ultimi anni il Napoli ha dimostrato che ci può stare benissimo a giocarsi il campionato fino alle ultime battute. Un po’ di qualità l’ha acquisita la Roma, l’Inter purtroppo è sempre un’incognita, ma penso che queste quattro siano quelle che si possono giocare il campionato.

Considerando non solo l’innesto di Ronaldo, ma l’intera campagna acquisti della Juventus, secondo te ad oggi i bianconeri sono veramente superiori anche a Bayern, Real e Barcellona?
Non penso che un solo giocatore possa fare la differenza, anche se con Cristiano Ronaldo è difficile fare un pronostico. Tu hai citato le 3-4 squadre più forti d’Europa, poi è sempre il rettangolo verde a parlare e a portare i risultati.

La Roma ha appena preso Pastore, tuo storico avversario nel derby siciliano che una volta fu deciso proprio da una sua tripletta. Tu che l’hai visto da vicino, cosa pensi del suo impiego da mezzala?
Io penso che sia un giocatore duttilissimo, sia in fase offensiva sia in fase difensiva, perché negli ultimi anni si è completato anche in quest’ultima: è uno che riesce a rubare palloni, è uno che si sacrifica, è uno che riesce a dettare l’ultimo passaggio, è uno che ha dimostrato di avere tanta corsa e tanta qualità nella stessa giocata, quindi penso che la Roma abbia fatto un ottimo acquisto.

Mai come quest’estate De Laurentiis è stato oggetto di contestazioni per le sue dichiarazioni su mercato e non solo. Avendolo conosciuto, cosa puoi dire invece a suo favore?
Il presidente non è uno sprovveduto, è uno che sta attento al minimo particolare. È uno che ci ha creduto sempre nel Napoli, dal primo giorno. Secondo il mio punto di vista, per quella città, per quella tifoseria, qualcosina in più a livello di campioni poteva acquistarla per lottare sui due fronti, sia per il campionato sia per la coppa.

Ricordiamo che ai tempi del Napoli eri molto amico di Lavezzi. Possiamo chiederti se siete rimasti in contatto e se ti parla mai di Napoli?
Ci sentiamo spesso via messaggi, parliamo del più e del meno. Ti dico la verità: non abbiamo mai affrontato l’argomento, né io, né lui. Parliamo delle famiglie, di come si trova in Cina, di quando viene qui in Europa e quant’altro, mai abbiamo parlato di com’è il Napoli o di come non è il Napoli, né da parte mia, né da parte sua. Lo specifico perché altrimenti non mi sembra giusto.

A distanza di 8 anni, quante volte ti capita di ripensare ancora al cucchiaio contro l’Inter del Triplete?
Fa parte dei bei ricordi. Sono uno che non guarda al passato, però. Sta là e nessuno lo può cancellare. Guardo sempre al presente. Adesso ho intrapreso un altro lavoro, quindi è difficile che mi soffermi su quella singola situazione.

C’è un giovane giocatore di oggi nel quale ti rivedi, che pensi che ti somigli?
Io penso Matteo Politano, credo che sia uno che possa fare molto, molto bene in Serie A. Adesso è all’Inter. Bene, bene per lui! Lui ha tutte le caratteristiche e le potenzialità per starci e per fare bene.

In queste ore il Catania continua a rimanere fuori dalla Serie B, così come il Palermo sta subendo il caso scoppiato col Frosinone. Da doppio ex, come stai vivendo le due situazioni?
Non solo io, ma penso tutti i tifosi amanti del calcio nel vedere le leggi in vigore non sentano più credibilità nella legge e nella giustizia sportiva. Per quanto riguarda il Catania, purtroppo sappiamo tutti che cosa ha passato negli ultimi 3-4 anni. Stava riuscendo a vedere un po’ di spiraglio, un po’ di luce ed è stato un’altra volta bloccato. Non merita una situazione del genere, perché il Catania – senza offesa per nessuno – non c’entra niente con la C e con la B. Può stare e deve stare in Serie A per pubblico, per società, per quello che sono riusciti a creare negli ultimi anni.

Da un paio di anni hai iniziato ad allenare in Sicilia. Possiamo dire che il tuo sogno nel cassetto è arrivare un giorno a guidare proprio il Catania in Serie A?
Io me lo auguro, ci spero, però la strada è lunga, c’è da lavorare. Bisogna prepararsi e studiare, però ti dico la verità: è un mio obiettivo.

Nella tua carriera c’è anche un’esperienza al Genoa: secondo te è stato giusto rinviare solo le partite delle genovesi dopo il disastro del ponte Morandi o avresti rimandato tutta la giornata di Serie A?
Lo dice la parola stessa: è lutto “nazionale”. Non cambiava nulla posticipare il campionato di 3-4 giorni o di una settimana. Quando vogliono riescono a fare il turno infrasettimanale in 2-3 settimane e in questa situazione non è stato fatto. È una cosa disgustosa! Però loro sono quelli ai vertici, loro decidono e loro la minestra la girano come vogliono.

Si ringrazia Giuseppe Mascara per la cortese disponibilità.

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