Eintracht-Lazio 4-1, le pagelle dei biancocelesti: disastro Basta

Disfatta in terra di Germania per gli uomini di Inzaghi; le scorie del derby si fanno sentire e la Lazio torna a casa con quattro gol subiti e due espulsioni sul groppone. Queste le pagelle dei biancocelesti:

Simone Inzaghi - Fonte immagine: sassuolocalcio.it
Simone Inzaghi – Fonte immagine: sassuolocalcio.it

Proto 5.5: tenta di evitare il quarto gol nei minuti finali di partita con un buon intervento uno contro uno, lo prende pochi secondi dopo.

Luiz Felipe 6.5: è l’unico che prova a reggere la baracca, ma giocando da solo non può nulla; adattato terzino destro nel secondo tempo si ritrova sempre a rincorrere l’avversario.

Acerbi 5: conclude un periodo negativo con una prestazione da incubo, ha sulla coscienza il 3-1 che chiude il match per la Lazio.

Wallace 5: torna il giocatore distratto e impreciso delle scorse stagioni, per lui grandi responsabilità sul secondo gol tedesco.

Basta 4: partita oscena per il biondo esterno biancoceleste, con troppe scelte sbagliate; la seconda ammonizione è da dilettanti.

Parolo 5.5: prova a suonare la sveglia con il gol del momentaneo pareggio, ma la sua situazione è molto simile a quella di Luiz Felipe.

Leiva 5: serataccia per il numero 6 della Lazio, deve dividersi le responsabilità dei primi due gol con i suoi compagni; insolitamente morbido su contrasti e marcature. (dal 76′ Luis Alberto sv).

Milinkovic-Savic 4.5: deve tirarsi fuori dal vortice di mediocrità in cui è caduto, le potenzialità le ha tutte e questo fa ancora più rabbia. (dal 64′ Berisha sv).

Durmisi sv. (dal 17′ Lulic 5.5: entra in campo dopo pochi minuti dal fischio iniziale, ma è come se non l’avesse fatto).

Correa 4.5: è bravo solo a fornire l’assist per Parolo, per il resto altra partita da dimenticare per l’argentino che continua a ballare il flamenco invece di giocare a calcio; espulsione di pura ingenuità.

Immobile 5: ci prova con un tiro dalla distanza e da il via al gol di Parolo, per poi finire sempre in fuorigioco e cominciare una strana sfida con l’arbitro invece di pensare alla gravità della situazione in campo.