Europa League: pari Arsenal-Atletico Madrid, Marsiglia facile sul Salisburgo

Si conclude con un pari la sfida tra Arsenal e Atletico MadridBene invece il Marsiglia di Rudi Garcia.

Arsenal
Arsene Wenger (Fonte: Catalan Bola, Flickr.com)

 Non va oltre il pari l’Arsenal di Wenger che domina per quasi tutta la partita e non riesce a sfruttare la superiorità numerica contro un Atletico Madrid mai domo e capace di colpire allo scadere portando a casa un pari prezioso. Nell’altro match, il Marsiglia regola il Salisburgo con un gol per tempo e vede la finale di Lione più vicina anche se gli austriaci sono capaci di tutto davanti al proprio pubblico. Di seguito le fasi salienti e approfondimenti di entrambe le partite:

Arsenal-Atletico Madrid 1-1: 

All’Emirates Stadium va in scena una sfida tra due grandi squadre abituate a scenari più importanti. Gli uomini di Wenger partono subito forte mettendo in difficoltà gli spagnoli e dopo sei minuti Lacazette prima il palo per poi vedersi negare il gol da una splendida parata di Oblak. Al 10′ arriva la svolta della partita quando Vrsaljko si fa espellere per doppia ammonizione (un po’ contestata) lasciando così i suoi compagni in inferiorità numerica. Nella contestazione per il rosso sul difensore, viene espulso anche Simeone che seguirà il resto della partita dalla tribuna. I Gunners tentanto di approfittare dell’uomo in più ma trovano Oblak in stato di grazia che respinge ogni attacco londinese. Dalla mezz’ora in poi, gli spagnoli tentato di uscire dall’assedio e cercano di pungere con Griezmann che trova Ospina ben posizionato. Nella ripresa il copione non cambia, l’Arsenal continua a spingere in cerca del vantaggio che arriva al 60′ con Lacazette che svetta su tutti sul cross al bacio di Wilshere. Gli uomini del “Cholo” Simeone accusano il colpo e subiscono gli attacchi costanti degli inglesi che vanno più volte vicini al raddoppio. Quando tutto sembrava andare per il verso giusto, arriva la beffa nel finale per l’Arsenal. Su un cross dalle retrovie, Koscielny tenta di spazzare mandando la palla alle sue spalle ma colpisce in malo modo facendo carambolare la palla tra se e l’accorrente Griezmann che ne approfitta e conclude su Ospina per poi ritrovarsi nuovamente la palla nei piedi e mettere a segno un inaspettato pareggio. L’ultima emozione la regala ancora la squadra di casa con Ramsey che colpisce di testa e Oblak compie un autentico miracolo.

Marsiglia-Salisburgo 2-0

In un Vélodrome quasi esaurito, il pubblico spinge i propri beniamini verso la finale che si giocherà a qualche centinaio di chilometri da casa. Francesi che gestiscono il gioco sin dai primi minuti senza però rendersi pericolosi ed austriaci che difendono compatti reggendo per un quarto d’ora quando Payet mette al centro e, complice l’errata uscita del portiere Walke, regala l’assist a Thauvin che segna di testa e con l’ausilio involontario della mano. Reazione austriaca che non si fa attendere, Dabbur semina il panico in area e successivamente Lainer conclude in porta trovando reattivo Pele. Nel secondo tempo i padroni di case cercano di tenere i ritmi bassi mentre gli ospiti cercano di segnare con Wolf ma il suo tiro viene deviato in angolo da una splendida parata del portiere. Partita in fase di equilibrio fin quando al 62′ Payet mette in mezzo un pallone che viene raccolto da N’Jie e con freddezza batte il portiere portando a due le reti di vantaggio. Ci provano timidamente gli ospiti e padroni di casa che gestiscono senza troppi affanni anche se un leggero svarione difensivo permette a Gulbrandsen di anticipare tutti e colpire clamorosamente il palo. Nei minuti finali gli uomini di Rudi Garcia soffrono senza subire ulteriori minacce.

Wenger che a fine stagione lascerà l’Arsenal a fine stagione dopo 22 anni, tenterà di battere l’Atletico Madrid che in casa non subisce gol da Gennaio e portare la sua squadra in finale per tentare di concludere la sua guida nel migliore dei modi e vincere il suo primo trofeo internazionale con i Gunners.

Al Marsiglia spetta una trasferta insidiosa in casa di un Salisburgo che non si arrende mai e seppur avendo in squadra ben cinque under 21, gioca un calcio spumeggiante e vivace mettendo in seria difficoltà squadre più blasonate.