Palermo-Lazio 0-1, decide Milinkovic

Le sei sconfitte consecutive frenano il Palermo che inevitabilmente scende in campo al Barbera con l’obiettivo primario di non prenderle e solo poi eventualmente provare a far male alla Lazio.

Fonte immagine: Danilo Rossetti
Fonte immagine: Danilo Rossetti

Simone Inzaghi non rinuncia al suo tridente di fantasia nonostante la diffida di Felipe Anderson ed il derby oramai alle porte. Scelta saggia perché il brasiliano è tra in più in palla dei biancocelesti. Anche se nelle battute iniziali la partita stenta a decollare perché il 4-4-1-1 di De Zerbi quasi tutto arroccato dietro alla linea della palla ad eccezione di Nestorovski lascia pochi spazi alla Lazio. Biglia e compagni si mettono a fare la partita ma anche lì dove si intravede un pertugio arriva subito una maglia rosanero a raddoppiare la marcatura. Inzaghi allora capita l’antifona corre subito ai ripari e trasforma il suo 4-3-3 in un 3-5-2 con Keita che stringe verso Immobile e Lulic che sale sulla linea dei centrocampisti. Gli effetti si vedono sin da subito perché il Palermo si disorienta e perde le marcature. E la Lazio subito ne approfitta. Prima una percussione di Keita libera al cross da sinistra Milinkovic-Savic. Sul pallone si avventa Immobile che con una splendida girata al volo colpisce la traversa. Siamo al 20’. Sembra solo uno squillo di tromba. Ma si rivelerà il preludio del gol. Che arriva undici minuti più tardi quando Felipe Anderson trova il corridoio per imboccare in profondità Basta che da destra mette al centro basso per Milinkovic-Savic che devia e sblocca l’incontro. Il Palermo cerca subito la reazione con Nestorovski ma è ancora la Lazio a sfiorare due volte il gol. Solo l’incertezza di Immobile prima e Basta poi salvano il Palermo che rischia poi ancora una volta sul finire del primo tempo su un bel sinistro di Radu che trova però pronto Posavec. All’ultimo secondo dell’unico minuto di recupero concesso da Guida è però il Palermo ad avere con il solito Nestorovski un sussulto. La deviazione, da posizione molto defilata, del centravanti trova però il tocco di Wallace che devia in angolo. Si chiude così un primo tempo che registra anche le ammonizioni di Lulic, Goldaniga e Diamanti con i due giocatori del Palermo entrambi diffidati e che salteranno dunque la trasferta di Firenze domenica prossima.

 

La ripresa si apre con Quaison al posto di Diamanti ed un Palermo inevitabilmente più propositivo. La Lazio, tornata nel frattempo al 4-3-3, riprende però presto possesso del gioco e la prima occasione della ripresa è proprio di marca biancoceleste con Parolo che impegna Posavec al termine di un bella azione di Immobile impreziosita dal fraseggio iniziale nello stretto con Keita. Le emozioni però latitano. Inzaghi risponde con il cambio Lulic-Lukaku a quello Bouy-Henrique di De Zerbi. Dopo alcune situazioni pericolose, su tutte un tiro di poco alto di Keita ed una potenziale occasione rosanero con Andelkovic, termina la partita di Felipe Anderson che viene richiamato in panchina per far posto a Djordjevic. Il Palermo non sembra in grado di reagire nonostante lo svantaggio. Alla Lazio non pare vero. La squadra di Inzaghi cerca infatti di amministrare il pallone e rischiare il meno possibile. Al 32’ però un pallone perso da Biglia, forse l’unico in tutta la partita, libera Quaison davanti a Strakosha. L’intervento di Radu fa gridare al rigore tutto il pubblico presente al Barbera. Ma il rumeno entra netto sul pallone. Quando mancano dieci minuti al termine De Zerbi gioca l’ultimo cambio: fuori Goldaniga, dentro Lo Faso e Palermo che si ridisegna con il tridente per l’assalto finale. Inzaghi, in una sorta di partita a scacchi, richiama immediatamente Keita e getta nella mischia Lombardi. Nonostante lo schieramento tattico molto offensivo il Palermo sembra proprio non averne. Al 40’ poi i rosanero restano in dieci perché Gonzalez stende Lombardi lanciato verso la porta di Posavec. Il timido assalto finale non impensierisce la Lazio che esce con i tre punti dal Barbera che vogliono dire nono risultato utile consecutivo e terzo posto provvisorio in classifica. Per il Palermo invece lo 0-1 vale un record. Negativo purtroppo. Mai nessuno nella storia della Serie A aveva infatti perso sette gare consecutive.