Gattuso: “Rispettiamo il Parma, confermo le parole di Mirabelli su Ronaldo”

Gennaro Gattuso ha parlato nella consueta conferenza stampa di vigilia.

Gattuso - Fonte immagine: Ludovic Péron, Wikipedia
Gattuso – Fonte immagine: Ludovic Péron, Wikipedia

Domani il Milan scenderà in campo a San Siro contro il Parma nel lunch match della 14esima giornata di Serie A. Di seguito le parole del mister, dalla diretta Facebook sull’account ufficiale rossonero.

Sul replicare una partita attenta e compatta contro il Parma – “Prima di tutto dobbiamo rispettare l’avversario e capire le qualità che hanno e come giocano. Se andiamo a vedere, giocano su 38 metri e quando ripartono fanno paura, bisogna stare attenti sulle ripartenze. La chiave della partita è questa. Se si trovano dove sono, ci sarà un motivo. Ci possono mettere in difficoltà, ma anche noi possiamo fare lo stesso”.

Sui 60.000 a San Siro – “Qualcuno ha scritto le mie parole in modo errato. Io non sono contrario alla partita delle 12:30, sono solo contrario per aver giocato già giovedì. Ho parlato senza offendere nessuno, ma per il recupero dei miei giocatori. Se avessimo giocato domani sera, avremmo potuto preparare la partita domani mattina. Ho pensato al mio orticello e sicuramente l’orario permette di avere 60.000 spettatori. Oggi è arrivato Gazidis che sta apprezzando l’impegno che sta mettendo la squadra nel momento di difficoltà”.

Sul Dudelange e Lazio – “Se facciamo la stessa partita fatta contro il Dudelange, non vinciamo. Sapevo a cosa saremmo andati incontro, sulla carta loro erano inferiori a noi però sapevano giocare. Rischio calcolato che dovevamo affrontare per forza. Se ci addormentiamo come abbiamo fatto con il Dudelange, non arriviamo alla vittoria. Mi è piaciuto quello che ho visto sul 2-1, l’umiltà che ho visto anche con la Lazio. Dobbiamo continuare su questa strada qua”.

Su Calhanoglu – “Se l’ho ritrovato? Deve fare 4-5 partite con continuità. Spero che continua come ha fatto contro il Dudelange e la Lazio”.

Sul primo anno rossonero – “Spero di migliorare, sbroccare il meno possibile e cercare di contare fino a 10. Ora conto fino a 2 mezzo e tre. Dicono che bisogna fare esperienza e crescere. A gennaio farò 41 anni. Spero di poter migliorare sulla lettura della partita, saperla leggere prima. Sulle letture, sulla preparazione, sullo sbagliare il meno possibile. Il carattere posso modellarlo, ma ci vorrà del tempo. Spero di poter migliorare sotto il profilo tecnico-tattico”.

Su dicembre mese chiave – “Dobbiamo fare meno danni possibile, dobbiamo passare il turno di Europa League e poi vedremo. Ecco perché dico che bisogna pensare di partita dopo partita, poi vedremo dove saremo dopo la sosta. Vero che abbiamo subito tanti infortuni, ma vedo un gruppo che si è ricompattato e dei ragazzi che fanno qualcosa in più. Siamo in emergenza in fase difensiva, ma vedo una squadra che cerca di metterci una pezza in più”.

Sul processo di crescita della squadra e sul contatto con Gazidis – “Gazidis è un uomo di calcio, all’Arsenal ha fatto grandi cose. Io, lui e Paolo (Maldini, ndr) abbiamo pranzato assieme. Un piacere ascoltarlo, può essere un valore aggiunto per questa società. Sulla crescita è la voglia di stare là, nonostante il poco tempo per poter preparare le partite. Abbiamo cambiato tanto, abbiamo sempre giocato con il 4-3-3, ma per me la crescita importante è il continuare a cambiare modulo ed è una cosa che ci mancava. Sul Milan in cui giocavo dico che negli ultimi 7/8 anni il calcio è cambiato tantissimo, non si possono fare paragoni. Questa squadra ha ancora grandi margini di miglioramento, il Milan del passato era formato da campioni che avevano già fatto grandi altre squadre”.

Sulla difesa contro il Parma – “Domani si vede. Se andiamo a vedere i 4 difensori, sono 4 centrali puri. Va bene che a destra e a sinistra fanno i terzini, ma vedremo. Loro sono una squadra che fa le cose in maniera eccezionale. Chi ha costruito quella squadra lo ha fatto con giocatori funzionali, complimenti a chi lo ha fatto”.

Sul ritorno di Conti – “Merita di giocare, gli manca l’ultimo step. Conti è un giocatore ritrovato, deve migliorare l’uno contro uno. Questa settimana abbiamo lavorato anche su questo aspetto, mi è piaciuto come si è comportato giovedì mattina. Castillejo lo ha puntato e devi essere concentrato per poter fermare uno come lo spagnolo. Sta facendo tutto senza dolore, questo è già qualcosa di importante”.

Su Ronaldo al Milan – “Se Mirabelli ha detto quello, lo sapevo anche io. Tutto vero quello che ha detto, poi di mezzo ci sono tante cose. Confermo tutto quello che ha detto”.

Sulla situazione Fabregas – “Normale che mi piace, come mi piacciono Modric e Kantè. In questo momento, queste sono domande che dovete fare a Leonardo e a Maldini. Se ci sono possibilità, ci si siede e se ne parla, come per Paquetà. Io non parlo con Maldini, Leonardo, Gazidis o Scaroni tutti i giorni quando si ha in mente un calciatore. Se ne parla quando siamo sull’80%. Mi piace Fabregas, ma ora non c’è nulla di concreto”.

Sul punto degli infortunato e Josè Mauri – “Mauri ha fatto bene nei 35 minuti che è entrato. Anche Bertolacci, ha sbagliato un po’ di palloni, ma la prestazione che ha fatto non è da buttare via. Bisogna dimostrare che i giocatori si fanno trovare sempre pronti. C’è anche Montolivo in panchina, si deve allenare bene e ha la possibilità di scendere in campo. Bakayoko e Cutrone non avevano recuperato abbastanza, ma sono a disposizione”.

Sulle preoccupazioni sul Parma – “Noi non dobbiamo pensare alla stanchezza. Abbiamo 90′ per battagliare e dobbiamo farlo da squadra. Mi preoccupa la tipologia di gioco che hanno, il Parma è una squadra che ha grande fisicità. Ha una grande convinzione. Da una settimana che ho cominciato a guardare, ma già avevo visto qualcosa, è una squadra che fa un calcio che non è facile da fare, non gioca solo in contropiede. Si difende anche bene. Davanti ha due giocatori che fanno davvero male. Secondo me domani giocherà anche Biabany che ha il motorino che quando ripiega fa anche il quinto. Sono giocatori che con la loro organizzazione possono metterci in difficoltà”.

Sulla considerazione al Milan come allenatore – “Faccio finta di essere sereno (ride, ndr). La sto vivendo come la vivevo da calciatore. Quando giocavo, bastavano due partite fatte male per sentirmi dire che non ero un giocatore forte, ma facevo solo casino. Il segreto è leggere poco, quando sei chiuso lavori in ufficio 12 ore e poi parli con la tua famiglia. Quando sei con amici e dici di non parlare di calcio, è perchè ti vuoi isolare. Magari sento dei fischi e dei mugugni a San Siro, ma poi si va avanti. Ho trovato questo modo di gestione, sto qui dentro tanto tempo, l’importante è che non mi dice niente mia moglie. Degli altri non mi importa”.

Sull’importanza di Suso e Rodriguez – “Rodriguez è un giocatore che a livello tecnico è uno dei più forti che abbiamo. Rende facile quello che non è. Tante volte, per la tecnica che ha gestisce il pallone bene. Lui ha padronanza a livello tecnico. Di Suso abbiamo provato a farlo venire un po’ più dentro e non farlo stare sempre nella sua posizione. Bisogna lavorare meglio con le catene davanti, mi aspetto di più da Calhanoglu. Dobbiamo migliorare queste cose, ma sono d’accordo nel dire che ci appoggiamo spesso alla tecnica di Suso e di Rodriguez”.