Insigne, Jorginho e Barella, i pilastri dell’Italia del Mancio


È tornata la grande Italia che tutti conoscevamo. La nazionale azzurra protagonista del calcio contemporaneo, il cui ultimo decennio era stato però costellato di una serie di insuccessi, ha trovato in Roberto Mancini la guida giusta per ripartire di slancio e tornare a essere una delle nazionali più forti del mondo. La mancata qualificazione ai mondiali del 2018, seguita a due cocenti eliminazioni nella fase a gironi delle edizioni del 2010 e del 2014 aveva fatto sprofondare nella depressione il calcio italiano.

Poi, l’arrivo dell’ex tecnico dell’Inter, una delle squadre favorite alla vittoria del campionato italiano secondo le scommesse sulla Serie A, ha dato una scossa all’ambiente. Il Mancio, allenatore dal polso e l’esperienza giusta per poter rimettere in sesto una squadra e un ambiente distrutti, è riuscito perfettamente nella sua missione, ossia quella di riportare la nazionale italiana ai vertici del calcio europeo, qualcosa che si riflette nei 21 risultati utili consecutivi della sua gestione. In questo breve ma importante percorso degli azzurri, tuttavia, ci sono tre calciatori esaltati dal tipo di gioco proposto dal tecnico marchigiano, i quali sono ormai imprescindibili per il 4-3-3 disegnato appositamente per questa squadra. Parliamo, del resto, di una squadra capace di vincere tutte le dieci partite di qualificazione agli europei e capace di qualificarsi alla Final Four di Nations League, in programma l’anno prossimo proprio in Italia.

Il primo di questi elementi è Lorenzo Insigne, capitano del Napoli e ormai da tempo in possesso della maglia numero 10 della nazionale. Il folletto partenopeo è stato protagonista di due grandissime partite contro Polonia e Bosnia, mettendo a referto due assist pregiati e dilettando il pubblico con una serie di giocate strepitose. Ormai arrivato alla maturità assoluta e ai 29 anni d’età, il napoletano è diventato leader non solo della sua squadra di club, con la cui tifoseria non ha mai avuto un rapporto idilliaco, ma si è preso sulle spalle anche l’Italia, agendo come ala sinistra creativa e da generatore di gioco offensivo fornendo sempre assist con i tempi giusti e tornando anche a dare una mano indietro ai difensori. Ma il suo grande rendimento in nazionale è stato anche frutto della grande intesa con i suoi compagni di squadra, tra i quali spicca Jorginho, regista di origini brasiliane già suo compagno al Napoli durante varie stagioni. Il centrocampista del Chelsea è il perfetto metronomo del centrocampo in grado di dettare i tempi di gioco e di far scivolare la squadra nel modo più armonioso possibile, giocando in modo rapido ed efficace, e soprattutto a massimo due tocchi.

Insieme a Jorginho in mezzo al campo un altro insostituibile di Mancini è Nicolò Barella. L’incursore cresciuto nel Cagliari e attualmente all’Inter assicura agli azzurri la quantità e la corsa necessaria per coprire benissimo il campo, oltre a una serie di inserimenti di qualità in attacco volti ad aumentare le possibilità di offesa. Insigne, Jorginho e Barella sono dunque i tre pilastri dell’Italia di Mancini, una nazionale che si prepara a tornare definitivamente grande, come ai bei tempi.

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