Kalinic e la medaglia d’argento: ecco com’è andata a finire

Kalinic è vice-campione del mondo. Su questo non ci piove.
Da regolamento, infatti, anche l’attaccante del Milan è arrivato secondo al Mondiale con la Croazia; il giocatore è finito anche in distinta nel primo match contro la Nigeria ed è considerato a tutti gli effetti uno dei partecipanti della spedizione slava, al pari dei vari Modric, Rakitic, Perisic & co.
Il dubbio che ci si era posto sin dal momento della sua cacciata dal ritiro, mascherata da problemi fisici, riguardava la consegna della sua medaglia nel caso in cui la Nazionale di Dalic si fosse piazzata tra i primi tre posti della competizione. Così è stato, ma non essendo fisicamente presente a Mosca durante la finale con la Francia, Kalinic non ha ricevuto alcun riconoscimento insieme ai suoi compagni.

Kalinic nella Croazia - Fonte: Fanny Schertzer, Wikipedia
Kalinic nella Croazia – Fonte: Fanny Schertzer, Wikipedia

La FIFA non si è intromessa nella questione. Ha consegnato alla Federazione le medaglie non ritirate lasciando a lei il compito di sbrigare eventuali faccende interne. Qualcosa di analogo capitò già nel 2013 nel corso della Confederations Cup: l’Italia, arrivata terza, aveva perso durante il torneo Abate e Balotelli, che tornarono a casa prima del tempo, ottenendo le loro due medaglie di bronzo solo in seguito. Nel caso della Croazia, però, la HNS ha preferito non premiare direttamente il giocatore, ma alcuni giorni fa ha lasciato addirittura agli altri 22 convocati l’incarico di scegliere se condividere in tutto e per tutto lo storico risultato croato anche con il compagno indisciplinato. Nelle ultime ore, quindi, è arrivata la decisione ufficiale: Kalinic riceverà la medaglia d’argento su concessione dei suoi connazionali, così da non macchiare il “magic moment” con polemiche gratuite, considerando anche che, nel bene o nel male, anche lui era stato selezionato per rappresentare la Croazia in Russia ed è giusto che venga trattato come gli altri.

Consolazione relativa per l’attaccante, che ha perso i momenti di Mosca e la gloriosa festa di Zagabria. Arrivati a questo punto, a Kalinic non resta che pensare a costruire prima possibile un futuro nel quale possa rilanciarsi, con il sogno di trovare la squadra più adatta a lui. Stringendo in un pugno la speranza e nell’altro l’argento.