Roma-Atalanta 3-3, le pagelle giallorosse: 1° tempo da 4, 2° da 8 con rimpianti

La Roma regala una partita spettacolare a tutti gli amanti del calcio con un pirotecnico 3-3 contro l’Atalanta: all’Olimpico, i giallorossi conduco un primo tempo da incubo salvando il salvabile nella ripresa. Ottima reazione dei ragazzi di Di Francesco con l’inserimento di N’Zonzi che porta quella quantità che si è persa con la partenza di Strootman. Pellegrini e Cristante al momento sono stati bocciati con una prestazione sotto le righe e una tifoseria che pretende molto di più da rosa e società.

ROMA, LE PAGELLE GIALLOROSSE: FLORENZI E DE ROSSI I MIGLIORI

Kostas Manolas Roma - Fonte: Дмитрий Голубович (Wikipedia)
Kostas Manolas – Fonte: Дмитрий Голубович (Wikipedia)

Olsen 5.5: quasi del tutto incolpevole sui tre gol presi. Unica pecca la posizione sul tris bergamasco che vedono lo svedese prima tentare l’uscita per poi restare tra i pali. La mossa non viene premiata e Rigoni si gode la doppietta. Nella ripresa non viene impensierito più di tanto: la più bella parata è su Zapata, ma l’ex Napoli si trovava in fuorigioco.

Florenzi 6.5: uno dei pochi a salvarsi nel primo tempo per le sue continue accelerazioni sulla fascia. In fase di ripiegamento è da rivedere, ma regge l’urto di un’Atalanta molto aggressiva. Nel secondo tempo riapre il amtch accorciando le distanze con un anticipo perfetto e una progressione da centravanti. Peccato il dover abbandonare il campo per un sospetto infortunio al ginocchio: si teme solo una piccola sollecitazione. (dal 73′ Schick Sv.)

Manolas 6: un primo tempo da 4 con uno Zapata che non gli lascia scampo e che lo abbatte di fisico sull’azione del 2-1. Soffre la punta per tutto il match, ma nel secondo tempo prende bene le misure imponendosi maggiormente. Regala il pareggio su palla inattiva, inserendosi perfettamente sul secondo palo e mettendo in cassaforte un punto prezioso, visto l’andazzo della gara.

Fazio 5.5: un altra partita sottotono per il centrale argentino che è completamente in bambola sul 2-1. Il gigante di difesa è lento, poco attento e spesso fuori posizione: tutte quelle caratteristiche che lo hanno fatto primeggiare nella scorsa stagione sembrano essere state dimenticate. Deve entrare presto in piena forma con la Champions League che si avvicina.

Kolarov 5: il serbo sembra essere partito con il freno a mano con poca energia nell’offendere e poca lucidità nel difendere. Cade spesso a terra su contrasti che dovrebbe vincere a mani basse. Serve più personalità da parte sua e la Roma lo richiede a gran voce. Peccato scompaglia con il passare dei minuti, diventando sempre iù evanescente.

De Rossi 6.5: senza il capitano giallorosso, la Roma nel primo tempo avrebbe potuto chiudere sul 5-1. Due salvataggi importantissimi con un bel recupero anche nella ripresa. Unico a lottare fino alla fine: qualche errore di troppo in impostazione con movimenti spesso prevedibili, ma i suoi recuperi hanno dato la possibilità ai giallorossi di poter ripartire con velocità e di credere fino all’ultimo ad agguantare il pareggio.

Pellegrini 4.5: pessima la gioranta per il centrocampista della Roma, osservato speciale dopo la partenza di Strootman. Il giovane azzurro delizia il pubblico con una sola verticalizzazione pericolosa, dopo di che tanti errori soprattutto in fase di copertura. Mai in posizione, lascia troppo spazio agli avversari che ne approfittano e mettono in difficoltà i giallorossi con 3 gol senza repliche. (dal 46′ Kluivert 6: viene inserito per avere più corsa e vivacità in avanti. L’olandese inizia subito a correre senza mai regalare un solo passo ai nemici: qualche buona incursione e una doppia marcatura che lo ha limitato, ma non annullato. I numeri ci sono e la volontà di spiccare è tanta: in molti si chiedono perchè non fosse possbile vederlo in azione dal primo minuto).

Cristante 4.5: altra nota positiva di un centrocampo che non punge in avanti e non filtra dietro. Le incursioni del ragazzo ci sono, ma sembra con un giocatore pronto a marcarlo. In difesa prova a rientrare, ma i suoi interventi sono fallosi e fuori tempo. Come Pellegrini, non trova il suo posto in campo e lascia spazio agli avversari lombardi. Bocciato proprio nel giorno della partenza di Strootman. (dal 46′ N’Zonzi 6.5: l’ex Siviglia entra subito nel vivo del gioco dando alla Roma quello che mancava: sostanza al centro del campo. Le sue lunghe leve, vicino a De Rossi, sono fondamentali per interrompere l’avanzata avversaria e le ripartenze sono condotte con autorità e sicurezza. Ottimo in frase di fraseggio e verticalizzazione. Peccato per l’unica conclusione che si spegne centrale, tra le braccia di Gollini).

Pastore 6.5: un Pastore dalle due facce con un gol dopo appena un minuto di tacco. Una magia che fa apparire nelle menti dei tifosi quel giocatore che ha incantato a Parigi e Palermo. Peccato che il sogno diventi un incubo con un primo tempo da dimenticare concluso tra passaggi sbagliati e una personalità che piano piano ha abbandonato il terreno di gioco. Nella ripresa, da trequartista, ritrova il vigore perso, giocando più di qualità e servendo i compagni con verticalizzazione precise. Entra in riserva d’ossigeno nel finale, ma la forma, piano piano, sta tornando quella di un tempo.

Ucan 6: il turco ci prova in tutti i modi, ma la serata non vuole sorridergli. Viene limitato bene da Castagne che limita molto il suo gioco. Costretto a tornare troppo indietro per recuperare palla, il laterale non ha potuto dare sfogo alla sua caratteristica migliore: il dribblig veloce per giungere al tiro. Tanto carattere e tanta grinta, ma non sono sufficienti per portare la Roma alla vittoria. Gollini e il muro atalantino gli negano per due volte la gioia della rete.

Dzeko 6: non supera il portiere avversario e due occasione nitide se le divora senza pensarci due volte. Il bosniaco è croce e delizia di una squadra che dipende da lui per le giocate importanti. Quando decide di non essere in giornata per fare il bomber si trasforma in assistman regalando il pallone vincente a Florenzi per la rete del 3-2. Lotta e combatte come al suo solito ma viene oscurato dalla prestazione egreggia di Djimsiti.

Di Francesco 6: una Roma dalle due facce che regala un tempo agli avversari e poi riesce a rimediare ai suoi errori pareggiando una partita compromessa. Il centrocampo schierato nel primo tempo non da i frutti sperati e nella ripresa le correzioni sono giuste e portano i giallorossi a strappare il 3-3. L’allenatore sta ancora conoscendo i suoi uomini e sta trovando l’equilibrio in campo: Pastore meglio da trequartista e Kluivert essenziale per la sua vivacità. Tante piccole indicazioni che tanno portando l’ex Sassuolo a modellare un 11 titolare in grado di potersela giocare su ogni campo.