Le 5 domande della settimana – “La Garra de Anzio”. Hanno un cuore differente, lo capisci o no?

La decisiva garra di Alessio Romagnoli, il periodo scuro della Roma, l’evoluzione del Torino di Mazzarri, i poteri mistici di Spalletti e la lotta Europa League in cui è coinvolta l’Atalanta.

Ogni settimana calcistica cercheremo di porci 5 domande ispirate a ciò che è successo in campo e non, in modo da sviscerare insieme ai lettori gli argomenti e le curiosità del momento. Scelte degli allenatori, giocatori rivelazioni, problemi e quant’altro saranno messi sotto la lente di ingrandimento per provare a darci delle risposte, ma in realtà il vero intento è proprio quello di porsi delle domande.

Le risposte sono sempre limitate, provvisorie, insoddisfacenti. Le domande invece sono il vero motore dell’attività mentale: un uomo che non si pone domande, o che si contenta delle risposte, non va molto lontano.
(Piero Angela)
La decisiva garra di Alessio Romagnoli, il periodo scuro della Roma, l’evoluzione del Torino di Mazzarri, i poteri mistici di Spalletti e la lotta Europa League in cui è coinvolta l’Atalanta. 

 

1) “La Garra de Anzio”. Hanno un cuore differente, lo capisci o no?

Milan, Romagnoli - Fonte immagine: genoacfc.it
Alessio Romagnoli capitano rossonero – Fonte immagine: genoacfc.it

Citando la Garra Charrúa, una famosa espressione in voga ultimamente, ecco qua che viene spontanea la versione ad hoc per l’altra spondo del Naviglio. Anzio è la città natale del neo capitano del Milan l’uomo che ha portato gli ultimi 6 punti in campionato con due gol in zona Cesarini che testimoniano la sua qualità tecnica e mentale. Alessio Romagnoli ha dimostrato, e sta dimostrando, tanta voglia di rossonero e lo ha fatto dentro e fuori dal campo ad esempio firmando il rinnovo in estate durante la travagliata stagione estiva. L’addio di Bonucci ha liberato la fascia e nell’ambiente non c’era il minimo dubbio a chi affidarla, la scelta è caduta su un giocatore abbastanza giovane e con tanta ambizione positiva.

La Garra de Anzio è servita anche a stabilizzare la posizione di Rino Gattuso, 6 punti conquistati così danno fiducia e fanno lavorare meglio perché il Milan nonostante gli infortunati può restare in zona Champions per provare a fare un bel balzo in avanti già al primo anno della nuova proprietà. Il Diavolo è vivo e gli acciacchi tecnici, tattici e fisici finora hanno sortito l’effetto contrario.

Alessio Romagnoli: “Adesso sappiamo soffrire e sappiamo farlo fino in fondo!”. Che Garra!

 

2) Luciano Spalletti è un negromante?

L’Inter nelle ultime due giornate ha segnato 8 gol senza subirne, è arrivata a 7 vittorie consecutive in campionato e ha riscoperto giocatori che sembravano fantasmi. Dopo il positivo esordio stagionale contro la Lazio, c’è stata la conferma di Joao Mario ad ottimi livelli e il merito in gran parte è di Spalletti. Il tecnico ex Roma non è nuovo a questi rilanci di calciatori ai margini, nella capitale c’era riuscito con Keita (13 presenze su 20 con Spalletti da subentrato a metà Gennaio, da inizio ottobre fino all’arrivo del tecnico toscano solo 2 presenze tra scelte tecniche e problemi agli adduttori) e Palmieri (dopo alcune prestazioni deludenti ha saputo ritagliargli il suo spazio per farlo crescere fino alla convocazione in azzurro) e all’Inter con Brozovic (trasformandolo da l’incostanza fatta uomo, a uno dei migliori in circolazione nel suo ruolo) e forse adesso è il turno dell’ex Sporting Lisbona…e in minor parte anche di Gagliardini. Una rondine non fa primavera, è vero, ma è pur vero che due sono già un indizio più consolidato. Spalletti con J. Mario in campo ha ridisegnato la formazione con un 4-3-3 per mettere nelle condizioni migliori proprio il portoghese e Gagliardini; inoltre così facendo ha aperto il campo in fase di costruzione dal basso nella zona intorno a Brozovic e ai due centrali difensivi, obbligando i centrocampisti avversari a seguire gli inserimenti fra le linee delle mezz’ali.

Il calendario dei nerazzurri adesso prevede (in maiuscolo le trasferte): Barcellona, ATALANTA, Frosinone, TOTTENHAM, ROMA, JUVENTUS. 6 partite di cui 4 in trasferta e una col Barcellona, solo 1 gara sulla carta facile, le ambizioni dell’Inter verranno valutate in questo mini ciclo e per uscirne indenni Spalletti sa che avrà bisogno di un apporto da tutti gli elementi della rosa.

 

3) Florenzi ha messo della polvere sotto al tappeto o ha fatto giustizia?

Le polemiche sul rigore Simeone-Olsen hanno offuscato il resto della partita, come troppo aspesso accade purtroppo e il gol di Florenzi ha permesso di contenere la vicenda e la situazione in casa Roma. La squadra che ha fatto leggermente meglio nell’arco dei 90 minuti non è stata la Fiorentina, anche se è stata dei viola la più grande occasione sciupata sul punteggio di 1-0, ma al contrario di Napoli stavolta la Roma ha guadagnato punti nel finale. Come troppo spesso accade alla formazione di Di Francesco, per dei tratti di gara gioca bene, per altri non sa cosa fare e per altri ancora si affida ai singoli. Alcuni dei top come Dzeko, Nzonzi e Kolarov non stanno fornendo grandi perstazioni, la situazione non si sblocca e non è una questione di modulo o solo di scelte. La gestione di Eusebio è sul banco degli imputati insieme alla società, al var (almeno per la società stessa) e ad alcune prestazioni individuali come scritto sopra. L’allenatore ex Sassuolo non è riuscito ancora a far giocare la squadra con un’identità riconoscibile al di là degli interpreti, non ha integrato al meglio alcuni giovani come Schick, Kluivert, Coric e Cristante e i risultati tardano ad arrivare. Uno dei problemi storici della compagine capitolina è stato quello del voler il capro espiatorio troppe volte, una volta era colpa di Sabatini, un’altra di Spalletti, poi di Pallotta e ora di chi? Monchi o Di Francesco? La realtà è che questo equivoco aiuta entrambi, per ora sono l’uno l’alibi silente dell’altro e così possono nascondersi dietro il lavoro altrui sorreggendosi vicendevolmente fin quando o la rotta sarà invertita o Pallotta smetterà di seguire i consigli di Baldini (che ha placato più volte il presidente bostoniano stando a quanto riportato). In tutto questo c’è il campo a farla da padrone e Alessandro Florenzi ha segnato un gol importante per Di Francesco, in teoria lo era anche quello ccontro il Genoa nel dicembre 2015 per Garcia…l’addio in quel caso fu solo rimandato.

 

4) Come sta l’Atalanta?

L’Atalanta ha vinto in rimonta una partita molto più insidiosa di quello che potrebbe sembrare, dando un segnale a se stessa e alle proprie contender. Il Bologna è una delle squadra di bassa classifica che non va sotto fisicamente con la Dea (un’altra è la Spal ad esempio) così facendo ne ha limitato la pericolosità, e per questo va contestualizzata la buona prestazione del Bologna, in più Ilicic e Gomez hanno avuto una giornata no (per l’argentino si tratta di giornatE no), ma tutto questo non è bastato per difendere il vantaggio. I bergamaschi stanno ritrovando certezze partendo dalla ritrovata solidità difensiva, 2 gol subiti nelle ultime 3 vittorie non farebbero pensare questo, c’è da considerare che 1 dei 2 è arrivatto su rigore sul 5-0 a Verona; i difensori sono tornati a segnare 4 gol in 3 giornate e Duvan Zapata si è finalmente sbloccato condendo così alla grande il super 2° tempo di Bologna.

Gasperini può ripartire da questo per rinnovare il sogno europeo anche in questa stagione dopo essersene privati soltanto ai rigori nella notte di Copenhagen. L’Atalanta decima è a -3 dal Sassuolo e finora son mancati i gol dei centravanti (a secco Barrow e 1 solo il colombiano) e il miglior Papu, segreto di pulcinella dei successi passati. Non per questo sarà tutto in discesa verso un’altra grande annata, ma molti segnali lasciano pensare che l’Atalanta non voglia restare a guardare nella zona europa League, anzi è di nuovo pronta a dar battaglia.

5) E’ un EuroTorino?

Dopo la sconfitta casalinga con il Napoli forse è iniziata un’altra stagione per il Torino. 6 risultati utili consecutivi con media di 2 punti a partita e la straordinaria vittoria fuori casa con la Sampdoria. 70 minuti circa di Toro aggressivo e preparato, praticamente nessun rischio in difesa, giocate semplici ed essenziali. La vittoria è particolarmente importante perché oltre ad essere arrivata in un campo molto ostico, è anche arrivata contro una diretta concorrente per il sesto-settimo posto. Se la lotta Champions è avvincente, quella all’Europa League lo è altrettanto anche se molte tra le varie squadre della piccola borghesia (Fiorentina, Sassuolo, Torino, Sampdoria, Atalanta) in cerca di un posto al piano superiore rimarranno a bocca asciutta. L’obiettivo di Mazzarri è di creare una squadra in grado di rimanere a ruota di questo gruppone, che al momento coinvolge anche l’attardata Roma, per poi scattare nel finale quando la rosa al completo potrà rendere al meglio dopo più d’un anno con lo stesso allenatore e quando l’avere una riserva di lusso in attacco (al momento Zaza) potrebbe essere determinante considerando come si arriva al finale di stagione.

Tre partite abbordabili per mettere fieno in cascina: Parma, Cagliari e Genoa prima del quarto turno di Coppa Italia, competizione dove si punta all’exploit per migliorare il quarto di finale dello sorso anno, magari raggiungendo la semifinale proprio grazie ad una vittoria contro la Juventus e vendicando così la sconfitta del 2017-18 nel medesimo torneo. La stagione del Torino sta prendendo una forma positiva, con Mazzarri più inserito e Belotti che ritorna al gol nonostante una partita da luci ed ombre oltre la doppietta. Gli aspetti negativi sono: la difesa sempre battuta tranne contro l’Atalanta, 0-0 a Bergamo, la spietata concorrenza in campionato e la sensazione che la rosa sia sì di qualità, ma non superiore ad altre contender.

 

PS: il 10 Novembre 2018 e il 24 Novembre 2018 alle 21:10 ora italiana andranno in scena due partite già nell’epica del calcio, l’ultima finale con andata e ritorno di Copa Libertadores sarà un Superclásico per la prima volta nella storia e dunque bisogna assolvere al nostro compito di appassionati e assistere con emozione alla doppia sfida più importante nella storia del calcio. Chissà che non assisteremo anche lì a manifestazioni pure di Garra. ¡Viva el fútbol!