Le 5 domande della settimana – Muriel, Gervinho: quanto conta la velocità?

Il Milan senza Higuain vince contro il Genoa senza Piatek e nuovo acquisto rossonero; Muriel e Gervinho, quanto conta la velocità in Serie A? Come sta andando la Coppa D’Asia giunta ai quarti e altro dalla settimana calcistica trascorsa.

Ogni settimana calcistica cercheremo di porci 5 domande ispirate a ciò che è successo in campo e non, in modo da sviscerare insieme ai lettori gli argomenti e le curiosità del momento. Scelte degli allenatori, giocatori rivelazioni, problemi e quant’altro saranno messi sotto la lente di ingrandimento per provare a darci delle risposte, ma in realtà il vero intento è proprio quello di porsi delle domande.

Le risposte sono sempre limitate, provvisorie, insoddisfacenti. Le domande invece sono il vero motore dell’attività mentale: un uomo che non si pone domande, o che si contenta delle risposte, non va molto lontano.
(Piero Angela)

Gervinho - Fonte: Danilo Borges-copa2014.gov.br, Wikipedia
Gervinho – Fonte: Danilo Borges-copa2014.gov.br, Wikipedia

1) Genoa-Milan cosa ci ha detto la partita dalle sliding doors?

Il Milan senza Higuain ha avuto la meglio di un Genoa senza Piatek. Nonostante le numerose defezioni i rossoneri si stanno dimostrando squadra unita e determinata, con un portiere di nuovo decisivo, un Paqueta in più e un bomber nuovo in arrivo. Soffrire e riuscire a vincere dà convinzione al gruppo e permette di restare in zona Champions con dei giocatori importanti fuori (Bonaventura, Biglia ecc.). La partita col Genoa si è aperta nel 2° tempo dove entrambe le squadre hanno avuto occasioni per passare in vantaggio, ma il Genoa senza Piatek davanti è meno pericoloso e le difficoltà difensive emergono maggiormente, 9 gol subiti nelle ultime 5. Paqueta sta dimostrando di potersi rendere ampiamente utile alla causa da subito e in un Milan con tanti infortunati diventa una risorsa ancor più preziosa, Conti è tornato in pianta stabile e ha già fornito due assist contro entrambe le compagini genovesi e quindi resta da valutare il cambio di numero 9 quanto e come inciderà. Gattuso ha tra le mani un gruppo che ha vissuto delle sliding doors, a volte positive come: l’enorme miglioramento di Bakayoko o la reazione ai molti infortuni, ma altre in negativo: Higuain-Juve, derby perso al 90°,  supercoppa. Insomma ci sono stati episodi in grado di prendere due direzioni distinte e da come emergerà dallo scambio Higuain-Piatek passerà la corsa Champions, anche se finora ha dimostrato di poter andare avanti.

Il Genoa invece deve ritrovare delle sicurezze difensive, sfruttare gli arrivi dal mercato invernale e difendere i 6 punti di vantaggio che ha sul Bologna, la salvezza è largamente alla portata, però non vanno sottovalutate le difficoltà che ha e che potrà avere togliendo Piatek dall’arsenale.

2) Muriel, Gervinho: quanto conta la velocità in Serie A?

Il colombiano e l’ivoriano hanno realizzato gol bellissimi nell’ultima giornata di campionato ed entrambi hanno fatto emergere un tema interessante, quello della velocità. In Italia giocatori così rapidi come Muriel e Gervinho, specialmente nei contropiedi o in squadre che giocano con spazi grandi, sono determinanti più che in altri campionati, ad esempio Cuadrado, Iturbe al Verona, Gervinho-Salah a Roma e così via. Il Parma ha puntato su un attacco composto da contropiedista riuscendo così ad attaccare con efficacia nonostante il baricentro sia molto arretrato perché la squadra si difende vicina dalla sua porta e non con una linea difensiva alta. In una squadra del genere un calciatore come Gervinho calza a pennello e può determinare moltissimo ed il discorso di Muriel è simile. La Fiorentina gioca diversamente dal Parma, tiene di più il possesso, ha un baricentro più alto e gli capita più spesso di attaccare difese schierate, ma comunque avere un attacco da lanciare negli spazi è una soluzione importante. Chiesa, Muriel, Mirallas e anche Simeone, sono giocatori che si esaltano in campo aperto e con centrocampisti abili a servirli come Veretout, Gerson e un ottimo centrocampista di inserimento come Benassi, la Fiorentina obbliga gli avversari a decidere se prendersi il rischio di stare alti difensivamente e rischiare imbucate.

Ovviamente Muriel non sarà per 5 mesi quello visto nel pomeriggio del Franchi contro la Samp, però su un talento puro del genere si fa sempre bene a puntarci, a maggior ragione una squadra di metà alta della classifica che può permetterselo. Nella costruzione di squadre da Serie A è un fattore che va sempre tenuto da conto quello del contropiede e della velocità, perché tatticamente è più complicato preparare attacchi dirompenti contro un certo tipo di difesa, mentre con esplosività fisica e rapidità ci sono difensori che vanno più in difficoltà.

3) Come sta andando la Coppa D’Asia?

Siamo giunti ai quarti di finale della Coppa D’Asia 2019 disputata negli Emirati Arabi. Gli ottavi di finale hanno riservato sorprese, ma hanno anche confermato parecchie cose. Annoveriamo tra le sorprese i passaggi del turno di Vietnam (ai rigori con la Giordania) e in parte quello del Qatar contro l’Iraq, i qatarioti stanno giocando un buon calcio e finora hanno vinto tutte e 4 le partite giocate. Il movimento calcistico in Vietnam è in crescita e questo quarto di finale raggiunto è la prova del lavoro fatto anche con le under. Nel prossimo turno si affronteranno: Cina-Iran, con gli iraniani ampiamente favoriti, ma partita dal risultato tutt’altro che scontato, Vietnam-Giappone, in teoria i giapponesi passerano senza troppi patemi il turno anche se il Vietnam non ha nulla da perdere, Emirati Arabi Uniti-Australia, i padroni di casa hanno la grande chance di andare avanti contro un Australia sì competitiva, però in una versone più debole rispetto alle precedenti e poi la sfida più interessante da seguire quella tra Corea del Sud e Qatar.

Le favorite alla vittoria finale sono Iran e Giappone che però sono dalla stessa parte del tabellone e quindi si scontrerebbe in semifinale, mentre nella parte bassa ci sono quattro squadre con ambizioni e possibilità particolari per diversi motivi; ad esempio gli Emirati Arabi di Zaccheroni non sono una grande squadra, ma giocando in casa possono avere una carica ulteriore e sovvertire il pronostico (cosa per altro comune nel calcio asiatico, l’imprevedibilità spesso è presente).

Almoez Ali, Qatar naturalizzato dal Sudan, è capocannoniere con 7 reti, mentre Azmoun il centravanti iraniano e una delle stelle della competizione, è a quota 3. Il finale di questo torneo è tutto da vivere, purtroppo in Italia la competizione non è trasmessa, e quindi bisogna arrangiarsi, nonostante il calcio in Asia sia sempre più importante anche nelle decisioni degli investimenti.

4) Chi la spunterà nella corsa al capocannoniere?

I giocatori già in doppia cifra sono 5: Zapata, Quagliarella, Ronaldo 14, Piatek 13, Milik e Immobile 11. Cerchiamo di capire brevemente perché può e perché no ognuno di questi vincere la classifica cannonieri. Milik sì perché è tornato ai suoi livelli dopo due brutti infortuni, è il riferimento avanzato di una squadra che produce molte palle gol, batte bene le punizioni ed è in ottima forma; no perché arriverà un periodo in cui Mertens avrà più spazio, il Napoli deve giocare tre competizioni e non calcia i rigori. Immobile sì perchè è il titolare fisso di una squadra di alta classifica, segna in moltissimi modi, è costante; no perché la Lazio quest’anno segna molto meno dell’anno scorso, ha 3 gol da recuperare e anche lui dovrà gestirsi per le 3 competizioni. Piatek sì perché è un centravanti moderno e completo, sta vivendo una stagione speciale e al Milan può avere ancora più occasioni; no perché nella prima parte di stagione ha segnato molto più che nella seconda e non è facile ripetersi in un altro contesto e al Milan non ha la titolarità inamovibile per la presenza di Cutrone. Ronaldo si perché è CR7 e segnare è ciò che fa meglio, lo fa da più di 10 anni con una continuità impressionante e la Juventus gli dà parecchie opportunità per realizzare; no perché forse in primavera riposerà leggermente di più in campionato per essere fresco in UCL. Quagliarella sì perché sta vivendo una seconda giovinezza incredibile, è titolare fisso in una squadra che si basa molto offensivamente su di lui e calcia i rigori; no perché sono 10 partite consecutive che va a segna ed è normale che ci sarà un periodo di assestamento dopo, a fine stagione la Sampdoria potrebbe avere pochi obiettivi e quindi il rischio di calare nella produzione offensiva c’è anche perchè non è più un ragazzino. Zapata sì perché è on fire, l’Atalanta dà segnali incoraggianti per il proseguo della stagione e lui si è calato perfettamente nel sistema di Gasperini; no perché non è rigorista designato al momento (ma potrebbe diventarlo) e verosimilmente è difficile reggere questi ritmi per altri 15-18 partite.

5) Cosa ci ha detto Napoli-Lazio?

Il Napoli ha giocato un primo tempo spettacolare e dall’espulsione di Acerbi in poi ha controllato, c’è stato soltanto il fugace inizio della Lazio e il periodo dell’ingresso in campo di Correa in cui la partita è sembrata in discussione. La squadra di Ancelotti non rallenta la sua marcia neanche con Insigne, Koulibaly, Allan e Hamsik fuori. Malcuit si sta dimostrando un innesto importante, Meret sta facendo vedere di essere un gran portiere e F. Ruiz è ormai difficile da ignorare; il centrocampista totale spagnolo è ormai da considerare come uno dei top non solo del Napoli, ma di tutta la Serie A. Al Betis di Quique Setien aveva fatto vedere di poter giocare in più ruoli e di poter essere un leader tecnico indistintamente e in una squadra tecnica come il Napoli è arrivata la conferma ad altissimi livello. Il Napoli è distante dalla Juventus, impensierire i bianconeri non è affatto facile, intanto si tiene a ruota e solidifica il 2° posto e mantiene ambizioni serie in Europa League. La Lazio perde di nuovo contro una big, solo col Milan è riuscita a strappare un punto in pieno recupero in casa col gol di Correa. Il peso offensivo è decisamente diminuito rispetto all’anno scorso e SMS e Alberto soltanto da poche settimane sono ritornati ai loro livelli, per questo uno che sta facendo bene come Correa reclama più spazio.

La partita ci ha detto che tecnicamente il Napoli è una squadra pazzesca, quando si accende crea valanghe di occasioni in pochi minuti, è meno costante nei 90′ rispetto a quello di Sarri anche perché Ancelotti gestisce diversamente la rosa in vista di tutti gli appuntamenti. La Lazio è a 2 punti dal 4° posto e a +1 dall’Atalanta settima, è in una fase della stagione in cui deve guardare poco alla classifica, troppo corta per fare ragionamenti, deve riprendere a segnare, fare qualche punto in più con le big e ritrovarsi nelle ultime 5-6 partite con la Champions alla portata, poi chi avrà la meglio di Milan, Roma e Atalanta si deciderà in quel rush finale.