Le 5 domande della settimana – Come sono andati i sorteggi UEFA?

I sorteggi UEFA di Champions ed Europa League, il periodo della Fiorentina, la corsa ai piazzamenti europei della Serie A e un eloquente Liverpool-Manchester United

Ogni settimana calcistica cercheremo di porci 5 domande ispirate a ciò che è successo in campo e non, in modo da sviscerare insieme ai lettori gli argomenti e le curiosità del momento. Scelte degli allenatori, giocatori rivelazioni, problemi e quant’altro saranno messi sotto la lente di ingrandimento per provare a darci delle risposte, ma in realtà il vero intento è proprio quello di porsi delle domande.

Le risposte sono sempre limitate, provvisorie, insoddisfacenti. Le domande invece sono il vero motore dell’attività mentale: un uomo che non si pone domande, o che si contenta delle risposte, non va molto lontano.
(Piero Angela)

1) Sarà il settimo posto più combattuto di sempre?

La squadra che si classificherà settima riceverà l’ambitissimo cucchiaio di legno! Le squadre della medio-borghesia italiana potenzialmente sono in lotta tra di loro per una supremazia di classe che potrà non valere qualcosa di concreto. Le 5 big della Serie A (Juventus, Napoli, Inter, Milan e Roma) teoricamente dovrebbero rientrare nei primi 6 posti più o meno agevolmente, certo che le difficoltà recenti della Roma hanno aperto un varco, c’è anche da dire che la Lazio non è propriamente definibile una big (per fatturato e monte ingaggi) ma sicuramente parte da un gradino più in alto rispetto a Sampdoria, Torino, Sassuolo. Per motivi diversi ogni squadra dal Torino 11° al Sassuolo 6° può insidiare il sesto posto valido per i preliminari di Europa League, per farcela serve un gran girone di ritorno, magari aiutato da qualche innesto a gennaio e il calo di una/due big. Sassuolo e Samp possono contare su dei principi di gioco moderni e propositivi proposti da allenatori intraprendenti, il Torino su una difesa da grande squadra, Fiorentina e Atalanta su rose più lunghe e complete e la Lazio è sì la più forte di questo gruppetto, ma è anche l’unica ad avere il doppio impegno settimanale. Questa interessante sfida della media borghesia ci accompagnerà per ancora molte giornate e sarebbe un peccato se le prime 6 dovessero staccarsi e se dunque in palio restasse solamente un cucchiaio di legno. Per valutare le stagioni di queste società non basterà il piazzamento, sarà opportuno analizzare le prospettive future, il lavoro fatto in sede di mercato e quello fatto sul campo da allenatori e giocatori al di là del mero risultato finale.

2) Cosa è lecito aspettarsi dalla Fiorentina?

Lo 0-3 casalingo contro la Juventus aveva gettato nello sconforto i tifosi viola, il risultato era stato bugiardo e aveva oscurato un’ora di gioco di una Fiorentina viva, sicuramente confusa, poco concreta e contro un avversario troppo superiore; ma viva! Per questo l’incredibile rimonta finale col Sassuolo non era così tanto inaspettata e impossibile. Infine arriviamo alla rimonta completata dopo un brutto inizio nel derby toscano contro un Empoli in striscia positiva e senza nulla da perdere, altro segnale positivo di carattere della squadra di Pioli. Ecco se ora a tutto questo aggiungiamo la ritrovata vena realizzativa di Simeone (2 gol e 1 assist negli ultimi 135′ minuti giocati) e Mirallas (2 gol in 2 partite) e l’interruzione del digiuno da vittoria, la domanda viene naturale. La Fiorentina ha segnato 24 gol e ne ha subiti 17, i numeri sono in linea con le contender per il sesto posto valevole per l’Europa League, ma in realtà per la qualità dei giocatori e per le caratteristiche di alcuni centrocampisti dovrebbe segnare di più. Federico Chiesa è una delle stelle della squadra, contro l’Empoli ha corso tanto come al solito, si è sbattuto e ha aiutato la propria squadra in più momenti di difficoltà, non è però ancora in grado di gestire le energie nel modo corretto e non sa leggere le situazioni di gioco. Troppo spesso calcia o tenta un dribbling o un passaggio complicato quando non dovrebbe, quando i suoi compagni hanno bisogno di altro. 2 gol e 2 assist in 15 partite per un’ala sempre titolare (solo 1 presenza da subentrato) che tocca molti palloni negli ultimi 20 metri, sono davvero un bottino misero. Ha calciato 58 volte in questa stagione, soltanto 16 di questi tiri sono nello specchio della porta: è decisamente arrivato il momento di migliorare per Chiesa, perché la sua carriera necessita di una svolta e la sua squadra senza un apporto diverso dal suo go-to-guy difficilmente può far meglio di Roma-Lazio-Sassuolo-Torino-Samp nella corsa europea. Pioli ha in mano una squadra da metà sinistra della classifica, portarla più in alto di altre realtà più consolidate non è facile affatto, molti tifosi in estate si erano illusi di poter almeno vedere una squadra con un gioco divertente, votato all’attacco, se questa squadra non potrà riproporre quel calcio, allora dovrebbe ambire a centrare più risultati.

3) Cosa ci ha detto Liverpool-Manchester United?

Il big match del weekend ha messo di fronte due squadre opposte, in totale contrapposizione per umore, gioco, situazione di classifica e quant’altro. Il Liverpool ha dominato la partita senza fare chissà che cosa, il Manchester United ha scelto di attendere e ripartire, come spesso fa contro squadre più forti in questa gestione di Mourinho, la scelta non solo non ha pagato dividendi, ma ha permesso ai Reds di gestire la gara senza pressione. Un grave errore di Alisson, valso il pareggio di Lingard, sembrava aver servito un assist gigantesco allo United atteso ad un 2° tempo totalmente diverso. Lo spartito nella ripresa non è cambiato e l’ingresso in campo di Shaqiri (fun fact: nel post partita ha detto che il suo cognome si pronuncia ShaCiri, con un suono della C dolce e non duro come per la Q in italiano) ha spaccato la gara in due, lo svizzero ha capitalizzato anche con fortuna due occasioni e ha chiuso il match. Klopp mantiene la vetta e punta in grande grazie a una fase difensiva ampiamente migliorata rispetto allo scorso anno, miglior difesa con soli 7 gol subiti, mentre Mourinho vede allontanarsi irreparabilmente il 4° posto occupato dal Chelsea a +11. Il piazzamento europeo non è per nulla scontato per i Red Devils, una squadra mal costruita, mal gestita e con giocatori non in grado di invertire la rotta, la situazione in casa Manchester United è sempre più nera e sul banco degli imputati oltre a José Mourinho inizia a farsi pesantemente il nome del executive vice chairman Ed Woodwork. Il Liverpool ha l’obiettivo di portare a casa almeno un trofeo fra la la Premier League, FA Cup e la Champions League, due sono competizioni impronosticabili essendo ad eliminazione diretta e quindi molto episodiche; per la Premier il Manchester City resta la squadra da battere e favoritissima per la conquista del titolo, ma questi Reds stanno dimostrando di poter contendere il titolo fino in fondo e perché no riportarlo ad Anfield dopo 29 interminabili anni di digiuno.

4 e 5) Come sono andati i sorteggi UEFA?

4 – Sorteggi opposti per le italiane in Champions:

I sorteggi UEFA degli ottavi di Champions League hanno regalato sfide incredibili come Liverpool-Bayern Monaco o Tottenham-Borussia Dortmund, ma anche accoppiamenti con poco da dire sulla carta come Schalke O4-Manchester City. La Roma è stata estremamente fortunata pescando il Porto di Sérgio Conceição, squadra tutt’altro che scarsa come dimostrano i 16 punti fatti nel girone e il primato in campionato. L’allenatore portoghese ex Inter, Parma e Lazio fa giocare bene le sue squadre con un calcio votato all’attacco, senza trascurare la fase difensiva e la concretezza. I portoghesi sono ampiamente alla portata dei giallorossi e nonostante siano una buona squadra non poteva francamente andare meglio alla Roma. Stelle del Porto: Casillas in porta, A. Telles stereotipo vivente del terzino brasiliano con mancino fatato e difesa leggerina, i due messicani fondamentali per la gestione dei ritmi del possesso e per l’equilibrio H. Herrera e Corona e il possente centravanti maliano Marega.

La Juventus non ha fortuna e se la dovrà vedere con l’Atletico di Madrid, una squadra mai comoda da affrontare e in più con la finale programmata in casa. L’Atletico 2018-19 è in grado di fare la partita, così come di attendere e ripartire, dunque tatticamente sarà probabilmente la più interessante doppia sfida degli ottavi di finale. La squadra di Allegri dovrà dimostrare tutti i miglioramenti fatti nella conduzione della gara in fase di possesso, senza affrettare i tempi e allo stesso tempo con capacità di costruire azioni pericolose tra le maglie chiuse della difesa biancorossa. La Juve sa che per alzare la coppa dovrà essere in grado di batterle più o meno tutte e la squadra del Cholo Simeone, che ha sempre onorato tutte le competizioni UEFA, rappresenta subito un test di livello.

UEFA Champions League - Fonte immagine: David Flores, Wikipedia
Champions League – Fonte immagine: David Flores, Wikipedia

Le altre favorite pescano in modo diverso dai bianconeri: il City ha sulla carta il quarto di finale in tasca contro la squadra di Domenico Tedesco; il Barcellona affronterà Fekir e il Lione che non sono una passeggiata, ma neanche qualcosa di così impegnativo e la difesa talvolta ballerina sarà messa alla prova contro lo sprezzante talento offensivo dei francesi. Il PSG se la dovrà vedere contro il Manchester United: gli inglesi sono poca roba per questo livello, anche se pur sempre una squadra esperta, però i campioni di Francia in carica teoricamente dovrebbero avere la meglio per manifesta superiorità.

Ajax-Real Madrid offrirà due partite con infinito talento in campo, potenzialmente valanghe di gol (così come la suddetta Spurs-BVB) e non è per nulla scontato il passaggio del turno degli spagnoli, anche se è sempre bene ricordare che a fine febbraio le squadre come il Real e il Bayern Monaco non arriveranno per forza in condizioni così negative come quelle nelle quali vertono ora. L’altra finalista dello scorso anno, il Liverpool, avrà proprio il Bayern e una delle protagoniste storiche sarà subito fatta fuori dai giochi, due stadi speciali,  due squadre uniche e diverse con pace opposti: sfida intrigante per antonomasia.

 

5 – L’Europa League in tutto il suo splendore, molte pretendenti e innumerevoli upset improbabili:

Alle 13 i sorteggi d’Europa League hanno decretato cose diverse per le tre italiane in corsa. Inter e Napoli, essendo teste di serie, avevano poche chance di pescare una squadra assai ostica da subito, ma comunque c’erano possibilità di pescare molto peggio di Rapid Vienna e Zurigo. Entrambe trasferte comode contro squadre decisamente inferiori e meno adatte a certi palcoscenici, in teoria saranno due successi tranquilli. Il Rapid è ottavo su 12 in campionato austriaco e viene dal derby perso per 6-1 con l’Austria Vienna, 2° posto nel girone del Villareal in zona retrocessione in Liga. Zurigo attualmente 4° in campionato su 10 partecipanti e 2° nel girone di B. Leverkusen, Aek Lamaca e Ludogorec: non un girone impossibile a dirla tutta. La faccenda potrebbe complicarsi solo le due big italiane dovessero “snobbare” la vecchia Coppa Uefa giocando con troppi panchinari e sottovalutando le gare, altrimenti sarebbe dura uscire.

La Lazio prende una delle grandi favorite, il Siviglia, squadra con un certo feeling per l’Europa League e con una quadra ben costruita e difficilissima da affrontare. Probabilmente la sfida di più alto livello dei sedicesimi di finale, chi passerà da questo turno acquisirà un enorme razione di fiducia e consapevolezza, l’impresa dei capitolini sarebbe tale da ascriverli direttamente alle pretendenti al titolo nonostante ci siano formazioni sulla carta più attrezzate.

Le due inglesi hanno avuto destino comune, squadre abbordabili e trasferte scomode. L’Arsenal se la vedrà col Bate Borisov arrivato 2° proprio nel girone del Chelsea con PAOK e Mol Vidi, un impegno largamente alla portata. La squadra allenata da Emery, già vittorioso nella competizione, è tra le favoritissime proprio per l’uomo seduto in panchina, la rosa adatta ad affrontare vari tipi di proposte calcistiche e lo stile di gioco propositivo spesso premiato in campo europeo. Il Chelsea di Sarri andrà a Malmo, 2° nel girone con Genk, Besiktas (in piena crisi) e Sarpsborg 08, non una doppia sfida probante per le ambizioni di vittoria dei Blues e difficilmente l’ex allenatore del Napoli potrà essere messo in discussione per schierare delle riserve, come succedeva proprio a Napoli. Sorteggio positivo per un’altra possibile vincente come il Betis, che giocherà contro il modesto Rennes, mentre meno bene è andata al Valencia perchè il Celtic non è mai facile da affrontare specialmente in traferta. Shakhtar Donetsk – Eintracht e Brugge – Salisburgo altre due combinazioni intriganti e quasi da Champions League.