Le 5 domande della settimana – Cosa pensare della stagione del Napoli?

Piatek fa fuori il Napoli di Ancelotti e getta ombre sulla stagione del Napoli, il pirotecnico 3 a 3 tra Atalanta e Roma ci ha detto molte cose, Mihajlovic al Bologna e tante altri spunti dall’ultima settimana calcistica.

Ogni settimana calcistica cercheremo di porci 5 domande ispirate a ciò che è successo in campo e non, in modo da sviscerare insieme ai lettori gli argomenti e le curiosità del momento. Scelte degli allenatori, giocatori rivelazioni, problemi e quant’altro saranno messi sotto la lente di ingrandimento per provare a darci delle risposte, ma in realtà il vero intento è proprio quello di porsi delle domande.

Le risposte sono sempre limitate, provvisorie, insoddisfacenti. Le domande invece sono il vero motore dell’attività mentale: un uomo che non si pone domande, o che si contenta delle risposte, non va molto lontano.
(Piero Angela)

1) Quali appunti prendere da Atalanta-Roma?

Zapata non ha giocato una super partita, ma avendo Manolas come cliente non era neanche lecito aspettarselo e comunque dopo aver sbagliato clamorosamente il rigore del possibile 3-3, ha segnato lo stesso il pari il minuto successivo. L’Atalanta non solo ha trovato il suo centravanti, ha un top del campionato, una vera bestia. Gomez e Pasalic sono stati i migliori in campo e se per il secondo la quantità e la sostanza sono caratteristiche facilmente accomunabili, non è così (erroneamente) per il Papu. L’ex Catania ha giocato un’ottima partita di maturità tecnica e mentale, la giocata più impressionante della partita però non è un assist, un tiro o un dribbling, bensì quando al 93′ ha fatto una corsa all’indietro di 40-50 metri, dopo che aveva avuto problemi fisici ed era sulle gambe, e ha tolto palla di pure forza e cattiveria a Dzeko in contropiede. Un altro appunto da prendere è che senza Manolas la Roma probabilmente non si qualificherebbe per l’Europa League; Kolarov è uno straordinario giocatore, ma il fallo da rigore e l’errore sul 3-3 sono suoi, Fazio spesso, quest’anno ancor di più, causa problemi difensivi, Karsdorp è molto più bravo ad attaccare che a difendere, Marcano non è affidabile affatto e J. Jesus non è l’ideale per ogni avversario, il baluardo giallorosso è greco e si chiama Kostas. In tutte le partite di Serie A di quest’anno dove la Roma è stata avanti di 2 o più gol ha poi subito la rimonta, solo contro il Torino ha poi vinto ugualmente. Di Francesco e la gestione a partita in corso non vanno così d’accordo, spesso i suoi cambi sembrano improvvisati e se la squadra non risponde mentalmente possono succedere delle rimonte. Chiaramente avere pochi giocatori d’esperienza di Serie A in campo non aiuta e la colpa non è imputabile solo all’allenatore, perché ad esempio Kluivert dovrebbe comunque subentrare con una testa diversa, ma non si può neanche imputare la colpa a 25′ minuti di un ’99.

L’ultimo appunto è di quelli da sottolineare anche se il prof. tende a ripeterlo spesso, repetita iuvant. E’ sempre giusto fare i complimenti all’Atalanta, che specialmente in casa è bellissima da vedere, c’è atmosfera magnifica come in pochissimi campi di Serie A e per questo uscire con 1 punto, anche se la Roma era in vantaggio di 3 gol, non è un dramma, l’Atalanta così come Zaniolo (2 assist) tendono a non fare quasi più notizia.

Callejon al Napoli di Danilo Rossetti
Fonte: Foto Calcio Napoli – Danilo Rossetti (Fanpage Facebook)

2) Cosa dobbiamo pensare della stagione del Napoli?

L’eliminazione dalla Coppa Italia per mano del pistolero Piatek ha fatto emergere parecchie ombre sulla stagione del Napoli, fin qui spesso incensato e molto poco criticato. Indubbiamente Ancelotti gode di buona stampa, e diciamo pure che se lo è meritato con la sua carriera, però ci sono delle considerazioni da fare sulla stagione disputata finora dal Napoli. Pari con la Roma, sconfitta con la Juve e poi nelle 3 gare a San Siro, 2 sconfitte e 1 pari per 0-0, nessun gol segnato. Fuori dalla Champions League, fuori dalla Coppa Italia, distanza incolmabile dalla Juventus in campionato; l’analisi non può partire soltanto da questo, ma è pur vero che lo stipendio di Ancelotti è notevolmente superiore a quello di Sarri e da lui ci si aspettava un upgrade. La cessione di Jorginho non può da sola giustificare alcuni passi indietro fatti nel gioco, il Napoli quest’anno ha più di frequente beneficiato di giocate individuali per vincere (due punizioni di Milik, F. Ruiz nell’alluvionato Marassi ecc.) e raramente ha incantato dal punto di vista del gioco a differenza dell’era Sarri (specialmente primi due anni, nel terzo spesso ha badato al sodo come squadra). Ci sono anche degli indubbi progressi nella stagione: il reintegro di Milik, il girone di Champions giocato alla pari con PSG e Liverpool, le rotazioni allungate e il non dover andare sempre al massimo per trionfare, però diciamo pure che dal cammino che farà in Europa League dipenderà molto il giudizio sulla stagione dei partenopei. E’ sempre bene ricordare che la società di De Laurentis ha un fattorato e un monte ingaggi decisamente inferiore alle varie Juve, Liverpool PSG ecc, perciò pure le critiche vanno sempre messe nel contesto giusto e ricordarsi che lottare lo scudetto con la Juve in teoria è l’eccezione, non la regola. Va detto anche che il Napoli ha tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo nella competizione europea ed è tra le favorite assolute alla vittoria finale, il sorteggio dei sedicesimi è stato benevolo e dunque è lecito attendersi in questa manifestazioni dei risultati importanti nella gestione di Ancelotti.

3) Come sta l’Inter?

1 punto nelle ultime 2 partite con 0 gol segnati; oppure 11 punti su 18 disponibili nelle ultime 6 e 3° posto mantenuto, si può leggere in diversi modi il periodo dell’Inter. Contro il Torino l’Inter ha perso per un errore individuale di Handanovic sul colpo di testa di Izzo deviato da D’Ambrosio, però non può bastare questo per giustificare la prestazione. Il problema dell’Inter è la pericolosità offensiva, il che suona paradossale avendo uno dei migliori attacanti del campionato, 31 gol segnati in 21 giornate sono un bottino misero – 8° attacco della Serie A. I nerazzurri hanno poca tecnica sparsa nella rosa, pochi piedi buoni e quindi contro squadre chiuse e ben organizzate difensivamente, fa fatica a creare occasioni da rete dettate dal gioco e non episodiche (come rigori vedi Udinese, arrembaggio con schemi saltati vedi Napoli o colpi di testa 2-2 vs Roma). Finora è mancato l’apporto del trequartista ideale per Spalletti, Nainggolan, ma anche qualcosa in più nella produzione offensiva degli esterni offensivi e difensivi, troppi pochi tra gol e assist. Il calciomercato ormai volge al termine quindi molti giocatori con mal di pancia vari potranno/dovranno reintegrarsi e invertire la rotta, non tanto per il piazzamento in campionato che sembra poter arrivare anche così, ma perché l’Inter deve costruire qualcosa per il futuro dove punterà ad obiettivi superiori e per farlo ha bisogno di un ambiente positivo e calcisticamente stimolante.                                                     Niente operazioni d’urgenza, anzi proprio niente operazioni, però un paio di antibiotici li deve prendere per tornare a pieno regime.

 

4) Come andrà Sinisa Mihajlovic al Bologna?

Il Bologna completa la #tenyearschallenge richiamando sulla panchina Mihajlovic esattamente una decade dopo la prima volta. L’esonero di Pippo Inzaghi sembra inevitabile già da parecchie settimane, la società ha voluto attendere eventuali sviluppi con i nuovi acquisti invernali, ma alla fine è stata quasi costretta a cambiare per provare a dare una scossa alla squadra. Il Bologna ha segnato soltanto 16 gol in 21 giornate, peggior attacco del campionato, e togliendo il buon inizio di Santander (5 reti segnate, di cui 4 fino al 11 novembre) la squadra non ha nessun riferimento offensivo di livello e fatica molto a trovare il gol su azione. Questa è la vera sfida di Mihajlovic perché difensivamente e fisicamente vale la Serie A, i problemi sono per lo più tecnici, per questo oltre il cambio dell’allenatore sarà fondamentale il contribuito di Soriano e Sansone. L’Empoli ha soltanto 3 punti di vantaggio e l’Udinese 4, il cammino è ancora lungo e la salvezza è tutt’altro che impossibile. Nelle prossime 4 giornate affronterà Inter, Genoa Roma e Juventus, fare qualche punto in questo complicato mini tour sarebbe l’ideale per poi affrontare Udinese e Cagliari, partite dalle quali dovrà uscire con almeno 4 punti verosimilmente per affrontare il rush finale alla pari delle contender. Sarà interessante vedere se Sinisa punterà sulla difesa a 3 tanto cara a Inzaghi senior oppure se passerà a 4, e poi chi farà parte del nuovo attacco; con Mihajlovic si lavora molto intensamente, le sue squadre sono fisiche e toste, spesso non si gioca un gran calcio, ma siamo sicuri che ai tifosi del Bologna poco importa oltre al raggiungimento della salvezza al momento. La società ha presentato il progetto di un nuovo stadio bellissimo, ecco sarebbe un peccato incominciare questo impegnativo percorso ricominciando dalla serie cadetta.

5) Cosa ci ha detto Lazio-Juventus?

Lazio-Juventus è stata per un’ora abbondante un monologo laziale, la Juve ha poi spinto sull’acceleratore e l’ha vinta con il minimo sforzo. Questo ci dice che la Juve non ha bisogno di andare sempre a 100km/h (specialmente in Italia) e sa gestirsi alla grande, ma ovviamente è anche pericoloso essere consapevoli di questa abilità perché non sempre c’è Lulic ha commettere un’ingenuità simile ad esempio. Ci ha anche detto che: Emre Can davanti alla difesa per ora non è un esperimento riuscito, c’è tempo per riprovarlo e valutarlo nuovamente; Szczesny è sempre di più una garanzia assoluta per i bianconeri e se pressata bene la Juve va molto in difficoltà in impostazione, specialmente senza Bonucci-Pjanic. Per il fronte della Lazio abbiamo invece visto che: Correa può essere titolare in questa squadra anche con un assetto più offensivo, L. Alberto si sta ritrovando e sarà fondamentale nella seconda parte di stagione, Inzaghi continua a perdere big match e non fare punti con le grandi. Da entrambe le squadre sono arrivati segnali contrastanti, per la Juve da una parte è arrivata l’ennesima prova di forza incredibile e dall’altra ha mostrato delle fragilità contro un’ottima squadra che però non è il ManCity, Barcellona o similari. Per la Lazio da una parte ha dominato i bianconeri per 65 minuti, dall’altra ha segnato comunque 1 sola rete e poi ha subito il ritorno avversario commettendo errori da evitare per puntare al 4° posto.