Fiorentina, il Pagellone 2017/2018: stagione rotta dalla tragedia di Astori

Il Campionato della Fiorentina, 2017/2018, sarebbe Ingiudicabile poichè tutto l’ambiente e le prestazioni della squadra sono state profondamente ed intimamente devastate dalla scomparsa prematura, ad Udine, il 4 marzo, di Davide Astori. Morte della quale, ancora adesso, non sono state fornite le cause ufficiali dagli incaricati Medico-Legali dell’Università di Udine.

Fiorentina - Fonte: Federico Berni
Fiorentina – Fonte: Federico Berni

La stagione era iniziata sottotono, con acquisti fatti per rientrare nel Fair-Play Finanziario e con le contestazioni alla famiglia Della Valle da parte di una buona metà dei tifosi viola. Pantaleo Corvino aveva condotto una campagna acquisti/cessioni di smantellamento e di “alleggerimento” dal punto di vista degli ingaggi e, di conseguenza, anche della qualità.

La stessa stagione si è come trasformata, energizzata, in una reazione tipica della “elaborazione del lutto” da parte dei singoli giocatori, dopo la morte di Astori. E si è conclusa con sette vittorie di fila e un impegno enorme, che hanno portato alla posizione di classifica, ad un passo dalla qualificazione all’Europa League, senza però aumentare la qualità tecnica e la validità del gioco espresso.

PAGELLONE 2017/2018

#DA13

PORTIERI

SPORTIELLO 5: l’impegno c’è stato ma ha troppe “lacune” durante la partita e alterna gare buonissime a prestazioni molto mediocri. Commette errori di superficialità, specialmente nel rilancio dell’azione e nei disimpegni, che ne penalizzano il rendimento.

DRAGOWSKI 4: insufficiente. Forse deve giocare titolare in un campionato dove può crescere, poichè per la massima serie italiana non ha ancora le caratteristiche. Tecnicamente sbaglia anche i fondamentali.

CEROFOLINI s.v.

DIFENSORI

PEZZELLA 6,5: il voto poteva essere migliore se non avesse mostrato dei momenti di gioco in cui eccede nelle entrate e in cui si “addormenta”. Tutto sommato è un buon calciatore. Dispiace per la mancata convocazione in Nazionale Argentina ma forse la stagione, nel suo complesso, non l’ha consentita.

VITOR HUGO 6: ha giocato le gare dal 4 marzo in poi con continuità, prendendosi la pesante eredità di Astori e facendo una buona figura. E’ bravo sullo stacco di testa e sul contrasto, soffre un po’ sugli scatti dell’avversario e ha anche una discreta visione di gioco per far ripartire l’azione.

MILENKOVIC 5,5: bravo, tecnicamente perfetto, gioca con entrambi i piedi e ha grinta. Ma è ancora troppo “legnoso” e manca della capacità di costruire una azione e della sicurezza nel gestire la palla una volta riconquistata. Migliorerà.

BIRAGHI 5,5: un difensore di scarsa qualità sia tecnica, che intuitiva. Fa sempre il solito movimento e spesso, perde l’avversario. Specialmente nella propria area, sui calci piazzati e sulle azioni veloci, difetta molto di attenzione e di saper chiudere, cosicchè la squadra prende gol per questo suo limite. E’ molto bravo, in condizioni di gara, di serenità e senza pressioni, a crossare e da lui sono nati alcuni dei gol più belli della stagione viola, realizzati da Simeone o da altri. Se non si monta la testa può minimamente progredire.

LAURINI 6: roccioso e combattivo, fa il terzino alla vecchia maniera. Non è molto veloce ma riesce a compensare con l’esperienza per contenere la foga dell’avversario. Non regge molto i 90 minuti e fisicamente è spesso in “riserva”.

GASPAR 5: un giocatore che non sa difendere ma che corre molto e forse è più adatto a fare l’ala rispetto al terzino. Deve entare e rispettare gli schemi di gioco che l’allenatore gli dà, ma forse il suo limite è anche questo.

MAXI OLIVERA s.v.: non è mai stato impiegato, e una gara soltanto non determina una stagione.

CENTROCAMPISTI

BADELJ 7: il metronomo della squadra, preciso e professionale. Alterna partite buonissime a partite in cui è troppo lento e anche la manovra complessiva della squadra ne risente. Tuttavia si è rivelato insostituibile.

BENASSI 6: ci ha messo sempre impegno e costanza ma non ha reso per quello che doveva. La sufficienza viene per i gol che ha realizzato e perchè ha giocato quasi una metà di campionato in un ruolo non suo. Si nota la sua assenza o la sua presenza quando la squadra pressa e riparte in attacco.

VERETOUT 6,5: un calciatore grintoso, un “gladiatore”. Non ha molta visione di gioco e non ci si aspetta, da lui, il lancio illuminante o preciso per la punta, ma ha un gran tiro e una grande capacità nel contrasto e nell’interdizione.

DABO 6: un acquisto “di gennaio” azzeccato in pieno. Alto e muscoloso, è un ottimo elemento per interrompere la manovra avversaria. Difficile portargli via la palla nell’uno contro uno. Ha realizzato anche un gol, con tiro dal limite, il che dimostra che ci sono margini di miglioramento e si può investire su di lui in futuro.

SAPONARA 5,5: un calciatore involuto. Ha trascorso la prima parte di campionato in panchina, perchè stentava prendere (riprendere) consapevolezza dei propri mezzi. Problemi personali ne hanno condizionato gran parte della stagione. La morte di Astori lo ha come “svegliato”, ed ha conosciuto un paio di mesi interessanti, nei quali ha portato il suo importante contributo alla squadra. Non basta però per un voto sufficiente, serve una riprova seria e determinata (di testa).

CRISTOFORO 4: un mediocre giocatore che non ha portato alla causa viola nessun contributo.

GIL DIAS 5: incerto, spesso si dimostra svogliato e si astiene dal contrastare l’avversario o dal rincorrerlo. La sua migliore dote è quella delle discese sulla fascia destra, con le quali procura diversi pericolo alla difesa opposta. Nulla più, nè dal punto di vista tecnico nè da quello della mentalità dimostrata.

EYSSERIC 5,5: un elemento, la maggior parte delle volte, astratto allo schema di Pioli e alla partita in cui entra in gioco (poichè è quasi sempre comparso a metà gara). Si muove bene e mostra qualità tecniche interessanti ma non è consapevole di quello che deve fare in campo per accompagnare l’azione o per sostenere la fase difensiva.

SANCHEZ 5: ha giocato solo metà stagione perchè poi si è trasferito all’Espanol. In quella parte di campionato ha mostra due facce: quella senza interesse e senza rendimento a Firenze, e quella grintosa a produttiva in Nazionale (Colombia).

ATTACCANTI

SIMEONE 7,5: quando sembra che sia un giovane solo di belle speranze e non sappia fare la prima punta, sfodera gol e prestazioni sbalorditive. Corre e lotta su tutti i palloni anche a centrocampo e cerca di far ripartire l’azione, ma giocando da unica punta, spesso, non trova nessuno a sostenerlo.

CHIESA 7: l’impegno è massimo e la qualità è altissima ma non sempre la gara gli riesce bene. Inventa delle cose che lo fanno elevare al di sopra dei compagni e dà l’anima per la squadra. Deve essere il futuro, almeno quello immediato.

THÉREAU 5: un calciatore alla fine della carriera, capitato per un caso, alla Fiorentina a fare un po’ di partite per non perdere l’abitudine.

BABACAR 6: gioca solo metà campionato, poi viene ceduto in prestito perchè è l’unico con il monte ingaggi ancora più alto del parametro fissato dai Della Valle. Determinante in diverse partite, resta comunque il ragazzo eterno che non riesce mai a fare il salto di qualità e a diventare qualcosa di importante per la società in cui gioca. Forse questa caratteristica è proprio legata a lui stesso ed al suo modo di non impegnarsi mai a fondo per quello che fa.

FALCINELLI 5: arriva a gennaio, nello scambio con Babacar, e non solo non lo sostituisce ma lo fa rimpiangere. E’ una buona pedina per la panchina in squadre con scarsa ambizione.

LO FASO s.v.: ha giocato soltanto uno spezzone di partita e poi si è pure infortunato gravemente.

ZEKHNINI s.v.

ALLENATORE 

PIOLI 7: un grande uomo e un ottimo tecnico. Conosce una delle peggiori e più devastanti stagioni calcistiche della sua vita, dilaniata dalla scomparsa di Davide Astori. Tecnicamente fa anche troppo, vista la rosa che ha avuto a disposizione. Si intestardisce, all’inizio del campionato con il 4-2-3-1 ma presto deve tornare sui suoi passi perchè non ha i mezzi a disposizione per giocare con questo schema. Approda allora al 4-3-2-1, con il quale ottiene netti miglioramenti sia nella prestazione che nel risultato ed è bravo a far adattare, a partita in corso, lo schema, alla necessità. Infatti passa spesso al 3-4-3 e al 5-3-1-1. La prossima stagione ne mostrerà, forse, il vero e giusto valore.

SOCIETA

ANDREA DELLA VALLE, CORVINO, COGNIGNI, ANTOGNONI, SALICA: inizio stagione al risparmio e con lontananza dalla “piazza” che, a loro parere, non era libera di non condividere le scelte tecniche fatte. Ritorno e compattezza con tutti, determinazione e bagno di umiltà dalla scomparsa di Astori. Da rivedere.