Cosa ci lascia l’ICC: boom Favilli, la vendetta su Malcom, il goal di Lautaro

Il calcio d’agosto ha avuto la sua vetrina principale nell’International Champions Cup, torneo di alto livello riservato ai top club europei che si sono sfidati  in giro per il mondo. Durante queste tre settimane ogni team ha potuto rodare, a velocità diverse, la propria rosa in vista della stagione che sta per iniziare e mostrare in alcuni casi dei gioielli nascosti che con buona probabilità faranno parlare di sé negli anni a venire.

Lautaro Martinez, protagonista dell'ICC - Fonte: Agencia de Noticias ANDES, Wikipedia
Lautaro Martinez – Fonte: Agencia de Noticias ANDES, Wikipedia

Analizziamo l’andamento delle italiane e quello delle principali protagoniste straniere impegnate nel torneo.

JUVENTUS – Prima fra le nostre squadre a scendere in campo, ha dovuto fare i conti con le defezioni dell’intero pacchetto offensivo a causa delle assenze dovute alle vacanze dei titolari reduci dai Mondiali. Allegri ha sfruttato questi giorni negli Stati Uniti  per testare i nuovi arrivati e mettere a punto i movimenti del pacchetto difensivo e della mediana (positive in questo senso le prove di Cancelo, Alex Sandro e qualche buona fiammata di Emre Can) con risultati discreti. Le note migliori dei tre match del torneo, condite dalla vittoria contro il Bayern Monaco (2-0) e Benfica (4-2 ai rigori), e dalla sconfitta contro il Real Madrid (1-3) sono però arrivate da protagonisti inattesi: Andrea Favilli, con la sua doppietta nella prima vittoriosa sfida contro i bavaresi e i suoi movimenti puntuali da attaccante di razza, e Luca Clemenza, autore di buonissime prestazioni e di un bellissimo gol contro il Benfica, si sono presi di prepotenza la scena e attirato le attenzioni di diversi club che hanno successivamente chiesto informazioni ai bianconeri. Torneo sostanzialmente positivo per i campioni d’Italia al netto della brutta scivolata contro il Real Madrid.

ROMA – I giallorossi si sono presentati all’ICC come un cantiere aperto condito da grandi potenzialità che devono ancora essere armonizzate per poter dare il risultato sperato. La squadra di Di Francesco ha avuto il merito di andare sempre a rete nelle tre gare disputate contro Tottenham (sconfitta 1-4), Barcellona (vittoria 4-2) e Real Madrid (sconfitta 2-1) e dimostrato in alcune fasi un gioco sciolto e esteticamente gradevole, tuttavia preoccupa non poco la tenuta difensiva della squadra che ha incassato otto reti e l’approccio al match (sempre un gol subito nei primi dieci minuti di gioco). Tra i nuovi arrivati buone indicazioni sono arrivate da Pastore, utilizzato da mezzala e dai cui piede dovrà arrivare la qualità del gioco, e Kluivert, utilizzato sia sulla fascia destra che sinistra e oggetto di continue indicazioni per poter disciplinare il suo grande talento in funzione della squadra, da rivedere invece l’esperimento Schick esterno d’attacco, non proprio nelle corde del giocatore. La Roma esce dal torneo con buone speranze nella prossima stagione, considerato il gruppo ringiovanito e talentuoso, ma dovrà trovare una quadra per il suo sistema di gioco. I tifosi ricorderanno soprattutto la “vendetta” su Malcom, che nella settimana precedente sarebbe dovuto sbarcare a Fiumicino, passando solo all’ultimo in blaugrana; il brasiliano ha persino segnato contro la squadra di Di Francesco, che però ha avuto la meglio in una delle partite più belle della competizione.

MILAN – Il torneo della squadra di Gattuso può essere riassunto nella differenza reti registrata nelle tre gare (0): i rossoneri infatti nelle tre gare disputate, vittoria ai rigori contro il Manchester United (10-9 ai calci di rigore), sconfitta di misura contro il Tottenham (0-1) e vittoria all’ultimo respiro contro il Barcellona (1-0), hanno mostrato una difesa molto solida, sulla falsa riga di quanto visto sul finale della scorsa stagione, resa possibile dalla crescita di Romagnoli e Kessié, ma allo stesso tempo faticano a realizzare sottoporta con Suso, Calhanoglu (provato anche da mezzala di qualità con buone indicazioni) e Cutrone non ancora al meglio e poco brillanti rispetto ad un’estate fa quando la stagione parti prima a causa dei preliminari di Europa League. La squadra ha disputato un torneo più che discreto e gli innesti del calciomercato (che hanno rinforzato la rosa nei diversi settori) non possono che far bene ad una squadra che sembra crescere giorno dopo giorno attorno al proprio allenatore, a cui bisogna dare il merito di avere ridato verve ad un gruppo che sembrava non riuscire più a trovare le proprie certezze.

INTER – I nerazzurri chiudono il torneo in testa alla classifica del torneo (non vincono solo a causa della differenza reti) e si segnalano come la prima tra le italiane; bisogna quindi dare il giusto merito ai ragazzi di Spalletti che hanno mostrato un buon calcio nelle tre gare disputate, segnate dalla sconfitta contro il Chelsea (4-5 ai rigori) e dalle vittorie contro Lione (1-0) e Atletico Madrid (1-0 al Metrpolitano di Madrid). Diverse le prove effettuate in vista della nuova stagione ma possiamo dire che le indicazioni migliori per i nerazzurri sono arrivate da Lautaro Martinez, che ha approfittato dell’infortunio di Nainggolan per scalare le gerarchie nello scacchiere di Spalletti e affinare la sua intesa con Icardi realizzando anche due reti nelle ultime due gare, e da Asamoah, dimostratosi molto duttile sul campo tanto da interno quanto da ala. L’Inter nel corso del torneo ha mostrato una buona solidità e trame interessanti ma dovrà trovare migliori soluzioni per gestire la gara se vuole fare quel salto di qualità che porta alle vittorie che contano.

LE ALTRE – E’ il Tottenham a vincere il torneo grazie alla differenza reti favorevole (conquistata soprattutto nella gara contro la Roma); curioso il fatto che a vincere il torneo sia stata la squadra che non ha effettuato movimenti di calciomercato e ha affrontato la prima gara priva del suo bomber principe e con dei titolari a mezzo servizio per i pochi giorni di preparazione alle spalle. In generale, lascia a bocca aperta una classifica in cui diversi top team si trovano sul fondo: Barcellona e Atletico Madrid hanno conquistato solo due punti, appena meglio hanno fatto PSG, Manchester City e Bayern Monaco (seppure ciascuna di queste formazioni fosse ricca di giovani talenti, alcuni nuovi acquisti e pochi titolari).

 

Salvatore Suriano

Redattore sportivo per passione, amo il calcio e lo seguo sempre con lo stesso interesse. Collaboro con SoccerMagazine dal luglio del 2013.