Il punto/Serie A: quel lungo e piatto weekend di pallone nostrano

Nella 23esima Giornata di Serie A, solo da segnalare il blitz del Frosinone in casa della Sampdoria. Le grandi, Napoli a parte, vincono tutte

La 23sima Giornata la si può definire senza infamia e senza lode. O con infamia e con lode. Piatta e quasi scontata.

 

Pallone
Fonte: Danilo Rossetti

Già, perché successo del Frosinone a parte in casa della Sampdoria che va a ravvivare la zona salvezza e, forse, va a rilanciare le ambizioni dei ciociari, non ci sono stati grossi sussulti in un weekend iniziato giovedì e finito domenica, causa impegni rugbystici azzurri e il ritorno delle Coppe europee.

E il pareggio del Napoli a Firenze? È una mezza sorpresa solo se si guarda la Classifica delle due squadre, ma non lo è se andiamo a guardare i vicecampioni d’Italia delle ultime settimane, soprattutto in trasferta. Nelle ultime cinque lontano da casa, infatti, la banda di mister Ancelotti ha segnato con il contagocce: un goal a Bergamo, zero a Milano sponda Inter, zero a Milano sponda Milan in Serie A e Coppa Italia, zero pure a Firenze, giocando però una delle più belle prestazioni dell’ultimo mese. E se si vuole tentare di rendere un pochettino meno noiosa e abulica la lotta tricolore, così non va bene per nulla. Chiariamo: è comprensibile e umano un periodo di appannamento, ma quando devi lottare – e pure a distanza – contro la Juventus purtroppo non te lo puoi permettere.

Il distacco, allora, torna a essere di 11 punti, perché i bianconeri non hanno lasciato scampo a un Sassuolo volitivo, combattivo ma che nulla ha potuto contro lo strapotere avversario. Niente di nuovo sotto il sole, allora, se non il fatto che la Vecchia signora porta a 27 le gare utili consecutivi e Cristiano Ronaldo, già a 18 marcature, è il calciatore portoghese che ha segnato di più in un singolo torneo italiano. Rui Barros, esattamente 30 anni fa, si era fermato a 12. Il cinque volte Pallone d’oro doveva arrivare per dare una scossa alla squadra, ha rivelato il direttore sportivo Fabio Paratici nelle ultime ore. Ha avuto questo effetto? Beh, ha reso inavvicinabili i più forti e ammazzato la Serie A che già aveva poca storia. È stato un terremoto, insomma. Ma inserito nel giusto ingranaggio, si intende.

 

 

Piattume, si diceva. Anche nella Zona Champions, quella più interessante. L’Inter riabbraccia i goal dopo 366’ e i tre punti passando a Parma grazie a Lautaro Martinez e una bella prova soprattutto nel secondo tempo. Finiti tutti i guai? Per nulla, ma quando il campo ti dà ragione hai come la sensazione che tutto sia passato, ma nella Milano nerazzurra non è così, perché i problemi sono ancora belli e vegeti. E, come se non bastasse, anche Spalletti nel post partita – per carità, il concetto è più che legittimo – ha messo il suo carico da 90. Ma lo ripetiamo: guai a perdere di vista gli obiettivi prefissati a inizio stagione.

Il proprio dovere lo hanno fatto anche il Milan, vincendo ma non convincendo del tutto contro il Cagliari, nonostante gli 11 tiri verso lo specchio della porta. Gattuso può sorridere per una buona condizione psico-fisica – ma quanto può durare se giocano sempre gli stessi? – per la prima rete italiana di Paquetà, il cui acquisto sta dando ragione a Leonardo e ha dato ossigeno al centrocampo, l’implacabilità di Piatek, le parate da fenomeno di Donnarumma. E per il quarto posto confermato.

La Lazio, che con il minimo scarto ha battuto l’Empoli. La Roma, tre sberle al sempre più inguagliato Chievo. L’Atalanta in rimonta contro la Spal. A Bergamo ringraziano sempre lui, Duvan Zapata, a segno già nove volte nel 2019. Le quattro squadre, che molto probabilmente di contenderanno l’ultimo posto utile fino alla fine – sono racchiuse in un punto. Milan 39, Lazio, Roma e Atalanta 38. Tu chiamale se vuoi, incertezze assolute.

E sabato sera, all’”Azzurri d’Italia”, sfida a tutto gas tra orobici e rossoneri. I bergamaschi sono i più terribili da affrontare oggi in Serie A. Per chiunque.

 

 

E, per concludere, da segnalare la stitichezza delle reti messe a segno (appena 19, ma ben tre successi esterni), e una lotta per evitare la serie B che non annoia per niente. Tra Chievo (9 punti), Frosinone (16), Bologna (18), Empoli (18), Udinese (19), il “si salvi chi può” è sempre una frase mai scontata.