La parabola di Oscar, da star a comprimario. Ora a Shangai in un fiume di soldi

Oscar - Fonte: Ben Tavener (flickr.com)
Oscar – Fonte: Ben Tavener (flickr.com)

Fino ad un paio di anni fa era da considerarsi come uno dei maggiori trequartisti del panorama internazionale, forte di un ottimo impatto nel calcio che conta. Arrivato dal Brasile come una grande promessa, Oscar si era imposto con grande positività nel Chelsea e nella Nazionale brasiliana. Il tutto faceva presagire ad un futuro da giocatore molto importante, considerata anche le giovane età, che implicava una possibilità di miglioramento.
Poi qualcosa si è rotto, l’anno scorso. Con il Chelsea in crisi, il carioca e l’altro fantasista dei Blues, Eden Hazard, hanno finito per inabissarsi in una fase di crisi incredibile.
Se il belga può dirsi risollevato da questa depressione, lo stesso non vale per l’ex Internacional.
Uscito anche dal giro della Nazionale dopo la Copa America di un anno e mezzo fa, ha avuto il suo colpo di grazia da Antonio Conte. Il tecnico salentino, sergente di ferro della panchina, ha preferito sacrificare la sua classe in nome del 3-4-3, scegliendo un sistema di gioco che ha donato al club le basi per una serie incredibile di undici vittorie di fila.
Per lui, a Stanford Bridge, lo spazio è andato diminuendo in modo quasi inesorabile. Poi l’offerta dalla Cina: 70 milioni e più nelle casse del Chelsea e la partenza prevista per gennaio.
Da chiarire l’ammontare dell’ingaggio dello stesso Oscar, che qualcuno sussurra possa diventare il giocatore più pagato della storia