Chievo Verona, Maran svela i suoi segreti: “L’idea è fare sempre la propria partita”

Un inizio sfolgorante con la vittoria casalinga contro l’Inter e poi una continua ascesa. Oggi il Chievo, durante il secondo stop per le nazionali, si trova al terzo posto con 13 punti.

Rolando Maran - Fonte: Liotro (Flickr)
Rolando Maran – Fonte: Liotro (Flickr)

I clivensi hanno sempre mostrato in campo una certa tenacia durante i suoi anni in Serie A, ma quest’anno in più c’è la guida di Rolando Maran. Il tecnico trentino è per il secondo anno alla guida del Chievo sin dall’inizio della stagione e, se nella scorsa stagione la squadra ha appreso i suoi concetti, quest’anno sta andando oltre.
Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport è stata pubblicata un’intervista a Maran, dove gli vengono chieste quali sono le sue linee guida: “Primo, applicazione: una squadra deve avere propri canoni e lavorare su questi. Secondo, intensità: altrimenti non vai da nessuna parte. Terzo, coraggio: qualità che ti fa crescere in rendimento e mentalità. L’idea è fare sempre la propria partita: in casa, in trasferta – spiega l’allenatore del Chievo Verona – e a prescindere dagli avversari. Però devi considerare chi hai di fronte, anticipare lo sviluppo della gara e interpretarla. Prendiamo quella con la Lazio: sapevamo che portavano tanti giocatori a centrocampo e chiudevano le linee di passaggio per sfruttare eventuali nostri errori e ripartire, così abbiamo studiato una tattica adeguata“.

Maran parla anche degli uomini chiave di questo inizio di campionato, tra cui Valter Birsa: il 3oenne sloveno è trequartista o regista avanzato? “È cambiata la sua interpretazione del ruolo, partecipa molto di più. E gli chiedo cose diverse, come la ricerca delle seconde palle o l’apertura dello spazio per gli inserimenti della mezzala. Mi ha stupito – confessa il tecnico del Chievo – il modo in cui si è adattato a un ruolo che per lui è nuovo. Turnover? Ho una rosa omogenea, ognuno può essere titolare. Io devo sfruttare tutti, così stimolo una sana competizione. Castro? Ha qualità, ma lavora tantissimo: un giocatore moderno. A Catania fu preso come attaccante esterno, ma già allora compresi che si addice di più al ruolo di mezzala perché ha tempi negli inserimenti e grandi doti aerobiche“.